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26 Ottobre 2026
Ultima modifica: 26 Ottobre 2026 ore 09:14

Cooperativa Il Calabrone di Legnago: 40 anni di lavoro inclusivo

Nata nel 1986 da un'intuizione della Comunità Papa Giovanni XXIII, oggi punta sui giovani per il passaggio generazionale
Cooperativa Il Calabrone di Legnago: 40 anni di lavoro inclusivo
Foto di Caterina Balocco
La cooperativa sociale Il Calabrone di Legnago (Verona) trasforma la fragilità in risorsa produttiva. Tra verde, meccanica e abiti usati, una realtà dove cooperare conta più che competere. Sabato 31 la festa per il 40° anniversario della nascita

Tra i capannoni dell'area industriale di Legnago, in provincia di Verona, uno sembra scostarsi da tutti gli altri. Sulla facciata c'è il logo di un calabrone, l'insetto che, nonostante il corpo tozzo e le ali piccole, riesce a volare.

È la sede principale della cooperativa sociale "Il Calabrone", promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha mosso i primi passi nel 1986 per offrire un'opportunità di inserimento lavorativo a persone con disabilità o provenienti da situazioni di disagio ed emarginazione.

L'inizio di questa realtà, in un momento storico caratterizzato da un totale vuoto legislativo per le cooperative sociali (la legge che le riconosce arriverà nel 1991), è stato da veri pionieri. Tutto ebbe inizio con un primo, modesto incarico alla Fiera campionaria del paese: in campo c'erano volontari, obiettori di coscienza e alcune persone svantaggiate, che avevano come punto d'appoggio una sede provvisoria ricavata da una dépendance della prima Casa di Pronta Accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII nel territorio.

Poi arrivò la prima commessa continuativa nel settore degli assemblaggi, ottenuta dal Gruppo Riello, azienda leader nel riscaldamento: un'attività svolta in una stanza con due avvitatori e qualche cacciavite. Quarant'anni dopo, Il Calabrone è una consolidata realtà imprenditoriale del basso veronese, con tre sedi operative e circa 60 persone coinvolte tra dipendenti (il 30% dei quali con svantaggio), volontari e inserimenti sociali in contesto lavorativo.

L'eredità di don Benzi: il lavoro come riscatto

Il perché di un nome così singolare lo spiega Alessio Zamboni, attuale presidente e tra i soci fondatori della cooperativa: «Negli anni in cui siamo partiti non c'era ancora una legge sulle cooperative sociali, e l'idea di fare impresa con persone che le altre aziende tendono a scartare sembrava davvero ardua. Per questo ci venne in mente un aneddoto citato spesso da don Oreste Benzi legato al calabrone, che ha un corpo tozzo e ali piccole, per cui apparentemente non potrebbe volare, eppure vola. Su queste basi siamo partiti e la storia della cooperativa dimostra che la sfida è riuscita, che è possibile passare dall'assistenzialismo a offrire una reale opportunità di lavoro inclusiva capace di valorizzare le capacità di tutti».

Dall'assemblaggio al verde: la capacità di diversificare

Nel corso dei decenni Il Calabrone ha saputo diversificare con intelligenza i propri settori d'intervento per intercettare bisogni e opportunità, con standard professionali sempre più elevati. Accanto allo storico settore dell'assemblaggio elettromeccanico per conto di importanti aziende del territorio, si è sviluppata progressivamente la manutenzione delle aree verdi, svolta sia per enti pubblici (Comune di Legnago, Aulss 9 Scaligera) sia per aziende e privati.

Spiega Zamboni: «Nato quasi in sordina nel 1991 con due soli tosaerba, oggi questo comparto rappresenta il settore d'attività prevalente, con una squadra di 17-18 operatori e macchinari all'avanguardia».

Un operatore della cooperativa Il Calabrone di Legnago al lavoro con un tosaerba professionale in un parco
Davide Facchin, responsabile del settore manutenzione aree verdi, oggi il settore prevalente della cooperativa per fatturato e numero di addetti
Foto di Emanuele Zamboni

La spinta all'innovazione si manifesta anche nell'acquisizione, alcuni anni fa, del marchio K Service, un settore specialistico dedicato alla vendita, all'allestimento e alla manutenzione di impianti industriali ad aria compressa.

Quattro operatori della squadra aree verdi della cooperativa Il Calabrone davanti ai mezzi di lavoro
Alcuni addetti al settore aree verdi della cooperativa. Da sinistra: Davide Bissoli, Dario Boni, Giulio Griso, Gianluca Lazzari
Foto di Emanuele Zamboni
Due tecnici del settore K Service al lavoro su un impianto ad aria compressa
K Service: vendita, allestimento e manutenzione di impianti ad aria compressa
Foto di Emanuele Zamboni
Un lavoratore della cooperativa Il Calabrone al lavoro con un avvitatore nel reparto assemblaggi
Tecnico al lavoro nel settore assemblaggi elettromeccanici
Foto di Emanuele Zamboni
Una impiegata al computer nell'ufficio amministrativo della cooperativa Il Calabrone
Sara Montagnoli (responsabile del personale), opera nel settore amministrativo della cooperativa, assieme a Mara Masin e Melissa Boni
Foto di Emanuele Zamboni

Tessuto Vissuto: economia circolare e seconde possibilità

Sul fronte della sostenibilità ambientale e dell'economia circolare, il fiore all'occhiello è Tessuto Vissuto, un negozio di abiti vintage, second hand e oggettistica costruito su quattro parole chiave: economico, ecologico, creativo, solidale. «Tutto ciò che viene esposto arriva da donazioni di privati. Il ricavato delle vendite, dedotte le spese di gestione, finanzia progetti solidali all'estero, come ad esempio una missione della Comunità Papa Giovanni XXIII in Brasile», spiega Giulia Tosi, del team che gestisce l'attività. Il negozio si può seguire anche su Instagram e Facebook.

Abiti vintage e second hand esposti nel negozio Tessuto Vissuto della cooperativa Il Calabrone
Il negozio Tessuto Vissuto: abiti vintage, second hand e oggettistica
Foto di Emanuele Zamboni

Un'esperienza di economia circolare che vale per gli indumenti, ma ancora di più per le persone, che nella cooperativa trovano un'opportunità di riscatto sociale.

«Non agiamo da soli – spiega Carla Marchesini, referente per i progetti di inclusione sociale –. Collaboriamo con il Servizio Inserimento Lavorativo dell'Aulss di Legnago e con l'Uepe per progetti che prevedono misure alternative al carcere».

Ma qui non ci sono operatori e utenti: tutti sono lavoratori, colleghi, sia pure con ruoli diversi. È il principio della "condivisione" tanto caro a don Benzi, applicato al mondo del lavoro.

Basta un giro tra i vari settori della cooperativa per scoprire che qui convivono mondi diversi: lavoratori di varie nazionalità, persone con disabilità, persone che arrivano da percorsi di dipendenza o disagio sociale, persone in misura alternativa al carcere. Un concentrato di storie spesso sorprendenti, come quella di Amin (nome di fantasia): arrivato in Italia a 11 anni, ha dovuto affrontare situazioni difficili, finendo per due volte in carcere. Oggi è tra i lavoratori con il più alto livello di produttività e per raggiungere il lavoro percorre 15 km all'andata e 15 al ritorno ogni giorno in bicicletta, in attesa di un alloggio più vicino all'azienda, difficile da trovare a causa dei pregiudizi e dei continui problemi legati al rinnovo dei documenti.

Il passaggio generazionale: cercasi giovani tecnici

L'azienda si trova nel pieno di un delicato e cruciale passaggio generazionale, perché lo storico gruppo che ha sviluppato i vari settori è andato o sta per andare in pensione. Per questo da qualche anno la cooperativa è alla ricerca di giovani professionisti – meccanici, giardinieri, tecnici specializzati – che vogliano spendersi in un'impresa alternativa a quanto comunemente offre il mercato del lavoro.

«Spesso, quando ci si approccia al "sociale", si pensa alla figura dell'educatore. Noi invece lavoriamo con le persone svantaggiate, non per loro. Non abbiamo bisogno di operatori sociali ma di tecnici competenti che abbiano sensibilità sociale», precisa Zamboni.

Un appello raccolto da giovani come Damiano Salan, 25 anni, oggi impegnato nel settore assemblaggi elettromeccanici dopo un'esperienza di servizio civile: «Ero disilluso verso il mondo del lavoro, come tanti giovani della mia generazione. I nostri genitori vedevano il lavoro come un valore in sé. Per la mia generazione non basta: cerchiamo un significato profondo, una conciliazione reale tra il mondo del lavoro e la vita privata. In cooperativa ho trovato questa risposta».

Tra gli ingressi dell'ultimo biennio c'è anche Melissa Boni, 36 anni, responsabile dell'area contabilità: «Lavorare qui mi permette di unire l'aspetto contabile con l'aspetto sociale, dato che ho fatto studi sia in campo commerciale che educativo. Non è solo un luogo di lavoro, apprezzo molto i momenti di condivisione e fraternità, e mi piace anche ogni tanto prendermi un momento per andare in cappellina». Già, perché tra le particolarità di questa azienda c'è anche una stanza dedicata alla preghiera, con la presenza dell'eucaristia.

La cappellina con altare e crocifisso nella sede della cooperativa Il Calabrone di Legnago
La stanza dedicata alla preghiera nella sede della cooperativa
Foto di Caterina Balocco

Un'altra economia è possibile

In un'epoca globale segnata da accesi conflitti e crescenti disuguaglianze, il modello cooperativo incarnato dal Calabrone di Legnago offre una straordinaria lezione economica e sociale. «Oggi la competizione è sovrastimata – spiega Zamboni –. Noi crediamo che cooperare sia più efficiente che competere, perché migliorano le relazioni, non si producono scarti e tutte le energie sono indirizzate verso obiettivi condivisi che mirano al bene comune».

Paolo Merlin e Alessio Zamboni nella sede della cooperativa Il Calabrone di Legnago
Paolo Merlin e Alessio Zamboni, coordinatore e presidente della cooperativa. Entrambi sono impegnati a valorizzare forze giovani in grado di assicurare un nuovo sviluppo
Foto di Caterina Balocco

Un concetto ripreso anche da Paolo Merlin, per 32 anni coordinatore della cooperativa, oggi impegnato come volontario ad accompagnare chi si prepara a sostituirlo: «Alla luce di questa lunga esperienza sono sempre più convinto che la cooperazione sia il modello più valido di fare impresa, unendo persone con difficoltà e persone che si vogliono mettere al loro fianco per costruire insieme un mondo migliore».

La festa per i 40 anni: sabato 31 ottobre a Legnago

Locandina della festa per i 40 anni della cooperativa Il Calabrone e il 19° anniversario della nascita al cielo di don Oreste Benzi, Legnago 31 ottobre 2026
La locandina della festa di sabato 31 ottobre 2026 a Legnago
Foto di Cooperativa Il Calabrone
Il 40° anniversario della cooperativa si festeggia sabato 31 ottobre 2026 a Legnago, insieme al 19° anniversario della nascita al cielo di don Oreste Benzi. Una "doppia festa" promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, dalla cooperativa Il Calabrone e da Sempre Editore.

Alle ore 18,30, nella chiesa parrocchiale di Casette (via Casette 40), la Messa di ringraziamento celebrata dal vicario foraneo don Marco Isolan, con testimonianze di riscatto e impegno sociale. A seguire, festa nei locali del Centro parrocchiale con risotto, patatine, musica e sorprese.

Chi si ferma alla festa deve prenotare il risotto entro il 27 ottobre (offerta libera): è importante compilare il modulo di prenotazione online, oppure telefonare allo 0442 20290 (da lunedì a venerdì, ore 8-16).

Per saperne di più sulla cooperativa: cooperativailcalabrone.it

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