Da Pompei a Lampedusa: il viaggio pastorale di Papa Leone XIV nel cuore dell'Italia
Terminati i riti del Giubileo, il Pontefice riprende il cammino nazionale toccando i luoghi della devozione, del dolore sociale e del carisma cristiano.
Un itinerario che attraversa la Terra dei Fuochi, rende omaggio a Sant'Agostino a Pavia e si conclude tra i giovani del Meeting di Rimini: ecco il calendario e il significato dei prossimi impegni di Robert Prevost.
Migranti, poveri, pace, difesa della terra, omaggio a sant’Agostino, memoria di san Francesco, omaggio a Gaudì, fede mariana, incontro con il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Terminato il Giubileo papa Leone XIV riprende a viaggiare ed ogni tappa dei suoi tour in Italia e all’estero è caratterizzata da uno scopo preciso, da una sottolineatura pastorale. Parlando di Leone XIV si potrebbe coniare il proverbio: dimmi dove vai e ti dirò chi sei.
L'omaggio alla Vergine e la ferita della Terra dei Fuochi
Cominciamo con i viaggi in Italia. La prima tappa, che coincide con il primo anniversario della sua elezione al soglio pontificio, sarà l’8 maggio al santuario di Pompei, uno dei principali centri della devozione popolare a Maria. In quel giorno sarà effettuata la Supplica alla Vergine del Rosario, che si tiene due volte all’anno, a maggio, appunto e ad ottobre. Nel pomeriggio il pontefice si trasferirà a Napoli dove incontrerà i fedeli in piazza Plebiscito.
Il 23 maggio il papa tornerà in Campania in quella che è stata chiamata la Terra dei Fuochi, la zona di Acerra. Una terra diventata tristemente famosa per lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici e per i roghi di materiali plastici. Una terra dove è alta la mortalità provocata dall’inquinamento ambientale. Già papa Francesco avrebbe voluto visitarla, ma la pandemia lo costrinse ad annullare la visita. Ora Leone XIV compie quel desiderio e risponde alla vibrante attesa delle popolazioni locali.
Alle radici della fede: l'eredità di Agostino e il dramma di Lampedusa
Nel primo saluto ai fedeli, nel giorno dell’elezione Robert Prevost si definì un figlio di sant’Agostino. E questa figliolanza e discepolanza lo porterà il 20 giugno a Pavia dove sono custodite dal 722 le spoglie mortai del vescovo di Ippona, padre della Chiesa, e autore di opere fondamentali come Le Confessioni e La città di Dio. L’urna funeraria di Agostino si trova nella basilica di San Pietro al Ciel d’Orio, considerata uno dei capolavori del romanico lombardo. Anche san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI fecero omaggio a sant’Agostino.
Il 4 luglio Leone XIV sarà a Lampedusa, un’isola che evoca immediatamente il dramma dei migranti, dei morti in mare per raggiungere una terra sicura e l’azione generosa degli operatori degli hot spot che garantiscano una prima accoglienza a persone stremate da un pericoloso viaggio in mare. Qualche osservatore ha sostenuto che il viaggio a Lampedusa è una sorta di schiaffo morale al presidente Trump che lo avrebbe voluto accanto a lui il 4 luglio, giorno dell’indipendenza, per i festeggiamenti dei 250 anni di esistenza degli Stati Uniti di America.
Lampedusa fu anche il primo viaggio fuori Roma di papa Francesco, colpito e commosso dalla tragedia dei morti in mare, un fenomeno che purtroppo non è terminato. Ha detto il vescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano: «Con il papa pregheremo insieme per le innumerevoli vittime nel Mediterraneo».
La promessa di Assisi e il dialogo con i movimenti
Il pontefice era già stato ad Assisi nel novembre scorso per partecipare all’assemblea generale della Cei e in quell’occasione aveva promesso che sarebbe tornato. Il giorno 6 agosto, festa della Trasfigurazione, sarà il giorno della promessa mantenuta. Ad Assisi sono in corso gli eventi per gli 800 anni dal Transito di San Francesco. Papa Leone XIV si recherà alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, che custodisce la Porziuncola, il luogo più caro al Poverello di Assisi. Il papa incontrerà i giovani lì radunati in occasione dell’ottavo centenario.
Sabato 22 agosto Leone XIV sarà invece a Rimini per partecipare alla 47° edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli che si tiene dal 21 al 26 agosto sul tema “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Non è la prima volta che un pontefice partecipa al Meeting: storica fu la visita di san Giovanni Paolo II nel 1982. Non è la prima volta che Robert Prevost visita il raduno riminese. Lo fece, in assoluto anonimato, nel 2009 per visitare la mostra Si conosce solo ciò che si ama dedicata a Sant’Agostino. In quel momento Prevost era priore degli agostiniani. Il papa già quindi conosce la forma, il clima umano, la vivacità dell’incontro di Rimini.
La visita del papa al Meeting cade in un momento molto particolare per il movimento di Comunione e Liberazione. La transizione fra don Julian Carron, che era stato designato come suo successore da don Luigi Giussani, e il nuovo presidente Davide Prosperi, voluto dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, non è stata indolore e ha generato perplessità e malumori in molti aderenti al movimento.
La notizia della visita di Leone XIV è stata però accolta con grande gioia da tutti, nell’augurio che serva a ricomporre le divisioni interne e rilanciare il movimento nella presenza nella società italiana e nel mondo. Ha dichiarato Prosperi: «La sua partecipazione rappresenta per noi un segno di affetto molto desiderato e sarà un’occasione estremamente preziosa per approfondire la nostra immedesimazione con le preoccupazioni del Santo Padre nella guida della Chiesa».
Quale sia il pensiero di papa Leone sulla natura e il ruolo dei movimenti, lo ha espresso l‘estate scorsa nel messaggio rivolto ai moderatori dei movimenti, delle associazioni e delle nuove comunità ecclesiali: «Voglio ribadire, sulla scia dei miei Predecessori e con il Magistero della Chiesa, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, che i doni gerarchici e i doni carismatici “sono coessenziali alla costituzione divina della Chiesa fondata da Gesù”» (S. Giovanni Paolo II, Messaggio al Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali, 27 maggio 1998).