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24 Aprile 2026

L'arte di riparare il passato: come i ricordi traumatici possono diventare una risorsa di vita

"La cura dei ricordi", il nuovo libro della psicoterapeuta Marina Balbo (Edizioni Mondadori)
L'arte di riparare il passato: come i ricordi traumatici possono diventare una risorsa di vita
Foto di Foto di Amore Seymour da Pixabay
Attraverso il rigore scientifico e il racconto di dieci storie di rinascita, l'autrice esplora il metodo EMDR per sbloccare la memoria emotiva e restituire libertà al presente.
Perché alcuni ricordi restano incastrati nel profondo della nostra mente, continuando a condizionarci a distanza di anni? È possibile trasformare quelle che sentiamo come "zavorre emotive" in vere e proprie risorse per il futuro? A queste domande universali risponde “La cura dei ricordi”, il nuovo libro della psicologa e psicoterapeuta Marina Balbo (Edizioni Mondadori). Secondo l'autrice, il segreto non risiede nel dimenticare, ma nel saper rielaborare: «Anche i ricordi più difficili, se affrontati con strumenti adeguati, possono diventare l’inizio di una nuova prospettiva di vita», spiega Balbo, delineando un percorso che unisce la moderna neurobiologia alla narrazione clinica.

Scienza e narrazione: il metodo EMDR

 
Il volume, scritto da una delle massime esperte e trainer EMDR accreditate in Europa e negli Stati Uniti, unisce rigore scientifico e capacità narrativa. Marina Balbo, che svolge la propria attività clinica negli studi di Asti e Torino, offre al lettore uno sguardo chiaro e accessibile sul funzionamento della memoria traumatica e sulle possibilità di trasformazione offerte dal metodo EMDR. Si tratta di un approccio psicoterapeutico riconosciuto a livello internazionale per il trattamento dei traumi e delle esperienze emotive dolorose. Fin dalle prime pagine il libro si distingue per la volontà di rendere comprensibili temi complessi, accompagnando il lettore nella scoperta di come i ricordi non elaborati possano continuare a influenzare la vita quotidiana sotto forma di sintomi, emozioni disturbanti e difficoltà relazionali.
Quando il passato rimane "bloccato"
La prima parte del volume introduce in modo divulgativo i principi fondamentali dell’EMDR, spiegando come la mente immagazzini le esperienze e come alcuni eventi, soprattutto se vissuti in momenti di particolare vulnerabilità, possano rimanere “bloccati” nella memoria con tutta la loro carica emotiva.
Attraverso esempi concreti e un linguaggio chiaro, l’autrice mostra come ansia, paure, senso di inadeguatezza o blocchi emotivi possano spesso avere radici profonde in esperienze passate non ancora rielaborate. Il linguaggio scelto è volutamente accessibile e permette anche a chi non possiede competenze psicologiche specifiche di avvicinarsi a questi temi con curiosità e comprensione, senza sentirsi escluso da un eccesso di tecnicismi.

Dieci storie di rinascita

A rendere particolarmente coinvolgente la lettura è la presenza di dieci storie, ciascuna dedicata a un personaggio che arriva in terapia portando con sé un sintomo e una sofferenza specifica. «Si tratta di vicende che raccontano ansia persistente, paure difficili da spiegare, blocchi emotivi, difficoltà relazionali o sensazioni di inadeguatezza che limitano la libertà personale. – spiega l’autrice Marina Balbo, e aggiunge - Ogni storia rappresenta un frammento di vita, una narrazione che consente al lettore di riconoscere aspetti familiari delle proprie esperienze o di quelle delle persone vicine». Queste storie non si limitano a descrivere la sofferenza iniziale, ma accompagnano il lettore lungo il percorso terapeutico, mostrando come il cambiamento sia un processo graduale e possibile.

Marina Balbo con il suo nuovo libro "La cura dei ricordi", Mondadori

Trasformare l'ostacolo in risorsa

«In ciascun racconto emerge con chiarezza il passaggio da una condizione di blocco a una maggiore libertà emotiva, evidenziando come la rielaborazione dei ricordi possa ridurre l’intensità dei sintomi e restituire alla persona nuove possibilità di scelta e di azione. Il filo conduttore che unisce i diversi personaggi – continua la psicoterapeuta - è la scoperta che il passato, se affrontato con strumenti adeguati e con un supporto professionale, può trasformarsi da ostacolo a risorsa. Questo messaggio attraversa l’intero volume e si traduce in una prospettiva concreta di cambiamento, lontana da soluzioni rapide o superficiali ma profondamente radicata nella gradualità del lavoro terapeutico».

Accogliere la fragilità e abbattere lo stigma

Dal punto di vista narrativo, l’autrice conserva uno sguardo profondamente umano sulle storie narrate, restituendo dignità alle fragilità e mostrando come ogni sintomo abbia una storia e un significato. Questa prospettiva contribuisce anche a ridurre lo stigma che spesso accompagna la sofferenza psicologica, favorendo una visione più empatica e consapevole del disagio emotivo.
«Il volume – dichiara ancora Marina Balbo - si rivolge a un pubblico ampio: non soltanto a chi vive una difficoltà personale, ma anche a familiari, insegnanti, educatori e professionisti che desiderano comprendere meglio il legame tra esperienze passate e comportamenti presenti. Le storie diventano così strumenti di riflessione e comprensione, capaci di stimolare empatia e consapevolezza».

Una nuova prospettiva di vita

Marina Balbo, psicologa e psicoterapeuta, trainer EMDR accreditata in Europa e negli Stati Uniti:
 
Nel panorama dei testi divulgativi dedicati al trauma e alla memoria emotiva, “La cura dei ricordi” si distingue per la capacità di integrare conoscenza scientifica e narrazione emotiva, offrendo una lettura coinvolgente ma al tempo stesso informativa. Il libro restituisce un’immagine realistica del lavoro terapeutico e mostra come la rielaborazione delle esperienze dolorose possa trasformare la sofferenza in consapevolezza e crescita personale.

Attraverso le storie dei dieci personaggi, il lettore viene accompagnato in un viaggio che parla di memoria, emozioni e possibilità di rinascita, lasciando emergere un messaggio chiaro e universale: «Anche i ricordi più difficili, se affrontati con strumenti adeguati, possono diventare l’inizio di una nuova prospettiva di vita» – conclude Marina Balbo.
 

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