Il vescovo di Vicenza, monsignor Giuliano Brugnotto, propone una riflessione su come affrontare nella fede e nella carità operosa il percorso liturgico dei mesi di maggio e giugno, grazie alla lettura di Pane Quotidiano
Questo numero di Pane Quotidiano (maggio-giugno 2026) ci accompagna con la Parola di Dio lungo un tratto decisivo dell’anno liturgico: dal compimento del tempo pasquale alla soglia dell’estate, quando la fede è chiamata a diventare sguardo pasquale, scelta gioiosa e servizio missionario.
Nel mese di maggio le letture bibliche ci conducono al culmine della Pasqua attraverso i misteri dell’Ascensione e della Pentecoste.
L’Ascensione non è un congedo, ma l’inizio di una presenza nuova:
Cristo glorificato affida alla Chiesa una missione concreta, perché la speranza non resti un sentimento privato ma
diventi testimonianza. In questo orizzonte, l’attesa non è passività:
è vigilanza operosa, capacità di leggere la storia e di stare accanto alle persone con fedeltà.
La Pentecoste, poi, rivela
il volto di una comunità che nasce dallo Spirito: lo Spirito illumina la Parola, scioglie le paure, unifica senza appiattire, apre alla missione. Così don Oreste spiega il miracolo delle lingue: «Ci sarà sempre una lingua comune e universale comprensibile da tutti ed è la lingua dello Spirito Santo, cioè la lingua dell’amore. L’amore viene capito da tutti e viene interpretato con esattezza da tutti, in qualsiasi parte del cielo e della terra». Il cammino pasquale giunge così al suo compimento: non in una conclusione, ma nell’invio a vivere l’amore.
Maggio, inoltre, la tradizione lo riconosce come
mese dedicato alla preghiera mariana. Maria accompagna la Chiesa nel passaggio dall’Ascensione alla Pentecoste: custodisce, intercede, raduna. Come ha affermato San Paolo VI, la Chiesa «ravvisa nella cooperatrice del Redentore, ormai pienamente partecipe dei frutti del mistero pasquale, il compimento profetico del suo stesso avvenire, fino al giorno in cui, purificata da ogni ruga e da ogni macchia (cfr Ef 5,27), diverrà come una sposa ornata per lo sposo, Gesù Cristo (cfr Ap 21,2)» (Marialis cultus, 2 febbraio 1974, n. 22). In Maria, dunque, non contempliamo un modello distante, ma un segno che orienta: una fede semplice, radicata nell’ascolto, capace di affidamento. Per questo il mese di maggio può unire la meditazione dei misteri dell’Ascensione e della Pentecoste all’ascolto quotidiano della Parola e alla semplicità del Rosario: una preghiera che educa il cuore, dilata lo sguardo e accompagna la vita concreta.
Nel mese di giugno la liturgia ci invita all’ordinarietà mettendo in risalto l’importanza della celebrazione eucaristica, specialmente nella festa del Corpus Domini. L’Eucaristia ci aiuta a riconoscere
la presenza del Signore non solo sull’altare, ma anche nelle tante persone povere e sofferenti. Il “corpo di Cristo” che adoriamo diventa il “corpo di Cristo” che incontriamo: nelle fragilità, nelle periferie, nelle solitudini, nelle ferite che chiedono vicinanza. La festa della Santissima Trinità orienta poi il nostro sguardo al mistero stesso di Dio, comunione nell’Amore: non un’idea astratta, ma la sorgente della nostra fraternità. Se Dio è comunione, anche la Chiesa è chiamata a vivere relazioni riconciliate, a costruire unità, a scegliere la carità come stile.
Un’occasione particolare ci viene offerta dalla
solennità del Sacro Cuore di Gesù, che ancora una volta ci introduce nell’amore senza limiti di Cristo: rivelazione di un Dio ricco di misericordia verso di noi, uomini e donne fragili ma custoditi nel cuore di Gesù. È un invito a lasciarci amare e a diventare capaci di misericordia: accoglienti, perseveranti, concreti. Infine, il 29 giugno, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, la Parola di Dio ci spinge a rivolgere lo sguardo a queste due colonne della Chiesa e al successore di Pietro, chiamato a presiedere nella carità tutte le chiese. Pietro e Paolo ci ricordano che la santità non è perfezione senza crepe, ma fedeltà rialzata, coraggio rinnovato, missione condivisa.
Così, tra maggio e giugno, Pane Quotidiano ci propone un percorso unitario:
dalla Pasqua alla missione, da Maria alla Chiesa, dall’Eucaristia alla carità, dalla comunione trinitaria alla misericordia del Cuore di Gesù, fino alla testimonianza apostolica. Un cammino di Parola che diventa vita, accompagnati dalla testimonianza di don Oreste Benzi.
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