Il 26 aprile 2026, nella Domenica del Buon Pastore, si è spento a 73 anni Padre Antonio Marrazzo. Missionario redentorista originario di Nocera Inferiore, ha dedicato quasi quarant’anni della sua vita al servizio della Chiesa come Postulatore Generale, curando con passione e rigore scientifico le cause di figure straordinarie come San Paolo VI, San Bartolo Longo e i Martiri Redentoristi.
Particolarmente profondo è stato il suo legame con la causa di Sandra Sabattini, la "santa fidanzata" della Comunità Papa Giovanni XXIII, giovane riminese discepola di don Oreste Benzi, morta prematuramente a 22 anni.
Padre Marrazzo non è stato solo il tecnico che ha seguito il processo presso il Dicastero delle Cause dei Santi dal 2008, portando alla beatificazione di Sandra nel 2021, ma un vero testimone della sua eredità spirituale. Nato nel 1952 e ordinato sacerdote nel 1978, ha vissuto il suo ministero tra la teologia della spiritualità a Roma dal 1981 al 1984 e dal 1984 al 1986 è diventato missionario e socio del noviziato a Ciorani.
Di seguito, riproponiamo l'intervista realizzata il 3 maggio 2025 in occasione della memoria liturgica del 4 maggio della beata Sandra Sabattini.
In quell'occasione, Padre Marrazzo ci parlò di come la vita di Sandra Sabattini avesse lasciato in lui «una speranza profonda e la consapevolezza della fedeltà di Dio»
Padre Marrazzo definisce Sandra come «una laica, una persona comune che cerca di vivere la propria vita cristiana in Dio, con Dio, senza escludere nulla, con alti e bassi». La radice della sua santità risiede nel fatto che «si è lasciata santificare da Dio, non come protagonista ma come messaggera di qualcun altro». In questi anni, padre Marrazzo ha approfondito la conoscenza della spiritualità di Sandra e il suo rapporto con Dio.
«Il suo modo di vivere la vita cristiana in una quotidianità che potremmo definire normale, comune, identificabile per tutti. Sandra è stata una cristiana che ha vissuto la sua fede in modo autentico, senza pretese, senza voler strafare. Dove il Signore l’ha voluta, lei è stata presente. È cresciuta nella fede e come persona, comprendendo che era intimamente unita agli altri. Sandra ci ricorda che siamo tutti prossimi, non solo agli altri, ma anche a noi stessi. Questa consapevolezza nasce quando ci apriamo ai bisogni altrui, entrando in empatia, comprendendo che l’altro, come noi, vive situazioni che cercano speranza e risoluzione. Di Sandra mi ha colpito soprattutto la sua autentica umanità, che cresce con fede in comunione con Cristo per aprirsi agli altri, considerandoli parte di sé.»
«L'autoconsapevolezza. Sandra ha scoperto che le sue radici erano in Cristo. Ha capito che si matura e si cresce con gli altri, con la famiglia, gli amici e chi ha bisogno. Ha compreso di poter mettere a frutto i talenti ricevuti da Dio, condividendoli con gli altri. Questa è la sua caratteristica, vissuta in una vita normale, senza eccessi.»

« Sandra e il fidanzato Guido Rossi hanno vissuto un percorso di crescita comune, animati dal desiderio di crescere insieme. Tuttavia, le loro strade si sono separate: Sandra è andata in Dio, mentre Guido ha seguito la sua vocazione e la sta vivendo pienamente. Il loro amore non era incentrato solo sull'emotività, ma su una comunicazione sincera e sull'attenzione alle vere esigenze umane. L'essere fidanzati, nel caso di Sandra, significava aprirsi poi in futuro a un dono totale. Il fidanzamento era un percorso da fare per questo dono che diventa complementarietà. Nel matrimonio noi non condividiamo soltanto, doniamo noi stessi, coniughiamo ciò che siamo. Ora, il fidanzamento per Sandra, come per Guido, è stato proprio questo: capirsi e nello stesso tempo confrontarsi, cercare di comprendere non solo ciò che li univa, ma ciò che poteva permettere di creare un'unione vera, un'unione che fosse comunione.»
Come descriverebbe la spiritualità di Sandra?
«Come una spiritualità battesimale fondamentale che, sebbene a volte possa non essere compresa appieno, trasforma una vita apparentemente ordinaria in qualcosa di straordinario. Questo perché esprime pienamente il senso dell'umanità e il motivo per cui Dio ci ha creati: vivere in comunione con lui attraverso una comunione tra noi nella storia.»
«Sandra ha testimoniato con i suoi gesti, che parlano più di qualsiasi parola. Le sue parole sono scritte nel suo Diario, dove troviamo tutto il percorso interiore che ha compiuto, dialogando con il Signore. Le sue riflessioni, spesso autoriflessioni, sono comunicazioni dirette con lui, rivelando l'interiorità di una donna consapevole del dono di Dio. Sandra sapeva di dover essere il segno di un Dio che è amore, creativo, che esprime fantasia, che è tenero verso l'umanità. Ha scelto di avvicinarsi alle situazioni più difficili, alle persone ferite, cercando di alleviare le loro sofferenze. Un tratto distintivo di Sandra è la sua leggerezza: nelle immagini appare sorridente e allegra, amava la vita perché la considerava un dono da condividere. La vera felicità, secondo lei, si raggiunge donando la propria vita agli altri. Quando Gesù dice: "quando fate il bene, già avete ricevuto la vostra ricompensa", si riferisce a questo bene che facciamo, riconoscendo di essere collaboratori con Cristo nel fare in modo che la redenzione sia storia dell’oggi, non una eredità del passato.»
«Noi siamo quelli che oggi, con Cristo, facciamo sì che la redenzione diventi possibilità per tutti, siamo il segno di questa possibilità, questo è il senso della santità. Sandra testimonia questo confidare continuo, questo sapere che Dio non è un essere distante. Dio ci ascolta, Dio ci tiene in considerazione, Dio ci prepara ad accoglierlo, ma non da soli, con gli altri. In Sandra troviamo anche questo forte senso di Chiesa, di comunione, Chiesa popolo di Dio, Chiesa famiglia di Dio.»
«Ogni passo compiuto come postulatore arricchisce profondamente. È come osservare un prisma dalle molteplici sfaccettature, ognuna rivela una bellezza che lascia il segno. Aiuta a non cedere allo sconforto nei momenti difficili. Queste figure, pur non avendo sempre avuto vite facili o con finali sereni, come nel caso tragico di Sandra, testimoniano che Dio è sempre presente e ci sta vicino. Sandra ha lasciato dentro di me una speranza profonda e la consapevolezza della fedeltà di Dio.»
«Al momento, non ho ricevuto ulteriori segnalazioni. Qualora emerga un caso che possa essere considerato straordinario, lo esamineremo attentamente con tutte le verifiche necessarie. Per ora, non ci sono segnalazioni di questo tipo.»
«È fondamentale far comprendere che la santità è per tutti, come dicevano San Francesco di Sales e Sant'Alfonso de Liguori. Siamo tutti figli di Dio, creati da lui, e Dio offre a tutti la sua santità. Non si diventa santi, ma ci si lascia santificare da Dio. Questa santità si traduce in purezza e nella capacità di cercare il bene maggiore in ogni situazione, realizzandolo e condividendolo con gli altri. Non esiste un dare senza ricevere: nell'ascolto reciproco c'è un dono di fiducia. Quando parliamo di Cristo, l'altro, ascoltandoci, ci aiuta a comprenderlo meglio, poiché lo Spirito Santo ci illumina per testimoniare chi è Dio. C'è sempre uno scambio e una condivisione reciproca.»
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