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9 Novembre 2022
Ultima modifica: 10 Novembre 2022 ore 22:36

Donne migranti: la loro salute è il nostro futuro

Bruxelles, allo stesso tavolo parlamentari europei di diversi schieramenti
Donne migranti: la loro salute è il nostro futuro
Foto di Marco Tassinari
In diretta dal Parlamento Europeo l'evento Gender-Based Violence against migrant women. Presentate le Linee guida per la promozione del benessere psicologico delle donne migranti vittime di violenza di genere.
Isolamento e delusione per le aspettative disattese rendono le donne migranti più esposte alla violenza di genere. Molte di loro vengono da aree rurali. Possono soffrire di depressione, di malattie somatiche, ansia, disturbi post-traumatici da stress, disturbi della personalità. E poi la storia di Helena, venduta ai trafficanti dal fratello a scopo di prostituzione. A lei è stata diagnosticata una grave schizofrenia dopo la sua accoglienza in una casa protetta. Lo racconta Giulia Musicò, psicoterapeuta, a Bruxelles, di fronte ad alcuni europarlamentari «Molto interessati alla tematica» (come si è definita Alessandra Moretti, vicentina, proveniente dal PD).

Progetto Miriam Bruxelles
Progetto Miriam a Bruxelles, l'evento
Foto di Marco Tassinari


Elisa Ercoli, Presidente di Differenza Donna, l'ente gestore del numero verde antiviolenza 1522: «Collaboriamo con le Commissioni nazionali che si occupano di diritto di asilo, e con Unhcr, per facilitare in italia l'emersione della tratta delle donne al fine dello sfruttamento sessuale. Per questo serve è fondamentale creare momenti di formazione e di collaborazione fra soggetti della società civile e le istituzioni».

La dottoressa Ingeborg Kraus, psicologa esperta in traumi, richiama all'esperienza tedesca: «Dal 2002, anno in cui si è iniziata per legge a considerare la prostituzione un lavoro, il fenomeno è cresciuto del 30% arrivando ad un fatturato in Germania di 1,2 miliardi di euro. Le condizioni in cui le donne esercitano si sono poi deteriorate in modo drammatico, arrivando a proporre 32 pratiche sessuali, molte incompatibili con la dignità umana. La prostituzione in queste condizioni produce stress post-traumatico nel doppio dei casi rispetto ad una guerra. E il 65% di donne prostituite in Germania sono migranti».

L'incontro prosegue con la tavola rotonda, con europarlamentari da ogni schieramento.



L'On. Alessandra Moretti ha sottolineato il ruolo della scuola nel fare prevenzione. «Andrebbe previsto un percorso psicologico adeguato, non a carico degli insegnanti ma dell'intero sistema».
L'On. Alessandra Basso denuncia: «Il traffico di esseri umani avviene spesso per spingere le donne alla prostituzione, e l'Italia essendo un Paese di frontiera e di sbarco rappresenta un grande affare per questo tipo di mafie».
Le fa eco On.Isabella Adinolfi: «Europol riporta che dove l'ambiente politico è favorevole, aumenta lo sfruttamento. Non dimentichiamo l'online». On. Margarita De La Pisa Carrion richiama alla responsabilità di chi promuove l'uso di sostanze e la pornografia.
On. Maria Soraya Rodrìguez Ramos ricorda che proprio la prossima settimana il Parlamento Europeo affronterà il tema: «L'Unione Europea in questo momento sta fallendo. 1 donna ogni 6 ore viene uccisa. E non dimentichiamo la tratta interna, delle cittadine europee».
On. Fabio Massimo Castaldo: «La Proposta di direttiva della Commissione Europea al Parlamento, contro la violenza di genere ci consentirà di colmare carenze nazionali molto gravi e di dare una risposta omogenea all'interno dell'Unione».

Sul tavolo ci sono: la Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, presentata a marzo; le Linee guida per la promozione del benessere psicologico delle donne migranti vittime di violenza di genere, risultato del progetto europeo MIRIAM. Donne migranti libere dalla GBV, finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell'Unione Europea. Sullo sfondo per l'Italia un Piano Nazionale Antitratta appena approvato. E le  copertine dei giornali sono colorate dal nero della notte trascorsa sulle navi, da centinaia di migranti che vedono l'Europa come un miraggio.

Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, promotrice dell'evento, ricorda una frase di Don Oreste Benzi: «Non ci stancheremo mai di lottare per tutelare la dignità di ogni donna, perchè sia libera da ogni sfrutamento. Altrimenti torneranno da sfruttatori e traffficanti, o da mariti che le maltrattano. Altre rischiano di scomparire, vittime di matrimoni forzati». Rivolto ai parlamentari presenti auspica un impegno congiunto.




Maria Luisa Puglisi, Presidente di Fundación de Solidaridad Amaranta: «Accoglienza, formazione e protezione, hanno un impatto sostanziale sulla salute delle donne.  Concludiamo con tre risultati del progetto: capacità, sensibilizzazione, consapevolezza».
Cresce l'attesa allora per il dibattito parlamentare delle prossime settimane.

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