Consegnate all'Assemblea legislativa le firme raccolte dal Forum delle Associazioni Familiari: si chiede una legge strutturale e si fa una proposta in quattro punti
Una mobilitazione per chiedere che avere un figlio non sia più considerato un lusso. Con questo spirito, il Forum delle Associazioni Familiari dell'Emilia-Romagna ha depositato presso l’Assemblea legislativa regionale ben 23.330 firme a sostegno della petizione popolare "
Natalità Bene Comune".
Le sottoscrizioni, raccolte in appena un mese e mezzo grazie al coordinamento di ben 111 associazioni e alla promozione di 66 iniziative sul territorio, sono state consegnate ufficialmente al presidente dell’aula, Maurizio Fabbri. L'obiettivo dichiarato dai promotori è chiaro: spingere la Regione ad approvare, entro la fine del 2026, una legge quadro e strutturale che metta al centro le politiche familiari, superando definitivamente la logica dei bonus una tantum.
I quattro pilastri della proposta
La petizione si sviluppa attorno a quattro macro-obiettivi considerati essenziali per invertire la rotta del calo demografico e garantire un supporto continuo ai cittadini emiliano-romagnoli:
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Autonomia dei giovani: Interventi mirati per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro con contratti stabili e agevolazioni per l'accesso alla prima casa.
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Tutela del primo figlio: Potenziamento dei servizi educativi nella fascia 0-6 anni e introduzione di tutele reali per la conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e privata.
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Sostegno alla crescita della famiglia: Agevolazioni economiche e fiscali ad hoc per il secondo figlio e i successivi, con l'introduzione della Carta Famiglia regionale e l'applicazione del "Fattore Famiglia".
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Comuni a misura di famiglia: Creazione di una rete di amministrazioni locali impegnate a sviluppare territori accoglienti e servizi di prossimità.
«Queste oltre 23mila storie rappresentano un mandato preciso alla Regione», ha sottolineato Maria Maddalena Faccioli, presidente del Forum regionale. Sebbene la raccolta firme sia giunta al termine, i promotori fanno sapere che l'impegno civico non si ferma e che continueranno a vigilare affinché le istanze dei cittadini si trasformino in una risposta legislativa concreta, dotata di adeguate risorse finanziarie.