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22 Ottobre 2026

Mamma, aiutami a scegliere

Mamma, aiutami a scegliere
Foto di Tuan Hung Nguyen da Pixabay
La scelta della scuola superiore mette alla prova ragazzi e genitori: tra voti, paure e aspettative, la vera sfida è aiutare i figli a conoscersi per scegliere sentendosi sostenuti con fiducia.
«Mio figlio vuole fare il liceo Scientifico perché ci va il suo migliore amico, ma ha 5 in matematica». «Mia figlia avrebbe le doti per il Liceo, ma preferisce un professionale perché vuole una scuola più pratica». Frasi come queste accompagnano ogni anno le scelte della scuola secondaria di secondo grado, il primo vero bivio per i ragazzi di terza media. Una decisione importante, che arriva però ad un’età in cui è difficile conoscere se stessi, immaginare il proprio futuro e distinguere tra ciò che si desidera davvero dalle aspettative degli altri. A volte quello che dovrebbe essere un percorso di scoperta rischia di trasformarsi in uno scontro tra aspettative, paure e desideri.

Creare un'alleanza con i giovani

Come uscirne? La sfida è trasformare la scelta in un’alleanza, ascoltando il consiglio orientativo senza subirlo. I professori osservano i ragazzi e possono offrire elementi preziosi, danno una fotografia in un momento specifico della crescita. I genitori possono usare questi consigli come bussola per dialogare a casa, cercando di non far coincidere i voti con le inclinazioni e passioni personali. Un ragazzo può avere ottimi voti in una materia perché è molto diligente, ma non provare alcun interesse profondo per essa. Al contrario, può ottenere risultati mediocri in qualcosa che lo appassiona profondamente perché non ha ancora trovato un metodo efficace, attraversa un momento di fatica o ha bisogno di più tempo per esprimere le proprie capacità.

Osservazione e fiducia

Per questo, accanto alla pagella, è importante osservare il ragazzo nella sua vita quotidiana. Di cosa parla spontaneamente? Su quali argomenti cerca informazioni anche quando nessuno glielo chiede? Quali attività riescono a tenerlo concentrato a lungo? Che cosa lo rende curioso?  Talvolta gli interessi più autentici dei figli emergono proprio fuori dalla scuola.
In questa fase i ragazzi hanno bisogno di adulti che trasmettano fiducia nelle loro capacità. Sentirsi sostenuti contribuisce a costruire autostima e senso di autoefficacia: la percezione di poter affrontare una difficoltà mettendo in campo le proprie risorse. 

Uno strumento concreto

Le équipe della Prevenzione della Cooperativa Papa Giovanni XXIII (https://dipendenzepatologiche.apg23.org/area-prevenzione/) operano in diverse zone d’Italia, entrano nelle scuole e incontrano classi, piccoli gruppi e singoli studenti affrontando molteplici tematiche, tra le quali anche l’orientamento. Attraverso percorsi laboratoriali e di confronto, i ragazzi sono accompagnati a riconoscere risorse, interessi, fatiche e aspirazioni, costruendo una maggiore consapevolezza di sé. Sostenere i ragazzi in questo percorso non solo li aiuta a conoscersi meglio, ma è anche un mezzo per contrastare la dispersione scolastica.

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