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20 Marzo 2026
Ultima modifica: 20 Marzo 2026 ore 09:49

Sindrome di Down in Tanzania: la storia di Lukas

Siamo fatti di-versi perché siamo poesia
Sindrome di Down in Tanzania: la storia di Lukas
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli
Il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della sindrome di Down, un'occasione per ribadire l'importanza dell’inclusione e del rispetto della diversità. Ecco la storia di Lukas, un bimbo che frequenta il centro Baba Oreste in Tanzania.
A Bunju, nella periferia di Dar es Salaam in Tanzania, il centro Baba Oreste della Comunità Papa Giovanni XXIII ha fatto dell’inclusione e del rispetto della diversità la propria bandiera, affiancando ogni giorno una cinquantina di bambini e ragazzi con diversi tipi di disabilità per valorizzarne il potenziale.
Le attività sono a tutto tondo: dall’insegnamento scolastico allo sviluppo creativo, fino all’accompagnamento nelle autonomie quotidiane come lavarsi, vestirsi e prendersi cura di sé.
Una missione ricca di sfide, soprattutto in un contesto come quello tanzaniano, dove nella mentalità comune la disabilità è ancora vista spesso come una punizione di Dio. Ma è anche una missione che regala tante soddisfazioni, perché ognuno di questi bambini ha qualcosa di speciale da donare agli altri: gioia, creatività e voglia di esprimersi.

Lukas a 6 anni non sapeva parlare, era triste. Ecco come tutto è cambiato

Lukas tanzania
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli
 
La storia di Lukas, per esempio, è un grande insegnamento.
Ha 13 anni ed è l’ultimo di cinque fratelli. Il papà li ha abbandonati quando lui era molto piccolo e la mamma ha sempre dovuto fare grandi sacrifici per mantenere la famiglia. Per un periodo ha lavorato anche come spaccapietre.
Per diversi anni hanno abitato in una casa non finita, senza porte, finestre né servizi igienici. Poi un donatore ha deciso di pagare per loro l’affitto di due stanze.
In mezzo a una situazione di povertà così complessa, la sindrome di Down di Lukas era una difficoltà in più da affrontare.
La mamma non ha subito capito che ne fosse affetto. Gliel’hanno detto a scuola: quando ha provato a iscriverlo in prima elementare, l’istituto si è rifiutato di ammetterlo, consigliando un centro per bambini con disabilità.
Grazie al passaparola, ha così trovato il centro Baba Oreste.
Quando Lukas è arrivato, 6 anni fa, non parlava ed era sempre triste. Non aveva consapevolezza del proprio valore.
Presto si è dimostrato un buon allievo: imparava velocemente e partecipava con impegno alle varie attività, anche ai giochi e allo sport.
In poco tempo è migliorato moltissimo e l’anno scorso è stato accettato in prima classe alla scuola statale: un traguardo straordinario.
L’inserimento non è stato facile, ma poco alla volta ha imparato a parlare e a esprimersi, conquistando la simpatia e l’affetto di compagni e insegnanti.
Non sappiamo dove porterà la sua strada, ma speriamo che la sua storia possa contribuire a porre fine alla discriminazione.
Perché ognuno deve avere il diritto di essere valorizzato per ciò che ha da offrire.

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