Topic:
17 Marzo 2026

Festa di San Patrizio: la famiglia italiana benedetta dall'Irlanda

Festa di San Patrizio: la famiglia italiana benedetta dall'Irlanda
Foto di Giada Poluzzi
«Vi auguro la fortuna degli irlandesi nel giorno di San Patrizio», è la frase per scambiarsi gli auguri che tutti dicono nel giorno in cui si celebra il patrono d'Irlanda. E proprio in questa ricorrenza vi raccontiamo la storia di una famiglia missionaria che vive nell'isola di San Patrizio.
Oggi si celebra St. Patrick's Day, festa del patrono dIrlanda.
Una ricorrenza molto sentita durante la quale quest’isola dalla natura selvaggia si trasforma in un’esplosione di cultura, di musica, dell’immancabile colore verde e di trifogli, simbolo di fortuna e gioia.
Alla parata di Waterford - città storica del sud-est con oltre 40.000 abitanti, nota per il suo passato vichingo - parteciperanno anche Giada Poluzzi e Matteo Mazzetti.
Missionari della Comunità Papa Giovanni XXIII, con trascorsi anche in Zambia, Giada e Matteo da dicembre 2019 vivono qui insieme ai figli Filippo, Paolo e Anna.
In occasione della festa di San Patrizio abbiamo colto lopportunità di conoscerli meglio.
Famiglia Mazzetti in Irlanda
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli

 
Giada, con quale missione siete arrivati in Irlanda?
«La Comunità ci aveva chiesto di essere una famiglia tra le famiglie con la particolarità che ci contraddistingue: aver scelto di adottare tre figli, tutti con disabilità. Siamo partiti circa un anno dopo la legalizzazione dell’aborto in Irlanda e la nostra presenza doveva essere un messaggio forte. Volevamo testimoniare la ricchezza e la bellezza che portano con sé le persone con disabilità.»
 
Come avete vissuto questi cinque anni?
«I primi due sono stati molto difficili: è scoppiata la pandemia di COVID-19 e siamo stati quasi sempre solo noi in casa.
Fin da subito ci siamo però accorti che la realtà irlandese era diversa rispetto a quella che ci eravamo immaginati e che la nostra famiglia non era poi così particolare come credevamo all’inizio. Qui la disabilità è molto presente.
Certo, non tutti adottano bambini con disabilità, ma in quasi tutte le famiglie c’è una persona con disabilità più o meno grave. Labbiamo notato andando a messa in parrocchia, camminando per strada. E in effetti, il governo irlandese ha investito molto a livello di aiuti per le famiglie che convivono con una disabilità.
Lidea di essere una famiglia speciale con una testimonianza particolare è quindi venuta un po’ meno, ma non quella di essere famiglia tra le famiglie.»
 
Come vi siete ambientati?
«Abbiamo preso casa in affitto in un quartiere storico di Waterford. Qui i quartieri li chiamano community”, comunità.
La popolazione è abbastanza anziana, la zona tranquilla. Allinizio eravamo gli unici stranieri, adesso ce ne sono altri.
Matteo ha trovato lavoro, frequentiamo la parrocchia e i nostri figli vanno a scuola in città e fanno attività extrascolastiche. Frequentiamo soprattutto famiglie che hanno bambini con la sindrome di Down.»

Famiglia Mazzetti Poluzzi Irlanda
La famiglia di Matteo Mazzetti e Giada Poluzzi, missionari Apg23 in Irlanda
Foto di Archivio Condivisione fra i Popoli
St Patrick in Irlanda
Foto di Giada Poluzzi
Famiglia Mazzetti Irlanda
Giada Poluzzi, missionaria Apg23, insieme alla figlia Anna in Irlanda.
Foto di Giada Poluzzi

 
Quattro anni fa avete poi preso una decisione importante: diventare famiglia affidataria irlandese.
«Esatto, il percorso è durato circa un anno e mezzo. Approcciarci a temi così delicati in una cultura e in una lingua diverse ha richiesto molto studio. I servizi sociali sono venuti a vedere la casa, hanno valutato le condizioni di sicurezza e analizzato la nostra situazione economica per verificare che non lo facessimo a scopo di lucro.
La nostra domanda è stata accolta nell’estate del 2024 e all’ inizio di novembre ci è stata proposta Nancy.
Doveva ancora nascere, ma la mamma era seguita dai servizi sociali e loro già sapevano che la bambina non sarebbe rimasta con lei.
Labbiamo conosciuta in ospedale quando aveva quattro giorni ed era in terapia intensiva. Ormai è circa un anno che vive con la nostra famiglia. Per noi è stata una scelta di riconoscenza e di gratitudine verso lIrlanda, che ci ha aperto la prospettiva di conoscere sempre di più questo Paese.»
 
Negli anni avete notato cambiamenti nelle persone che avete incontrato grazie alla vostra testimonianza?
«Siamo sicuramente una famiglia che viene notata. Siamo italiani, culturalmente diversi, chiassosi. Gesticoliamo abbastanza secondo gli standard di qua. Nel nostro quartiere, tutti ci vogliono bene. Soprattutto a Filippo, il nostro figlio più grande, che è il più conosciuto perché ha più autonomia fuori casa.
Ha stretto amicizia con il bellissimo pastore tedesco della nostra vicina e lei, quando lo vede, gli regala sempre dei cioccolatini. Noi contraccambiamo regalandole delle piante.
Con l’arrivo di Nancy in affido abbiamo fatto sicuramente più scalpore. Già con tre figli ci dicevano Quite Busy” (abbastanza impegnativo) e Your hands are full” (le vostre mani sono piene).
Adesso, quando ci presentiamo con Nancy, riconoscono proprio il bello di ciò che abbiamo fatto.
Qui c’è una spiritualità molto forte, non tanto praticata, ma il “Thanks God” (Grazie Dio) è un intercalare molto usato. In tanti - al di là della fede, della spiritualità e della religione - ci dicono che siamo una famiglia benedetta da Dio, che quello che facciamo è sicuramente grazie a un aiuto che viene dall’alto.
Riconoscono che la scelta che abbiamo fatto è un dono grande del cuore.»
 
Siete felici?
«Siamo molto felici e per questo abbiamo deciso di comprare casa. Pensiamo sia il luogo giusto per noi e per i nostri figli.
Sta diventando la nostra terra e credo che negli anni riusciremo a creare relazioni un po’ più allargate. Ci vuole tempo: essere stranieri si porta dietro un bagaglio di solitudine. Ma la nostra quotidianità è piena di vita, le nostre vite sono piene e non ci pesa troppo.»

© Riproduzione Riservata

Semprenews è su Whatsapp.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale e ricevere aggiornamenti quotidiani direttamente sul tuo telefono.