5° Convegno nazionale del Servizio nazionale CEI per la pastorale delle persone con disabilità, dal titolo: "NOI, comunità e progetto di vita"
È terminato il 5° Convegno nazionale del Servizio nazionale CEI per la pastorale delle persone con disabilità, promosso in collaborazione con la Diocesi di Bergamo e la Diocesi di Brescia, dal titolo: "NOI, comunità e progetto di vita". Tre giorni di riflessioni, esperienze, storie, progetti, momenti di spiritualità per 500 partecipanti e 70 relatori.
Aperto, giovedì 19 Marzo, con la visita - pellegrinaggio alla casa natale di Papa Giovanni XXIII a Sotto il Monte e continuato la sera, con un dialogo interreligioso tra padri di differenti religioni che avevano in comune la nascita di un figlio/a con disabilità. Una dimensione dialogica e spirituale improntata sull'ascolto dell’ altro che racconta l’incontro con il mistero, perché ogni persona ha valore nel momento in cui esiste.
Il tema “Noi” riguarda la Comunità che non potrebbe esistere senza le persone, che hanno tutte lo stesso valore e lo stesso bisogno di relazione per trovare se stesse e il proprio posto.
La necessità di cambiare lo sguardo
È stato ribadito quanto sia necessario cambiare lo sguardo sulla persona con disabilità, non handicappato, non portatore di handicap, ma persona al centro della sua vita, non oggetto di assistenza, ma protagonista del suo Progetto di vita, riconosciuta nella sua originalità e nel suo ruolo.
Gli interventi di catechesi del Vescovo di Bergamo S. E. Mons Francesco Beschi e Mons. Pierantonio Tremolada Vescovo di Brescia, di S. Em Cardinale Jean Paul Vesco, Arcivescovo Metropolita di Algeri e del Cardinale L. A. Tagle pro prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione, nelle giornate di venerdì e sabato hanno approfondito l'incontro di Gesù con le persone disabili, il cieco, la donna curva, il paralitico, l'incontro del Samaritano, a cui, Gesù, prima del miracolo, rende la dignità umana della persona.
L’incontro con la disabilità, con la vulnerabilità, ci fa scoprire e "illumina" la dimensione più profonda dell' essere umano, dice Luciano Manicardi. «Si presenta come una ferita irreparabile che sfugge al controllo e su cui non si ha potere».«Nella cultura tecnica che tiene tutto sotto controllo, la disabilità riporta alla visione reale dell' essere umano che è costitutivamente carente e incompiuto, bisognoso di riconoscere in se stesso il medesimo bisogno dell' altro e di sentirlo fratello». Nel pomeriggio di venerdì i partecipanti, divisi in gruppi, sono stati impegnati in percorsi tematici in diverse realtà del territorio. Ogni percorso è stato articolato in due momenti: esperienza delle realtà scelte; confronto sull’ambito che caratterizza la realtà incontrata.
La presenza della Comunità Papa Giovanni XXIII
L' Associazione Papa Giovanni XXIII in accordo con l ASD AG23 e con OnionsBaskin di Santarcangelo ha presentato presso il CSI di Bergamo la storia e il progetto di Cristian Agostini, giovane diciottenne con disabilità motoria che gioca e arbitra le partite di Baskin da Santarcangelo a Bologna.
Attraverso un video, Cristian ha presentato, impossibilitato a farlo in presenza, il percorso, intrapreso già da bambino, di entrare nello sport e, in seguito, di allenarsi nella squadra di Baskin in cui «gli atleti con disabilità e non - dice Cristian - si integrano nel gioco, mettendo in luce le loro abilità e non le loro disabilità».
La sua testimonianza, unita a quella della mamma Raffaella Bedetti, della Presidentessa Noemi Martinetti e del coach Lorenzo Gasparini, ha creato interesse negli altri atleti e Tecnici di varie squadre sportive italiane, soprattutto per la scelta di Cristian di diventare ufficiale tecnico/arbitro della FIP – Federazione Italiana Pallacanestro. Donatella Cremonese, a nome dell' Associazione Papa Giovanni XXIII ha ricordato come don Oreste ha sempre visto le persone con disabilità come protagoniste della loro storia e della società, portando tale carisma tra i giovani membri dell'Associazione che continuano a renderlo visibile nella condivisione e nelle varie modalità di vita, anche nello Sport. Ad esempio con l’ASD AG23 che, attraverso la danza e lo sport , promuove l’inclusione delle persone con disabilità, dalla prima infanzia fino all’età adulta, all’interno delle attività motorie.
Riabilitazione ed accessibilità
Nei vari gruppi si è parlato di riabilitazione presso la Fondazione Angelo Custode di Predore (BG), le Suore Poverelle di Grumello del Monte (BG) e di realtà educative nella Fondazione Angelo Custode e Patronato San Vincenzo a Bergamo.
Inoltre si è affrontato il tema dell' accessibilità nei luoghi della cultura e varie esperienze di Cooperative del territorio che ha poi condotto tutti i partecipanti alla cena/ festa con canti e pizza servita dai ragazzi di PizzAut e i loro food Trucks.
I gruppi di lavoro sono continuati anche il sabato mattina fino alle arrivo del ministro Alessandra Locatelli che ha ribadito come «con il progetto di vita abbiamo un cambiamento vero: non più solo risposte socio-assistenziali, ma risposte condivise per aiutare a far sì che si parta da quello che le persone desiderano».
Ha anche annunciato il bando “Vita e opportunità” per supportare la persona con disabilità in un contesto lavorativo, abitativo e ricreativo, e ricordato che la sperimentazione del progetto di vita è già partita in 60 province.