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4 Maggio 2026
Ultima modifica: 4 Maggio 2026 ore 23:44

«Io sono niente, tutto è dono»: il Vescovo racconta la maturità spirituale di Sandra

Nella parrocchia di San Girolamo di Rimini che fu la sua casa, la celebrazione della memoria liturgica della Beata
«Io sono niente, tutto è dono»: il Vescovo racconta la maturità spirituale di Sandra
Foto di Riccardo Ghinelli
Mons. Anselmi celebra Sandra Sabattini a San Girolamo: un viaggio tra le pagine del suo diario e il Vangelo per riscoprire come Dio trasformi anche il dolore in un seme di speranza e gloria.
Si è conclusa in un clima di profonda commozione la celebrazione della Memoria liturgica dedicata a Sandra Sabattini, svoltasi lunedì 4 maggio nella parrocchia di San Girolamo a Rimini. Un luogo carico di significati e ricordi, dove Sandra trascorse anni fondamentali della sua giovinezza vivendo nella canonica dello zio, don Giuseppe Bonini.
L’evento ha rappresentato un momento di intensa comunione ecclesiale: la Santa Messa delle ore 18:30 è stata presieduta da mons. Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini, e concelebrata da mons. Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro, insieme al parroco di San Girolamo, don Roberto Battaglia. Il rito è stato preceduto da un pomeriggio di raccoglimento tra adorazione e meditazioni tratte dal diario di Sandra.

Il vescovo Nicolò Anselmi con la reliquia di Sandra Sabattini, durante la messa in sua memoria, il 4 maggio 2026. Alla sua sinistra il vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Domenico Beneventi, a destra don Roberto Battaglia parroco di San Girolamo.
Foto di Riccardo Ghinelli

Una santità che dà speranza ai giovani

Prendendo la parola, mons. Anselmi ha subito condiviso la gioia nel celebrare una "santa giovane", sottolineando come la sua figura sia un antidoto agli sguardi catastrofici sul mondo. «Pensare a una santa giovane dà speranza ai giovani... ci sono dei santi giovanissimi che il Signore chiama prematuramente, ma ci fanno dire che non dobbiamo mai scoraggiarci».
Il Vescovo, con un sorriso, ha ricordato di essere della stessa "leva" di Sandra (classe 1961), sentendola quasi come una compagna di viaggio che lo protegge e lo accompagna.

Il Vangelo e lo "svuotamento" di sé

Riflettendo sugli Atti degli Apostoli, mons. Anselmi ha tracciato un parallelo tra la vita di San Paolo e la spiritualità di Sandra. Ha ricordato l'episodio di Icònio e Listra, dove Paolo, dopo aver guarito un paralitico, rifiuta con forza i sacrifici e le feste che la folla voleva offrirgli: «I miracoli li fa Dio, non li fanno loro».
 
Questo atteggiamento di umiltà si ritrova pienamente nel Vangelo, dove Gesù stesso afferma: «La parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato». È quello "svuotamento da se stessi" che il Vescovo ha riconosciuto come il tratto distintivo di una spiritualità matura, la stessa che emerge prepotente dalle ultime pagine del diario di Sandra.

Guido Rossi distribuisce la comunione durante la messa in memoria di Sandra Sabattini, Rimini, 4 maggio 2026
Foto di Riccardo Ghinelli

Le parole di Sandra: «Io sono niente»

Mons. Anselmi ha letto con emozione alcuni passaggi scritti da Sandra poco prima dell'incidente, definendoli il sapore di una "fede arrivata".
27 gennaio 1984: “Sento fondamentale in me questa esigenza di essere libera da me stessa per essere disponibile solo a Te».
27 aprile 1984 (due giorni prima dell'incidente): Sandra scrive della sua vita che evolve ritmata da un respiro che "non è mio", aggiungendo: «Non c’è nulla a questo mondo che sia nostro... tutto è un dono di Dio... io sono niente».

La sofferenza per la Gloria di Dio

Infine, il Vescovo ha affrontato il tema difficile della sofferenza e delle morti premature, citando i Vangeli del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro. Di fronte allo scandalo di una vita spezzata a 23 anni, la risposta è spiazzante: «La sua morte è per la gloria di Dio». «Cosa significa questa risposta? - si è chiesto il Vescovo. Detta così può sembrare quasi folle, ma guardiamo i frutti. Dio non si distrae mai, nemmeno nei suoi disegni più strani e faticosi da accettare per noi».
Mons. Anselmi ha sottolineato come queste morti, pur non essendo auspicabili umanamente, vengano "prese e trasformate" dalla Provvidenza: «Quante cose scatenano queste vite? Quanto amore suscitano e quante conversioni accompagnano?».
«Se Sandra fosse rimasta qui con noi, forse non avrebbe raccolto così tante persone oggi -, ha proseguito mons. Anselmi con tono colloquiale. Invece, oggi ci sono migliaia di giovani e fedeli che godono della sua luce, che parlano di lei e che cambiano vita grazie al suo esempio. Dio ha trasformato una tragedia in un seme di gloria che continua a germogliare in tutta la diocesi e oltre".

Il Vescovo ha concluso l’Omelia con un affettuoso saluto ai familiari e agli amici storici di Sandra presenti, riaffermando che, sebbene il tempo scorra, la "santa della porta accanto" continua a illuminare il cammino delle nostre comunità.

Anche sul web la partecipazione è stata intensa, con tantissime persone collegate in streaming per lasciare un ringraziamento, una preghiera o un pensiero colmo d'affetto per la 'loro' Sandra.
 

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