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5 Gennaio 2022
Ultima modifica: 5 Gennaio 2022 ore 10:21

La crisi di coppia non è una maledizione

Alla scoperta di Retrouvaille, il "salvagente per la crisi di coppia"
Papa Francesco ha ricevuto Retrouvaille lo scorso novembre. Che cos'è questo servizio della Chiesa e le testimonianze di chi è passato dal buio alla luce
Antonio ed Eva vengono dalla Puglia e sono sposati dal 2009. Si erano incontrati la prima volta ad una festa di compleanno. «Mi sentivo entusiasta – racconta Eva – e avevo voglia di passare con lui tutto il tempo possibile. Mi piaceva il suo fare sicuro e determinato, mi sentivo protetta, rafforzata ed energica per affrontare qualunque difficoltà; ero pronta a fare qualunque cosa per Antonio e per la sua felicità». 
«In poche settimane mi innamorai di Eva – conferma Antonio – mi sentivo apprezzato e amato. Avevamo tante attenzioni l'uno per l'altra, e la nostra storia diventava ogni giorno più importante. Con il sostegno del suo amore mi sentivo forte, incrollabile».

La crisi di coppia: dall'entusiasmo al buio

Una volta sposati «avevo bisogno di condividere con lui ogni decisione da prendere, dalla più piccola a quelle più importanti. Mi aspettavo che questo sarebbe avvenuto con molta più naturalezza ma Antonio era sempre più preso dal suo lavoro. Mi sentivo sola. Reagivo chiudendomi sempre più in me stessa, e mi sentivo lusingata di fronte alle attenzioni che mi rivolgeva un collega. In breve tempo ho iniziato una relazione extraconiugale con lui. Pensavo che aver commesso adulterio mi rendesse non più degna di essere cristiana, così mi allontanai dai Sacramenti e da Dio. Quando Antonio ha saputo del mio tradimento sono andata via di casa per qualche tempo, trascorso il quale ho scelto di impegnarmi per ricostruire il nostro matrimonio. Così, guidati dal sacerdote che ci ha sposato ed essendo già a conoscenza del programma Retrouvaille, decidemmo insieme di telefonare. Nell’attesa del weekend mi sentivo fragile e vulnerabile».
Antionio conferma che all’inizio del matrimonio vedeva Eva «stanca e provata dalla distanza, e speravo che vivendo insieme si sarebbe rasserenata. Al tempo stesso, mentre eravamo lontani, avevo regolato la mia vita intorno al lavoro, in cui mi sentivo energico e risoluto. Lavoravo a tutte le ore, anche a casa, e il resto passava in secondo piano. Durante il nostro trasloco ero seccato dalle richieste continue di Eva per organizzare la casa. Avevamo deciso insieme di cercare di avere un bambino, benché mi sentissi meno partecipe di Eva in questo desiderio. La vedevo abbattuta per l’insuccesso dei nostri tentativi. Mi sentivo amareggiato e spiacente per lei, ma indifferente rispetto al fatto che la gravidanza non arrivasse. Del resto, provavo poco trasporto sessuale per Eva. Quando i miei timidi sospetti su una relazione extraconiugale furono confermati, mi sentii furioso ma, nonostante tutto, l'amavo ancora e volevo riconquistarla. Le proposi il programma di Retrouvaille e approdammo al weekend dopo mesi terribili».

La rinascita della coppia: scelta, la fatica, il perdono

Il weekend di Retrouvaille è stato un momento forte e intenso. «Sono stata colpita dalle testimonianze offerte dalle coppie presentatrici, e mi sentivo confortata nel non essere sola nella mia sofferenza. Ho imparato a comunicare i miei sentimenti più profondi in un modo nuovo; pur non riuscendo sempre a capire fino in fondo i sentimenti di Antonio. Un momento fondamentale per la guarigione della nostra relazione è stato per me ricevere il perdono di Antonio. Mi sono sentita commossa, inondata di calore e sollevata dal senso di colpa che mi affliggeva. In quel momento ho percepito che potevo anch'io perdonarmi ed accettare me stessa. Ora che stiamo, non senza impegno costante, costruendo una nuova unione e una nuova intesa, mi sento più serena. Oggi abbiamo dei nuovi strumenti a disposizione per affrontare i momenti difficili».
Gli “strumenti” sono quelli offerti da Retrouvaille, una comunità di coppie ricevute il 6 novembre scorso da papa Francesco. Proprio davanti al Pontefice è stata offerta la testimonianza di Antonio ed Eva.
Perché Retrouvaille non è un impianto teorico ma – prima di tutto – una condivisione, una testimonianza, un farsi prossimi della coppia ferita ad altre coppie ferite.

Le parole del Papa

Il Papa – nel corso dell’udienza – ha sottolineato alcune parole chiave come “crisi”, “ferite” ed “accompagnare”. Ha affermato che «c’è tanto bisogno di persone, di coniugi che sappiano testimoniare che la crisi non è una maledizione, fa parte del cammino, e costituisce un’opportunità. E anche noi, preti e vescovi, dobbiamo andare su questa strada, far vedere che la crisi è un’opportunità. Altrimenti saremmo preti o vescovi chiusi in noi stessi, senza un dialogo reale con le altre persone». 
«Di fronte a questo ci siamo sentiti incoraggiati, confermati e benedetti dalla Sua presenza con noi» raccontano Denise e Gianni Marucco, piemontesi sposati da 45 anni, genitori e nonni, coordinatori della Region Retrouvaille Italia. Anche loro hanno sperimentato la crisi e si sono ritrovati grazie a Retrouvaille.

Che cos’è Retrouvaille?
La parola ai coordinatori

«Retrouvaille è un ministero di aiuto per salvare i matrimoni – spiegano Denise e Gianni – una Comunità internazionale di discepoli impegnati nella guarigione del loro matrimonio che, in forza dello Spirito Santo, condividono le loro storie, la loro sofferenza, i loro talenti e doni, al fine di promuovere e diffondere il ministero di guarigione. È un servizio esperienziale offerto a tutte le coppie che soffrono gravi problemi relazionali, in procinto di separarsi o già separate, che intendono ricostruire la loro relazione d’amore lavorando per salvare il loro matrimonio in crisi, ferito e lacerato». 
È nato in Canada nel 1977 e si è diffuso rapidamente in cinque continenti, ed ora conta più di 150 comunità sparse in tutto il mondo ed è proposto in 7 lingue. 175.000 coppie nel mondo hanno completato il programma e l’85% delle coppie che hanno partecipato sono ancora sposate.

In Italia quando è arrivato?

«In Italia il primo programma si è realizzato nel 2002, grazie all’impegno di molte coppie e sacerdoti e su impulso della Conferenza Episcopale Italiana».

E il rapporto con la Chiesa?

«Fin dalla nascita di Retrouvaille in Italia, la Chiesa è sempre stata in cammino con noi offrendoci appoggio e stimoli per una diffusione su tutto il territorio nazionale. Il nostro programma è portato avanti da coppie e sacerdoti in team. Il sacramento del matrimonio e dell’ordine sacro lavorano fianco a fianco nell’aiuto alle coppie in difficoltà relazionale. Numerosi Vescovi hanno richiesto che Retrouvaille fosse presente nella loro Diocesi».

Quali sono i principali motivi di crisi che portano le coppie a sperimentare Retrouvaille?

«Le difficoltà di comunicazione sono il principale problema in un matrimonio – concludono i coordinatori – non meno importanti sono anche i problemi legati alla famiglia d’origine. Talvolta finiscono in situazioni di infedeltà, abuso fisico, abuso mentale o abuso di sostanze. Retrouvaille aiuta le coppie a lavorare sulla causa principale delle difficoltà legate al matrimonio».