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6 Maggio 2026
Ultima modifica: 6 Maggio 2026 ore 16:50

La famiglia come antidoto alle fragilità: il messaggio di padre Marco Vianelli

La famiglia come antidoto alle fragilità: il messaggio di padre Marco Vianelli
Il commento a caldo della delegazione della Comunità Papa Giovanni XXIII alla Settimana nazionale di studi sulla spiritualità coniugale e familiare della CEI a Verona

Si è da poco conclusa la XXVI Settimana nazionale di studi sulla spiritualità coniugale e familiare della CEI a Verona. C'è stata anche una presenza della Comunità Papa Giovanni XXIII. C'erano Mariangela Zama e Vincenzo Guerrini, delegati della Comunità.

Da sinistra, Vincenzo Guerrini, Mariangela Zama, Silvia Catalano, Giuseppe Ali

E  la coppia calabrese Silvia Catalano e Giuseppe Alì, presenti come responsabili della regione Calabria, ma anch'essi della Comunità di don Benzi. A questi ultimi abbiamo fatto qualche domanda.

Dopo sette anni lascia la direzione dell’ufficio nazionale di Pastorale familiare della Cei Padre Marco Vianelli. Ha fatto un bilancio del suo mandato?

«Il mandato di padre Marco Vianelli alla CEI, iniziato poco prima della pandemia, ha attraversato uno spartiacque profondo. Quei mesi di lockdown hanno messo a nudo fragilità, paure e isolamento che oggi, nel 2026, sentiamo ancora riecheggiare nelle nostre comunità. Eppure, proprio da queste crepe emerge una verità antica: la famiglia resta il punto di partenza per ricostruire legami solidi.
"È il luogo naturale in cui si impara la relazione, la reciprocità, la costruzione di legami", ha ricordato Vianelli con parole che risuonano come un richiamo urgente. Pensiamo alle famiglie che anche noi come Comunità Papa Giovanni XXIII abbiamo incontrato attraverso la nostra vocazione specifica – mamme in gravidanza alle prese con ansie e paure, nuclei famigliari  in difficoltà economiche e sociali, giovani isolati dai coetanei, disagio sociale»

Quindi non solo una famigli da aiutare ma una famiglia risorsa

«Quando funziona, la famiglia diventa il primo laboratorio di umanità: disinnesca conflittualità sociale, insegna l'empatia nei litigi domestici, genera resilienza nelle prove quotidiane, come un recupero post-infortunio che parte dal sostegno familiare.
Ma la pandemia ha regresso molti a uno stato di ritrazione, amplificando paure e distanze. I figli hanno lanciato un appello: non accuse, ma mani tese verso i genitori. E la Chiesa risponde con una pastorale della familiarità, da "casa aperta" che accoglie senza giudizio».

Sono stati dati dei suggerimenti? Degli spunti?

«Regredendo alle basi, l'ascolto disarmato è la chiave. Per i genitori, significa riscoprire il dialogo autentico, come in un esercizio di fisioterapia che riparte dal movimento più semplice. Per la Chiesa, continuare a essere ponte tra generazioni, integrando voci giovanili in eventi comunitari – pensiamo a festival familiari o progetti di sostenibilità energetica condivisi,incontri per raccontarsi e riscoprire valori che uniscono generazioni intorno a un bene comune».

Più ancora nel concreto che cosa occorre fare?

«Accogliere questo appello non è retorica: è sfida concreta. Trasformare la fragilità in dialogo fecondo genera speranza e futuro che  possa prevenire isolamenti e solitudine, promuovere sostegno alla vita e al nucleo famigliare che fa fatica nel quotidiano e rigenerare una comunità che condivide la vita. È tempo di agire: famiglie aperte, chiese accoglienti, un'Italia che riparte dal cuore. Un Chiesa che accoglie tutti come ha più volte ribadito il cardinale Matteo Zuppi, che in questi giorni ci ha accompagnato con la sua omelia ricca di esperienza concreta, quotidianità che è testimonianza viva della conoscenza dell'animo umano». 

Una famiglia che vive la ferialità quindi, come la Comunità Papa Giovanni XXIII, che - oltre alle due coppie di cui abbiamo scritto sopra - era presente anche tramite i responsabili della Diocesi Cuneo-Fossano Paolo Tassinari e Sandra Rosano. Una vocazione sempre immersa nel cammino della Chiesa.

Da sinistra Sandra Rosano, Giuseppe Alì, Silvia Catalano, Paolo Tassinari

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