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21 Ottobre 2019

La risposta che stronca

Sì, no, disconferma: le tre risposte alla richiesta del partner
Foto di georgerudy
Ciao Marco, mi capita spesso di sentirmi giù nella relazione con la mia fidanzata. In particolare non reggo quando lei mi mette in discussione ogni cosa, facendomi fare la parte del cretino o di quello che non ha pensato abbastanza alle cose. So che non è giusto fare il confronto, ma le mie altre relazioni vanno bene: sto bene con la mia famiglia e ho molti amici. Però, siccome scrivo io e non è giusto scaricare la colpa su di lei (lo so che non è giusto contestare tutto), vorrei che mi aiutassi a capire perché la cosa mi distrugge così. Grazie in anticipo Luca
Ciao Luca, da quello che mi scrivi tra di voi c'è un problema comunicativo, che cercherò di spiegarti  con un esempio.

I tre tipi di risposta

Vediamo in quali di questi scambi ti riconosci. Ad esemprio se tu chiedi: «Andiamo al cinema questa sera?», lei ti potrebbe rispondere: «Sì, dai». Questa è una risposta affermativa, tu sei felice perché lei ha accolto la tua idea, ma soprattutto perché senti che c’è una sintonia. Se avesse aggiunto «Sì, dai, che bella idea!» sarebbe stato anche un rinforzo alla tua autostima, una specie di carezza, come la definirebbero gli esperti di Analisi Transazionale.
Vediamo la seconda possibilità. Tu chiedi sempre: «Andiamo al cinema questa sera?», ma lei risponde: «No». Questa invece è una risposta negativa. Certo non fa piacere, ma non è né offensiva né svalutante, ed esprime nient’altro che il diritto di rispondere con libertà ad una richiesta. Certo, l’espressine di questa libertà può esprimersi più o meno piacevolmente. Basta poco per spostare l’ago della bilancia sul maggior benessere o maggior malessere dell’interlocutore. Nel primo caso avrebbe potuto rispondere ad esempio: «No guarda, mi dispiace tanto, ma mi sento stanca, magari un’altra volta», nel secondo un secco: «No, non mi piace».
Già qui cominci a capire che sfumature comunicative quasi impercettibili possono lasciare un senso di sollievo o di amaro in bocca. Penso che dobbiamo imparare invece a farci caso, sia in fase produttiva che in fase ricettiva, soprattutto per quanto riguarda quest’ultima possibilità di scambio che di seguito ti scrivo, alla quale dobbiamo fare attenzione perché secondo me è devastante.

Evitate questo tipo di comunicazione

Tu sempre: «Andiamo al cinema questa sera?» E lei ti spiazza rispondendoti qualcosa tipo: «Ma io mi chiedo come fa a venirti in mente un’idea del genere con tutti i problemi che abbiamo!». Questa è una risposta di disconferma, che sposta la comunicazione dal piano della decisione su un’attività (direi piuttosto innocua) al giudizio più o meno velato su chi l’ha proposta.
Anche il non verbale ha una grande importanza, in particolare quando ci sono discrepanze rispetto al verbale (esempio un «Sì, dai, va bene» accompagnato da un’espressione triste).
Quando la reazione di disconferma è insinuata in alcuni campi più delicati, come ad esempio quello della sessualità, è molto dolorosa.
Difendiamoci quindi sempre chiedendo prontamente una risposta che si ricentra sull’argomento, e – come ci suggerisce il Vangelo – anche le nostre risposte siano sempre «Sì, sì; no, no». Il resto viene dal “divisore”.