Topic:
27 Dicembre 2019

Santa Fabiola, la nobile divorziata risposata

Il 27 dicembre ricorre la memoria di Santa Fabiola, vissuta a Roma nel 4° secolo. La sua conversione provocò stupore e commozione
«Riconosco quella che sono stata: una donna frivola e peccatrice»
Fabiola visse nel IV secolo. Discendente della nobile famiglia dei Fabii, andò assai giovane sposa ad un uomo vizioso e scandaloso, dal quale ottenne il divorzio secondo la legge romana. Anche la Chiesa, in questo caso, ammetteva la separazione. Fabiola si sposò una seconda volta e questo matrimonio, consentito dalla legge laica, ma non dalla Chiesa, suscitò vivo scandalo. Quando il secondo marito morì, si presentò nella basilica lateranense la vigilia di Pasqua davanti al papa, al clero ed ai fedeli per compiere una penitenza pubblica in riscatto della sua pubblica colpa. Fu riammessa nella comunione della Chiesa, rinunciò ai suoi beni e costruì un ospedale per i malati. Si appassionò per la vita eremitica e decise di seguire san Girolamo in Palestina. Solo la minaccia degli Unni riuscì a staccarla da Betlemme, dove avrebbe voluto rimanere per sempre. Morì nel 399 e il suo funerale, a Roma, fu una trionfale dimostrazione di affetto. La si ricorda e festeggia il 27 dicembre.

Riconciliata con Dio e la Chiesa

Fabiola, ottenuto il divorzio civile dal primo marito, si risposa. Oggi sarebbe definita una “divorziata risposata”, ma lo scandalo tra la comunità cristiana di Roma è grande, al punto che la nobile Fabiola è additata come pubblica peccatrice. Quando muore il secondo marito, Fabiola ha il coraggio e l’umiltà di riflettere seriamente sulla sua vita e i propri errori. Ha due possibilità: rimanere incatenata dal giudizio degli uomini, o lasciarsi perdonare e riconciliare da Dio, che in Gesù ha manifestato il suo grande amore lasciandosi crocifiggere per la salvezza di tutti, giusti e peccatori. Per chiedere pubblicamente perdono per la sua vita passata, si presenta davanti a papa Damaso mentre celebra la veglia pasquale. Fabiola, vestita di sacco e velata di scuro, con indosso un cilicio, si inginocchia davanti a lui e dice: «Riconosco quella che sono stata: una donna frivola e peccatrice». Lo stupore e la commozione tra i presenti è grande. Riammessa nella comunione della Chiesa, Fabiola impegna tutte le sue energie di mente e di cuore per riparare alla passata condotta. Fa dono delle sue ingenti ricchezze a chiese e monasteri. Fonda un Hospitium per assistere e curare malati e abbandonati, primo ospedale cristiano in occidente.
Nel 394 si reca in pellegrinaggio in Palestina, desiderosa di vedere i luoghi sacri. Finisce per stabilirsi a Betlemme, ospite di San Girolamo, che diventa la sua guida spirituale e il suo maestro. Con lui intraprende lo studio delle Sacre Scritture, conducendo una vita povera e solitaria. Costretta a tornare a Roma per la minaccia dell’invasione degli Unni, dedica gli ultimi 3 anni di vita all’assistenza ai poveri. È l’ultimo atto di una vita inizialmente irrequieta, poi diventata luminosa, perché Fabiola ha scelto di lasciarsi amare e perdonare dall’amore incondizionato di Dio. In questo sta la straordinarietà della vita di Fabiola: aver riconosciuto la propria debolezza ed essersi consegnata, fiduciosa, all’amore di Dio, il quale ha potuto fare opere grandi in lei!