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5 Aprile 2021

L'assegno unico finalmente è legge

Approvato pressoché all'unanimità in Senato a seguito del pressing anche delle Associazioni Familiari
Foto di Gaertringen
L'assegno sarà Universale perché sarà percepito da tutti indistintamente dal tipo di lavoro: dipendenti, autonomi, partite iva, ricchi e poveri
Con l'approvazione, praticamente all'unanimità al Senato è stato sancito un punto fermo di portata storica nel campo delle politiche familiari: finalmente una misura di sistema che ci auguriamo superi definitivamente l'epoca dei bonus, dando certezza alle famiglie che vogliono mettersi in gioco nel magnifico compito della maternità e paternità responsabile.

Un assegno che non fa distinzioni

L’ Assegno sarà Universale perché sarà percepito da tutti indistintamente dal tipo di lavoro, quindi non ci sarà più la distinzione tra dipendenti, autonomi, partite iva, e tra ricchi e poveri. Anche gli incapienti, cioè le persone più disagiate, avranno diritto all' assegno per i figli. Nello stesso tempo questo strumento sarà, sopra una certa soglia di Isee, moderatamente progressivo per cui alle persone più abbienti andrà proporzionalmente un assegno più piccolo. Un altro elemento da rilevare, è che dopo 15 anni, che associazioni familiari richiamano l'attenzione sui rischi della denatalità nel nostro paese, finalmente da tutto lo schieramento politico vediamo una chiara presa di coscienza, e implicitamente il riconoscimento dell’importanza della vita nascente: destra e sinistra hanno convenuto su questo strumento, e questo è un dato non trascurabile in un paese con tante anime culturali e valoriali diverse presenti sia nella nostra Società che in  Parlamento. Con questo voto si sancisce anche l'importanza e l’urgenza di puntare sulla vita nascente come elemento sociale ed economico non più rinviabile.

L'allarme demografico

Grazie al lavoro incessante delle associazioni familiari, ormai è chiaro a tutti che il calo delle nascite non è soltanto un problema sociale ma anche politico ed economico: senza figli mancherà al nostro paese la sua risorsa primaria cioè il Capitale Umano, la nostra risorsa primaria. Il nostro ingegno, le nostre competenze, la nostra cultura, a chi sarà tramandato? A chi trasmetteremo il grande sapere che ha reso il nostro paese leader nel mondo? Senza bambini non c'è futuro, non sapremo a chi tramandare questa grande ricchezza umana di valori, competenze sociali economiche, culturali. Nel presente chiaramente vediamo come questo sta impoverendo territori, contesti sociali, che senza più quel legame intergenerazionale che parte dai più piccoli, si perde cosi inesorabilmente anche il senso di legami e delle relazioni. Questo assegno finalmente è un primo passo un punto fermo per chi (giovane o meno giovane) vorrà alzare lo sguardo sull’orizzonte del futuro con qualche ansia in meno, avendo voglia di mettere al mondo un figlio e di partecipare alla rinascita di questo Paese oltre che alla realizzazione di un desiderio personale.

Le associazioni in attesa delle cifre concrete

Certo l'assegno da solo non basta, in questo momento siamo soltanto al primo tempo della partita, essendo approvata una Legge-delega. Come Forum delle Associazioni Familiari siamo tutti in attesa di capire bene i numeri e le proposte di attuazione che verranno fuori nei prossimi mesi dal Governo. L'attenzione su questo aspetto è molto alta affinché il Governo metta in campo tutte le risorse economiche che servono, perché tutti ricevano almeno quello che prendono attualmente da assegni familiari e detrazioni. Le famiglie italiane sono la prima impresa in questo Paese, non solo perché il tessuto economico è impregnato di imprese familiari, ma perché fare famiglia e assolutamente la cosa più generativa che c’è:  qualcosa che produce non solo benessere sociale ma anche benessere economico.

Risorse per le famiglie italiane

Le risorse che con l'assegno unico andranno a sostenere famiglie italiane, genereranno PIL e Benessere Sociale: sono un “debito buono”, nel senso che saranno risorse che saranno immediatamente investite nel circuito economico, perché le famiglie hanno bisogno di pagare servizi, portare avanti il loro compito di crescita e di sviluppo educativo dei loro membri a partire dai più piccoli e più fragili.

Incoraggiante il Presidente Draghi

Quindi ci aspettiamo nei prossimi mesi un impegno forte dal Governo - del resto le parole del Presidente del Consiglio Draghi sono confortanti in tal senso - per mettere sul tappeto le risorse necessarie che servono per far sì che questo strumento sia un grande impulso alla ripartenza del Paese. Il recovery plan non può non prescindere dal fatto che al centro di tutte le strategie ed investimenti possibili ci sono le famiglie. Servirà anche una maggiore attenzione alla conciliazione dei tempi famiglia-lavoro: questa pandemia ci sta dicendo anche che i modelli di lavoro si possono modificare, e che gli strumenti possono essere molteplici nella direzione della flessibilità. Tutto ciò restituisce alle coppie e alle famiglie una centralità nella negoziazione dei compiti familiari, la crescita di una vera parità di genere tra paternità e maternità responsabile, dando spazio sia all' accudimento e alla crescita dei figli, che alla realizzazione professionale. Se si rafforza la Famiglia cresce anche il Paese.