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22 Maggio 2026
Ultima modifica: 22 Maggio 2026 ore 16:08

Leone XIV ai movimenti ecclesiali: «Più trasparenza e meno accentramento»

Leone XIV ai movimenti ecclesiali: «Più trasparenza e meno accentramento»
Incontrando i moderatori di più di 100 movimenti ecclesiali, Papa Leone XIV ha rilanciato un modello di governo nella Chiesa fondato su ascolto, corresponsabilità, trasparenza e partecipazione.
«Vi ringrazio per tutto quello che siete e che fate. Le associazioni di fedeli e i movimenti ecclesiali sono un dono inestimabile per la Chiesa». Con queste parole, giovedì 21 maggio, Papa Leone XIV si è rivolto ai circa 200 partecipanti all’Incontro annuale con i moderatori delle aggregazioni laicali. Tra questi anche Matteo Fadda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, accompagnato da Maurizio Riba, missionario e responsabile della Papa Giovanni in Argentina e Venezuela.
 
«C’è una grande ricchezza fra voi – ha continuato il Papa –, tanti giovani e diverse vocazioni alla vita sacerdotale e matrimoniale. La varietà dei carismi, dei doni e dei metodi di apostolato sviluppati negli anni vi consente di essere presenti nei campi della cultura, dell’arte, del sociale, del lavoro, portando ovunque la luce del Vangelo».
 
Fadda e moderatori
Matteo Fadda con i moderatori di altri movimenti ecclesiali durante l'incontro con Papa Leone XIV il 21 maggio 2026

«Alcune caratteristiche devono essere sempre presenti nel governo – ha proseguito il Santo Padre –: l’ascolto reciproco, la corresponsabilità, la trasparenza, la vicinanza fraterna, il discernimento comunitario. Oltre a ciò, vorrei ricordare che “un buon governo, invece di concentrare tutto su sé stesso, promuove la sussidiarietà e la partecipazione responsabile di tutti i membri della comunità”. Sono indicazioni semplici, ma da tenere sempre presenti nell’esercizio dell’autorità».
 
L'incontro annuale con i moderatori delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, in Vaticano, è presieduto dal Card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che nell’introduzione ai lavori, ha riassunto in cinque punti i compiti che spettano ai moderatori: la guida e rappresentanza, il perseguimento dei fini associativi, lo sviluppo dell’associazione, la custodia fedele del carisma, il bene spirituale e umano dei membri. A Roma sono presenti circa 200 partecipanti tra moderatori, o loro delegati, e membri dell’organo centrale di governo di 104 delle 115 associazioni internazionali di fedeli e enti riconosciuti o eretti dalla Santa Sede.
«Chi governa è chiamato ad avere una particolare sensibilità per la salvaguardia, la crescita e il consolidamento della comunione – ha spiegato il Papa –. Ciò vale sia per la vita interna all’associazione o al movimento, sia per la comunione con le altre realtà ecclesiali e con la Chiesa nel suo insieme. Chi esercita una missione di governo nella Chiesa deve imparare ad ascoltare e accogliere pareri diversi».
 
Dopo il discorso di Papa Leone XIV i lavori sono proseguiti con una relazione a più voci, a cura del Dicastero, su alcune “sfide” che la responsabilità di governo pone, per creare consapevolezza a riguardo e fornire strumenti adeguati per affrontarle. In seguito i partecipanti si sono riuniti in gruppi di lavoro per identificare vie di miglioramento per il governo delle associazioni che presiedono.
 
Papa con movimenti
Foto di Vatican Media

Linda Ghisoni, Sottosegretario per i fedeli laici, si è soffermata sulla genesi dell’Incontro di quest’anno e sulla necessità della trasparenza da parte di chi ricopre responsabilità di governo. «E’ evidente – ha detto Ghisoni nel suo intervento – che  la cultura della trasparenza che coltiveremo dirà quanto ci stia a cuore la dignità delle persone che ci sono affidate. Servire le persone ed essere trasparenza di Dio rappresentano una garanzia per l'esercizio dell'autorità».
 
Philip Milligan e Isabelle Cassarà, officiali del Dicastero, hanno individuato infine alcune sfide tra quelle che emergono più frequentemente nel lavoro quotidiano di accompagnamento. Mentre Milligan ha esposto i caratteri del patto associativo come forma di patto giuridico, Cassarà ha voluto definire i principi dello stile collegiale con cui gli organi di governo delle associazioni dovrebbero esercitare le proprie funzioni di conduzione; offrire alcune considerazioni sulla formazione del processo decisionale e particolarmente sul concetto di consultazione; infine, sulla distinzione che deve vigere tra ambito di governo delle associazioni e ambito della coscienza dei membri.

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