Incontrando i moderatori di più di 100 movimenti ecclesiali, Papa Leone XIV ha rilanciato un modello di governo nella Chiesa fondato su ascolto, corresponsabilità, trasparenza e partecipazione.
«Vi ringrazio per tutto quello che siete e che fate. Le associazioni di fedeli e i movimenti ecclesiali sono un dono inestimabile per la Chiesa». Con queste parole, giovedì 21 maggio, Papa Leone XIV si è rivolto ai circa 200 partecipanti all’Incontro annuale con i moderatori delle aggregazioni laicali. Tra questi anche Matteo Fadda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, accompagnato da Maurizio Riba, missionario e responsabile della Papa Giovanni in Argentina e Venezuela.
«C’è una grande ricchezza fra voi – ha continuato il Papa –, tanti giovani e diverse vocazioni alla vita sacerdotale e matrimoniale. La varietà dei carismi, dei doni e dei metodi di apostolato sviluppati negli anni vi consente di essere presenti nei campi della cultura, dell’arte, del sociale, del lavoro, portando ovunque la luce del Vangelo». Matteo Fadda con i moderatori di altri movimenti ecclesiali durante l'incontro con Papa Leone XIV il 21 maggio 2026
«Alcune caratteristiche devono essere sempre presenti nel governo – ha proseguito il Santo Padre –: l’ascolto reciproco, la corresponsabilità, la trasparenza, la vicinanza fraterna, il discernimento comunitario. Oltre a ciò, vorrei ricordare che “un buon governo, invece di concentrare tutto su sé stesso, promuove la sussidiarietà e la partecipazione responsabile di tutti i membri della comunità”. Sono indicazioni semplici, ma da tenere sempre presenti nell’esercizio dell’autorità».
L'incontro annuale con i moderatori delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, in Vaticano, è presieduto dal Card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che nell’introduzione ai lavori, ha riassunto in cinque punti i compiti che spettano ai moderatori: la guida e rappresentanza, il perseguimento dei fini associativi, lo sviluppo dell’associazione, la custodia fedele del carisma, il bene spirituale e umano dei membri. A Roma sono presenti circa 200 partecipanti tra moderatori, o loro delegati, e membri dell’organo centrale di governo di 104 delle 115 associazioni internazionali di fedeli e enti riconosciuti o eretti dalla Santa Sede.
«Chi governa è chiamato ad avere una particolare sensibilità per la salvaguardia, la crescita e il consolidamento della comunione – ha spiegato il Papa –. Ciò vale sia per la vita interna all’associazione o al movimento, sia per la comunione con le altre realtà ecclesiali e con la Chiesa nel suo insieme. Chi esercita una missione di governo nella Chiesa deve imparare ad ascoltare e accogliere pareri diversi».
Dopo il discorso di Papa Leone XIV i lavori sono proseguiti con una relazione a più voci, a cura del Dicastero, su alcune “sfide” che la responsabilità di governo pone, per creare consapevolezza a riguardo e fornire strumenti adeguati per affrontarle. In seguito i partecipanti si sono riuniti in gruppi di lavoro per identificare vie di miglioramento per il governo delle associazioni che presiedono.
Foto di Vatican Media
Linda Ghisoni, Sottosegretario per i fedeli laici, si è soffermata sulla genesi dell’Incontro di quest’anno e sulla necessità della trasparenza da parte di chi ricopre responsabilità di governo. «E’ evidente – ha detto Ghisoni nel suo intervento – che la cultura della trasparenza che coltiveremo dirà quanto ci stia a cuore la dignità delle persone che ci sono affidate. Servire le persone ed essere trasparenza di Dio rappresentano una garanzia per l'esercizio dell'autorità».
Philip Milligan e Isabelle Cassarà, officiali del Dicastero, hanno individuato infine alcune sfide tra quelle che emergono più frequentemente nel lavoro quotidiano di accompagnamento. Mentre Milligan ha esposto i caratteri del patto associativo come forma di patto giuridico, Cassarà ha voluto definire i principi dello stile collegiale con cui gli organi di governo delle associazioni dovrebbero esercitare le proprie funzioni di conduzione; offrire alcune considerazioni sulla formazione del processo decisionale e particolarmente sul concetto di consultazione; infine, sulla distinzione che deve vigere tra ambito di governo delle associazioni e ambito della coscienza dei membri.