Crescere è sempre stato difficile. Trovare il proprio equilibrio, il proprio posto nel mondo, scegliere come comportarsi e quali sogni inseguire.
E oggi, forse, lo è ancora di più. Tanti amici sui social, pochi nella realtà, esperienze vissute troppo presto, senza il tempo necessario per elaborarle.
Eppure, nel vortice della quotidianità, sono sempre di più i giovani che accettano la sfida di fermarsi e di provare ad andare oltre la superficie, per interrogarsi sul senso della vita e sui valori con i quali sarebbe giusto viverla.
Ascoltarli è il primo passo per capirli davvero e per ritrovare il cammino. Perché, diciamocelo chiaramente, questa società spesso manda in tilt anche gli adulti.
Nasce così “Vivi, per trapianto vitale”: una raccolta di pensieri e riflessioni dei giovani che, per diversi motivi, sono entrati in contatto con la Comunità Papa Giovanni XXIII.
Sono adolescenti nati e cresciuti nelle famiglie della Comunità, ma anche giovani che non l’avevano mai vissuta prima e che l’hanno incontrata grazie alle proposte APG23, tra cui i campi estivi Fuori le mura in Italia e all’estero, gli incontri dell’Easy Meeting per approfondire tematiche legate alla crescita e i Deserti Vocazionali per la ricerca spirituale, la preghiera e l’ascolto interiore.
«Vogliamo condividere quel trapianto vitale che vuole essere la loro vocazione, il sentiero che il Signore ha tracciato per loro», commentano i responsabili dell’Ambito della Comunità che organizzano queste esperienze. «Dare loro voce significa riscoprire la bellezza di ciò che vivono con noi, dare speranza a chi è in ricerca e non vede la luce e far sentire meno solo chi soffre, perché sapere di non essere l’unico spesso fa la differenza.»
Un modo per aprire una finestra sul loro mondo e guardare la realtà anche attraverso i loro occhi.
«Ascoltandoli, si percepisce tutta la loro sete di giustizia, di pace e di ricerca», aggiungono. «Proponendo l’incontro simpatico con Cristo, tanto caro a Don Oreste, abbiamo capito quanto i valori su cui si basa la nostra Comunità siano ancora estremamente attuali. I ragazzi sono pronti ad ascoltare ed è nostra responsabilità comunicare con loro in modo giusto.»
Buona lettura! Chissà che aprendoci davvero a quello che pensano e che li fa sentire vivi, non scopriamo qualcosa di nuovo o sepolto anche dentro di noi.
© Riproduzione Riservata
Semprenews è su Whatsapp.
Clicca qui
per iscriverti al nostro canale e ricevere aggiornamenti quotidiani direttamente sul tuo telefono.