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9 Gennaio 2020

Mia moglie mi picchia!

Se vogliamo promuovere il benessere in famiglia occorre lavorare per trasformare in conflitto costruttivo le molteplici sfaccettature della violenza, di tutti i generi
Foto di Ded Pixto
Ciao Marco, ti scrivo per raccontarti una cosa che mi ha molto sconvolto. Ieri sera sono uscito con un mio amico che aveva un occhio nero e, quando gli ho chiesto cosa fosse stato, mi ha risposto che è stato un pugno di sua moglie. Me l'ha detto ridendo, ed io pensavo che scherzasse, ma poi la faccenda si è fatta seria, perché ho capito che non scherzava affatto. Solo che io ero imbarazzatissimo, non sapevo se fare una battuta (tipo meglio che l'abbia picchiato lei perché lui è più grosso) oppure chiedergli qualcosa. Lui ha preferito cambiare discorso ma - ti giuro - io non ho dormito stanotte. Ecco, mi sono alzato e te l'ho scritto. Lucio
Caro Lucio,
capisco che tu possa sentirti turbato. Succede ogni volta che entriamo a contatto con la violenza. In questo caso era un tuo amico, del tuo stesso sesso, forse ti sei identificato, forse ti sei sentito confuso perché solitamente siamo abituati a leggere fatti di cronaca dove è l'uomo che usa violenza contrro una donna. In realtà sono venuto più volte a contatto con casi simili, non sono così rari, ma in genere vengono nascosti.

Violenza di genere

Ci sono molte complessità nella violenza di genere. La violenza è sempre un male e non va mai giustificata. Ma in questo caso ci sono delle distorsioni piuttosto inusuali. Ti faccio un esempio fresco fresco: stamattina ho provato – tra le mie conoscenze – ad accennare brevemente a questa tua mail, e le risposte sono state nell’ordine: una risata, «Cosa vuoi che sia? La donna mica gli può far male», «Poteva farsi furbo», «Chissà cosa avrà fatto quel marito»… (seguito da risatina maliziosa) e «Bisogna essere dei c…oni a prenderle da una donna».
Ecco che, la stessa società che cerca di annullare gli stereotipi di genere, spudoratamente perpetua dei banali stereotipi rispetto alla violenza di genere che ha per vittima un uomo. Nessuno si permetterebbe di ridere di una moglie con un occhio nero, né di chiedersi che cosa avesse fatto per “meritarselo”.

Il sesso forte?

Non conoscendo l’entità del fenomeno ho fatto una veloce ricerca in rete, e su Wikipedia ho trovato questo stralcio interessante: «Alcuni ricercatori ritengono che la violenza contro gli uomini sia un serio problema sociale, oggetto di meno attenzione che la violenza contro le donne e che sia un fenomeno diverso dalla violenza sulle donne per natura, contesto e modalità di studio.Tra le ragioni per cui la violenza contro gli uomini sarebbe considerata un tabù sociale, viene indicato lo stereotipo dell'uomo come sesso forte, che porterebbe a una scarsità di studi sulla violenza delle donne contro gli uomini, sebbene esistano. Secondo alcuni autori, gli uomini sarebbero sottorappresentati come vittime e sovrarappresentati come autori di violenze».

La violenza in famiglia

Ironia della sorte, la tua mail è arrivata dopo la “Giornata contro la violenza sulle donne”. So che rischio di essere impopolare ma non mi convince questa sorta di lotta di classe applicata all’interno delle relazioni familiari, come esistessero delle categorie e dei sindacati a proteggerle. Esistono molte forme di violenza. La violenza verbale reiterata, l'umiliazione, il ricatto, sono altre forme di violenza che anche laddove non raggiungano una rilevanza penale, ugualmente avvelenano i rapporti. Poi c'è la violenza dei genitori contro i figli, con supposte valenze educative; e la violenza contro gli anziani. Tutti siamo a rischio. Verrà un giorno – spero – in cui ci sarà la “Giornata contro la violenza in famiglia” perché tutti, uomini, donne, genitori, figli lavorino per creare un ambiente dove la tentazione alla supremazia sia sostituita dal confronto e dall'arricchimento reciproco.