Dall'assistenza ai tifosi con disabilità al recupero di tonnellate di eccedenze dal paddock: la collaborazione tra l'autodromo e la Comunità Papa Giovanni XXIII trasforma il Gran Premio di MotoGP in un modello di sostenibilità sociale e ambientale.
Il “Misano World Circuit Marco Simoncelli” è nato per rispondere all’esigenza di sostituire i circuiti motociclistici cittadini della riviera romagnola ritenuti troppo pericolosi. Così nel 1972 è stato inaugurato il Circuito di Misano Santamonica che, dopo successivi adattamenti, è divenuto un impianto in grado di ospitare manifestazioni di livello internazionale fra le quali spicca il “Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini” di MotoGP che quest’anno si corre dall’11 al 13 settembre.
Ne parliamo perché da diversi anni l’autodromo attua due iniziative nel segno della solidarietà in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII.
Accoglienza e disabilità: i volontari al servizio dei tifosi
Tutto è nato nel 2016 quando Luca Colajacovo, presidente della società che gestisce l’impianto, e il direttore Andrea Albani si resero conto che per le persone con disabilità non era sufficiente riservare due o tre tribunette, ma occorreva affiancare loro persone in grado di assisterle nelle loro necessità. Così chiesero a Stefano Vitali, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII e in precedenza presidente della provincia, di interessarsi della cosa. La Comunità ha risposto iniziando a mettere a disposizione alcuni volontari e al momento, sotto la gestione delle cooperative che ne fanno parte, sono una quarantina i volontari che svolgono questo servizio.
Stop allo spreco nel paddock: la raccolta delle eccedenze alimentari
Un paio d’anni dopo la gestione del Misano Word Circuit ha fatto presente quello che per loro era un problema: le eccedenze alimentari. In una competizione motoristica, infatti, non ci sono solo piloti e meccanici, ma attorno ad essi, nel cosiddetto paddock, lavorano tecnici, ingegneri, manager, addetti all’informazione e a tutto il settore pubblicitario di contorno. Ovviamente tutte queste persone devono mangiare e a questo provvedono sia le cucine delle squadre, nei maggiori eventi, sia i ristoranti gestiti da Summertrade che dispone di cinque cucine. Inoltre, in occasione del MotoGP, l’organizzazione della corsa allestisce anche un Vip Village destinato agli ospiti di maggior rilievo. Tutto questo produce cibo di qualità in abbondanza la cui eccedenza, fino a qualche anno fa, veniva buttata.
I numeri del progetto: oltre 6.000 pasti salvati e un modello per gli autodromi
Si è attivata così una raccolta alimentare di rispettabili dimensioni che nel 2026 coprirà sette eventi maggiori e altre manifestazioni. Finora in quattro occasioni è stato raccolto l’equivalente di più di quasi quattromilacinquecento pasti, pari a circa due tonnellate di alimenti. Quest’anno si conta di arrivare a seimila pasti. La maggior parte proviene dalle cucine delle squadre, mente la Summertrade contribuisce per circa il 30%. Si tratta di una mole notevole di cibo che altrimenti finirebbe in discarica aumentando l’impatto ambientale. Il tutto richiede mediamente il lavoro di una squadra di una ventina di persone con due furgoni frigorifero e altre dieci persone per la distribuzione alla Comunità Papa Giovanni XXIII e altri enti assistenziali. Un modello d’intervento senz’altro valido per i suoi diversi benefici, che meriterebbe di essere replicato in altri impianti dello stesso tipo. Finora volontari sono stati riconoscibili dalle magliette dell’iniziativa “Un pasto al giorno”, ma da quest’anno la ditta Terranova, del gruppoTeddy, ha fornito nuove magliette e la cartellonistica per i carrelli. In effetti la scritta “Finché gli ultimi saranno primi” suonava un po’ strana nell’ambito delle competizioni.