Venticinque anni fa nasceva Pane Quotidiano, il "messalino" di don Oreste Benzi. È lo strumento principale con cui il sacerdote dalla tonaca lisa, a quasi vent'anni dalla sua "non morte", continua a ispirare il cuore e la mente di decine di migliaia di persone in Italia e nel mondo.
"Non morte" perché ce lo disse proprio lui, don Oreste, nelle parole stampate su Pane Quotidiano a commento della prima lettura del 2 novembre 2007, giorno in cui il suo cuore smise di battere: «Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia… la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all'infinito di Dio».
E in questa nuova dimensione di vita le sue parole, attraverso Pane Quotidiano, raggiungono ogni giorno moltissime più persone di quante ne potesse incontrare nelle sue rocambolesche giornate terrene.
Tutto partì da un incontro di redazione di Sempre, l'8 settembre 2000. Da qualche anno il giornale, di cui don Benzi era fondatore e direttore, proponeva un inserto redazionale, Sale e luce: poche paginette con le letture liturgiche delle domeniche e un breve commento dello stesso don Oreste. Era l'anno del Giubileo e si cercavano idee per lanciare qualcosa di nuovo. Ed ecco la proposta: perché non stampare un libretto con le letture di tutti i giorni e i relativi commenti?
La prima preoccupazione fu per don Oreste, sempre di corsa tra viaggi, telefonate e incontri, con una Comunità Papa Giovanni XXIII diffusa ormai in tutta Italia e, già allora, in una ventina di Paesi del mondo. Serviva come minimo un collaboratore.
«Potrei aiutarlo io», intervenne Viviana Viali, una giovane collaboratrice di Arzignano, consacrata laica. Da tempo – ci raccontò – trascriveva e archiviava omelie e meditazioni di don Oreste, che utilizzava per il suo cammino spirituale. Avrebbe potuto supportare il Don nella ricerca dei commenti, pescando da questo archivio.

Foto di Riccardo Ghinelli
Come questa idea divenne un nuovo periodico bimestrale lo abbiamo raccontato in occasione del 20° anniversario, nell'articolo Don Benzi e la storia di Pane Quotidiano, dove si possono scoprire tanti aneddoti e curiosità.
Oggi ci preme sottolineare che questo libretto, disponibile anche in formato ebook e attraverso l'App Pane Quotidiano, ha assunto un ruolo importante nella divulgazione dell'incontro con la Parola di Dio e della spiritualità di don Benzi, riconosciuto anche da figure autorevoli nella Chiesa.
Visto il ruolo crescente di Pane Quotidiano come strumento di evangelizzazione, già nel 2003 si decise con don Oreste di chiedere a un vescovo una sorta di "Introduzione alla Parola". All'inizio si teneva la stessa introduzione per qualche anno, poi si iniziò a variare, come segno di comunione con tutta la Chiesa.
Tra i nomi che finora hanno introdotto il messalino di don Oreste figurano non solo vescovi ma anche cardinali, tra cui Stanislaw Rylko, allora presidente del Pontificio consiglio per i laici, Gualtiero Bassetti, allora presidente della Cei, e Matteo Zuppi, attuale presidente della Cei.
Al di là dei numeri e dei riconoscimenti, l'utilità di Pane Quotidiano è confermata dalle molte testimonianze che arrivano dagli abbonati. «Spesso le telefonate che riceviamo vanno ben oltre le informazioni tecniche – spiega Luciano Berlaffa, diacono, responsabile dell'ufficio relazioni con gli abbonati –. Molti ci raccontano quello che stanno vivendo, le gioie o un momento difficile».
E da quando nell'App Pane Quotidiano si è aggiunta la funzione "Una preghiera per…" arrivano continuamente richieste di preghiera o intercessione. Vengono valorizzate ogni giorno in redazione nella preghiera dell'Angelus davanti al quadro Il volto di Maria, benedetto da don Oreste nel 2005 e dipinto da Dimer Cavatton, lo stesso autore de Il volto di Cristo di Pane Quotidiano.
Oltre 300 le preghiere arrivate finora, dalle quali emergono i temi che stanno più a cuore ai lettori:
In alcuni casi (6%) viene chiesta esplicitamente l'intercessione di don Oreste per una guarigione.
Nella relazione con gli abbonati colpisce come Pane Quotidiano sia entrato nelle vite di persone impegnate nei luoghi più disparati, diventando uno strumento chiave della loro opera. Ecco alcune tra le storie più significative, raccontate dagli stessi protagonisti.
«Nelle nostre case usiamo tutti Pane Quotidiano – racconta Giorgio Pieri, responsabile delle Cec, le Comunità educanti con i carcerati –. Ci ritroviamo in cappellina, italiani, stranieri; alcuni sono anche musulmani, ma la parola di Dio è talmente capace di entrare dentro il nostro cuore e far emergere la verità in noi stessi che è chiaramente una parola universale. Ho visto che, per chi ha compiuto reati molto gravi, la prospettiva dell'infinito è l'unica via. Ogni tanto qualcuno "si ruba" il Pane Quotidiano dalla cappellina e se lo porta in camera: per tanti è diventato un punto di riferimento».

Foto di Francesco Pasolini
Cristiano Verziere, diacono della diocesi di Pescara, fa parte dell'unità di strada che va a incontrare le vittime di tratta: «Quando ci incontriamo con le ragazze, leggiamo un pezzo della parola di Dio con il commento di don Oreste. Questa dimensione verticale spesso viene apprezzata anche da chi apparentemente non è interessato alla vita spirituale, o è di un'altra religione. Ti fa alzare il volto per vedere dove di solito, nella quotidianità, non riesci a vedere perché sei troppo triste, troppo solo, non ti senti degno, ti senti giudicato. A chi lo gradisce, lasciamo Pane Quotidiano come regalo da portare a casa».

Foto di Francesco Pasolini
Curiosa l'esperienza raccontata da Eros Corbani, di Perugia, che ha fatto conoscere Pane Quotidiano ai Monaci dell'Assunzione della Vergine Maria e di San Bruno, che vivono nel Monastero di Monte Corona, un ordine contemplativo di origine francese.
«Da 11 anni frequento il loro monastero e lascio sempre una copia del messalino. Il priore è rimasto affascinato dalla figura di don Oreste Benzi proprio leggendo i suoi commenti al Vangelo in Pane Quotidiano, poiché ha riscontrato una profonda sintonia tra l'incarnazione della Parola vissuta da don Oreste e quella che i monaci attuano nella lectio divina: due incarnazioni della Parola – una contemplativa e l'altra molto più pratica – che conducono alla medesima sorgente. Il priore sta così approfondendo sempre di più la figura del sacerdote. Attualmente sono 12 i monaci del monastero e almeno la metà lo ha adottato abitualmente. Inoltre, pur rifacendosi al rito bizantino, alcuni di loro hanno utilizzato i commenti di don Oreste per introdurre la veglia di Pentecoste».
Elisabetta Balli, pediatra di Correggio, ministro dell'eucaristia, è una donna ricca di entusiasmo e di fede. Oltre a curare come medico circa 1.100 bambini, si prende cura delle anime delle persone che soffrono a causa di malattie, lutti o emarginazione. Quattordici anni fa, per sostenere un'amica mamma malata di tumore, ha fondato un gruppo di preghiera, e da quel momento Pane Quotidiano è diventato la loro guida fondamentale.
«Tutti i martedì, dalle 8 alle 9, facciamo preghiera e meditazione con Pane Quotidiano – racconta –. I commenti di don Oreste alla Parola penetrano nell'anima: sono un vero aiuto per chi soffre, e le situazioni di dolore sono davvero tante… Non si tratta solo di un sostegno nel cammino spirituale, ma di un'esperienza di fede. Ho visto persone convertirsi e incontrare Gesù proprio attraverso la sofferenza e la Parola».
Tramite Elisabetta, Pane Quotidiano arriva anche alle Suore di clausura Cappuccine di Correggio: «Luciano, dell'ufficio abbonamenti, mi invia sempre qualche copia in più e io la porto alle suore, che me la chiedono e la attendono con gioia per pregare».
Don Massimiliano Cucchi al telefono tesse un'autentica lode del messalino: «È uno strumento prezioso, anzi essenziale. Molte volte, nel mondo odierno, sappiamo dare un prezzo alle cose, ma facciamo fatica a capirne il vero valore. Pane Quotidiano ha un prezzo contenuto ma è qualcosa di straordinario: custodisce un valore enormemente grande, la Parola di Dio. È uno strumento tascabile, agile e semplice che, giorno per giorno, offre la possibilità di pregare con la Parola del Signore e di essere aiutati ad attualizzarla e interiorizzarla attraverso le riflessioni di don Oreste. È una guida pratica per vivere quotidianamente un momento di preghiera cristiana. Noto che le persone stanno riscoprendo sempre di più l'importanza di questo strumento».
Un entusiasmo che produce frutti tangibili: «Nella parrocchia di Fontanelle a Riccione, quando sono arrivato venivano acquistate circa una trentina di copie; ora siamo arrivati a più di 200».
Che fare con il messalino quando il bimestre è scaduto? Come in cucina non mancano le ricette per riutilizzare il pane raffermo, abbiamo scoperto che anche per il nostro Pane Quotidiano c'è chi ha pensato a un riutilizzo creativo. Succede al Centro aggregativo "Nessuno escluso" di Macerata.
«L'idea di creare qualcosa con i vecchi libretti di Pane Quotidiano è stata di Savina Trillini, una nostra educatrice – racconta la responsabile Giusy Camassa –. Ha una capacità speciale di capire come riutilizzare ogni cosa. E farlo con questo libricino dove c'è la parola di Dio con il commento di don Oreste rende ancora più speciali gli oggetti che vengono creati, come rose, angeli, candele, origami di vario genere, da utilizzare come gadget, regali, bomboniere. Inoltre con i fogli riciclati di Pane Quotidiano facciamo carta fatta a mano a cui aggiungiamo fiori essiccati e oli essenziali profumati per produrre biglietti augurali».
Siamo certi che lo stesso don Oreste, di fronte a tanta creatività e bellezza, dal cielo ci manda uno dei suoi classici inviti: «Facciamo un applauso al Signore!».
Pane Quotidiano si può ricevere in abbonamento, in libretto o in App.
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