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11 Ottobre 2020

San Giovanni XXIII: il Papa del Concilio

«Fui sempre preoccupato più di ciò che unisce piuttosto che di quello che separa e suscita contrasti».
Invece che ricordarlo nella data della sua morte, S. Giovanni XXIII viene ricordato l'11 ottobre, giorno di apertura del Concilio Vaticano II.
Angelo Giuseppe Roncalli nacque a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881, da Marianna Mazzola e Giovanni Battista Roncalli. Il 10 agosto 1904 fu ordinato sacerdote. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu chiamato alle armi come cappellano militare. Venne inviato nel 1925 in Bulgaria e nel 1934 in Turchia come visitatore apostolico. Nominato Nunzio a Parigi nel 1944, diventò Patriarca di Venezia nel 1953.
Nel 1958 fu eletto Papa con il nome di Giovanni XXIII. Un anno dopo annunciò a sorpresa il Concilio ecumenico Vaticano II. Nacque al cielo il 3 giugno 1963 a causa di un tumore allo stomaco. È stato beatificato il 3 settembre del 2000 e canonizzato il 27 aprile 2014. Papa Francesco ha voluto che la sua memoria liturgica non fosse fissata nel giorno della morte bensì l’11 ottobre, giorno di apertura del Concilio Vaticano II, un evento che ha cambiato il volto della Chiesa!
La simpatia che la gente aveva per lui era dovuta alla sua umiltà e alla capacità di farsi capire da tutti, ai suoi modi spontanei ed al suo buon umore. Rimangono memorabili tanti suoi piccoli gesti che hanno rivoluzionato lo stile papale, ma epocale è stata la convocazione del Concilio che aprì le porte ad un nuovo cammino di rinnovamento e speranza.

Perché la Comunità Papa Giovanni XXIII porta il suo nome?

Don Oreste Benzi diceva di lui: «Il carissimo Papa Giovanni ha rivoluzionato la Chiesa in appena cinque anni! Fu mandato in tanti Paesi, sempre come tappabuchi, ma lo Spirito Santo lo voleva come Papa dell’ecumenismo e lo stava preparando per questo. Se leggete “Il giornale dell'anima” vedete che tutto il suo cammino è stato immerso in Dio e nel medesimo tempo vicino all'uomo. È stato pochi anni Patriarca di Venezia, ed in quegli anni c’è stato il primo congresso socialista. Ha fatto un discorso di saluto in cui diceva: “Il vostro incontro è un avvenimento di portata storica”. Lui vedeva a distanza lo sconvolgimento che sarebbe avvenuto appena trent'anni dopo. Come faceva ad essere così profeta di Dio? Nella fedeltà alla fede! Il massimo della fedeltà alla fede lo faceva essere avanti di trent’anni, mentre gli altri erano fedeli alle tattiche politiche ed agli accomodamenti sociali! Un uomo di una fede eccezionale e legato alla tradizione. Ma proprio perché era nella fede e legato al tempo, sapeva vedere i segni del tempo prima che avvenissero.
Invocava il disarmo condannando la politica di tutti i tempi che, per creare armamenti giganteschi, permette che venga assorbita una percentuale altissima di energie spirituali e di risorse economiche.
Di lui ci piaceva l’apertura ai problemi del mondo della fede, la libertà dai calcoli umani, il sì alle conseguenze più anticonformiste del messaggio evangelico, l’apertura rivoluzionaria ai piccoli ed ai più poveri, il coraggio. Per tutte queste ragioni la nostra Comunità ha scelto di chiamarsi col suo nome».