Commentando il Vangelo del giorno, Leone XIV ha detto che «nella Chiesa, ad ogni livello, l'autorità è servizio», aggiungendo: «Lo ha testimoniato molto bene, tra voi, il Servo di Dio don Oreste Benzi». Ecco il testo completo
Si stima che 25 mila persone abbiano partecipato ieri, sabato 22 agosto 2026, alla messa celebrata da papa Leone XIV sulla spiaggia, al porto di Rimini. Erano 44 anni che un pontefice non veniva in visita pastorale nella città romagnola.
Foto di Elisa Pezzotti
Durante l'omelia, un inatteso riferimento a don Oreste Benzi.
Commentando il passo del Vangelo in cui Gesù affida a Pietro le chiavi del regno dei cieli, il pontefice ha sottolineato il fatto che «nella Chiesa, ad ogni livello, l’autorità è servizio», aggiungendo: «Lo ha testimoniato molto bene, tra voi, il Servo di Dio don Oreste Benzi».
Ecco il testo completo della parte di omelia in cui papa Leone XIV cita don Oreste Benzi
«Nel Vangelo che abbiamo ascoltato (cfr Mt 16,13-20) Gesù domanda ai discepoli: "Voi, chi dite che io sia?" (v. 15). Pietro risponde, a nome di tutti: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (v. 16). Anche noi, dopo due millenni, siamo chiamati a rinnovare la stessa professione di fede: siamo qui perché crediamo che Gesù è il Messia, il Figlio eterno del Padre, consacrato e inviato nel mondo "per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20,28).
Sì, carissimi, nelle parole di Pietro, noi riconosciamo la verità che ci riempie di gioia e di speranza, e troviamo la via che conduce alla vita: la via di Dio che si mette al servizio dell’uomo (cfr Fil 2,5-8), del Maestro che si china a lavare i piedi ai discepoli (cfr Gv 13,12-15), del Pastore che si sacrifica per il suo gregge (cfr Gv 10,11). Ed è in questa luce che guardiamo al gesto di Gesù che consegna a Pietro le chiavi (cfr Mt 16,19-20), perché nella Chiesa, ad ogni livello, l’autorità è servizio.
Il Papa, i Vescovi, i sacerdoti e i diaconi sono chiamati per primi a viverla così, e ad essi deve unirsi tutto il Popolo di Dio, ciascuno secondo la sua specifica chiamata.
Lo ha testimoniato molto bene, tra voi, il Servo di Dio don Oreste Benzi, il quale diceva: «La nostra vocazione consiste […] nel lasciarci conformare a Cristo povero, a Cristo servo, a Cristo che espia il peccato del mondo, a Cristo, l’Uomo Dio incarnato che vive in mezzo a noi in una forma di condivisione diretta a partire dagli ultimi».
Nella Chiesa, infatti, la missione di “legare” e di “sciogliere”, se da una parte riguarda il ruolo di quanti, nel nome del Signore, siamo chiamati a esercitare l’autorità, dall’altra descrive uno stile e un compito che coinvolge ogni battezzato: quello di abbracciare, riunire, accogliere, liberare, perdonare, emancipare chiunque sia prigioniero del peccato e delle sue conseguenze, facendoci amministratori retti e sapienti dei beni che Dio ci affida, perché tutto concorra, nella carità, al bene di tutti.»
Una citazione di don Oreste presa dal libro-intervista "Con questa tonaca lisa" curato dal giornalista Valerio Lessi ed edito la prima volta nel 1991, come viene indicato dal sito Vatican.va che riporta il testo integrale dell'omelia.