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1 Aprile 2026

Parte la 4ª missione umanitaria in Ucraina

Dal 2 al 7 aprile un'iniziativa di solidarietà, dove il bisogno di aiuto resta urgente.
Parte la 4ª missione umanitaria in Ucraina
I pulmini della quarta missione umanitaria diretta in Ucraina faranno tappa a Dnipro, Mykolaiv e Odessa. L'iniziativa è organizzata dal Lions Distretto 108 Ib4, in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII e grazie al supporto di numerosi donatori.
A quattro anni dall’inizio della guerra, l’Ucraina continua a vivere una quotidianità segnata da sirene, bombardamenti e incertezze. Febbraio 2026 ha segnato un anniversario pesante: la pace non è ancora arrivata e, per molte persone, la vita si svolge ancora in carenza di beni essenziali.

Giuseppe Longo, operatore umanitario della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha partecipato a 3 missioni umanitarie in Ucraina, racconta che «la differenza dal primo anno di guerra a quelli successivi è che le persone si sono abituate a tutto questo: non scappano più nei rifugi quando suonano le sirene e hanno ricominciato a vivere. Questo perché, purtroppo, i missili e gli aerei sono diventati consuetudine.»

Missione umanitaria in Ucraina 2026

La solidarietà continua: dal 2 al 7 aprile 2026 la 4ª carovana diretta in Ucraina

Ma c’è ancora speranza: c’è chi non si arrende alla normalità della guerra e continua a dimostrare solidarietà alle persone ucraine. Domani, i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII partiranno insieme ai volontari del Lions Distretto 108 Ib4 per una nuova missione umanitaria in Ucraina. Anche quest’anno, come il precedente, il gruppo è riuscito a organizzare una carovana di pulmini per portare aiuti concreti: provviste alimentari, materiale sanitario, beni per bambini e gruppi elettrogeni, fondamentali per garantire energia nelle zone più colpite.
Giuseppe Longo, che partirà insieme a loro per la 4ª volta, ringrazia chi ha supportato il progetto: «Quest’anno, grazie anche a Radio Oreb e alla Comunità Papa Giovanni XXIII, ho raccolto 60 quintali di materiali. Sia qui che a Milano sono arrivati molti aiuti, molte persone venivano da me portando scatoloni o donazioni. Sono queste le cose importanti: le persone che si fidano e ti mettono in mano tanto valore, per aiutare chi è in difficoltà.»

Le tappe della carovana e le richieste di aiuto

Si tratta di un viaggio lungo e complesso, che si rinnova ancora una volta come gesto concreto di solidarietà, in un contesto in cui, nonostante tutto, il bisogno di aiuto resta urgente. Saranno 25 i volontari in viaggio, distribuiti su 10 pulmini. Il percorso, lungo quasi 7mila chilometri, li vedrà impegnati dal 2 al 7 aprile, con due giorni di viaggio all’andata e due al ritorno. La partenza e il rientro sono previsti a Milano, mentre le tappe principali saranno Dnipro, Mykolaiv e Odessa
Un pulmino carico di beni di prima necessità, pronto per partire verso l'Ucraina.
 città che continuano a fare i conti con le conseguenze del conflitto.  A Mykolaiv incontreranno anche anche ii volontari di Operazione Colomba.

Le richieste principali di aiuto riguardano soprattutto gli alimentari, ma anche i gruppi elettrogeni per tornare ad avere elettricità.  «Ci sono sempre più persone sfollate e il bisogno è grande: da 70 persone ospitate al rifugio di Mykolaiv, vicino a Cherson, ce ne sono circa 200. Lì porteremo un grande gruppo elettrogeno per portare avanti il progetto di aprire un forno per il pane. Porteremo anche un’asciugatrice, perché i cecchini sparano sulle persone che stendono i vestiti e sui vestiti stesi. Ci hanno anche chiesto alcune chitarre, quelle realizzate con il legno dei barconi».

Il giorno di Pasqua, tra paura e speranza

Il viaggio, oltre che essere faticoso, rappresenta anche un pericolo per i volontari, che formando una carovana numerosa si rendono facilmente visibili. «Dobbiamo guidare per molte ore e turnarci spesso. Le zone più difficili sono Mykolaiv e Odessa, molto vicine al fronte, dove ci sono continui bombardamenti. La paura c’è, ma c’è anche la consapevolezza che le persone in Ucraina non hanno scelto questa vita».
Ma oltre alla tensione e alla difficoltà, la missione umanitaria rappresenta anche un momento di incontro e comunità. I volontari trascorreranno Pasqua a Fontanka, vicino a Odessa, una delle tappe del viaggio. «Lì incontreremo la dottoressa Snezhana Eremenco, del “Rafael Medical Center”. 
Una bandiera ucraina firmata dai volontari, in ricordo della missione umanitaria.
Quest’anno per Pasqua ci sarà Padre Vytali, cappellano militare, che ha chiesto il permesso di venire a celebrare la messa con noi». Il giorno dopo, i volontari partiranno presto in direzione del confine con l’Ungheria, pronti per rientrare in Italia. A casa porteranno con sé ricordi ed emozioni importanti, ci racconta Giuseppe Longo: «Mi sono reso conto che la pace non è una cosa scontata, per questo siamo fortunati. Mi porto a casa tanti volti e amicizie. La condivisione e l’accoglienza delle persone che incontro sono ciò che più mi porto dentro

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