Il messaggio dei vescovi per la 48esima Giornata Nazionale per la Vita. Che cosa si può fare in concreto? I progetti della Comunità Papa Giovanni XXIII
Nel Messaggio per la 48ª Giornata Nazionale per la Vita, i nostri Vescovi hanno voluto richiamare l’attenzione sulla vita dei bambini, a partire dai più piccoli nella loro esistenza prenatale, compresi gli embrioni prodotti nei laboratori: alcuni scartati, altri lasciati nell’incertezza del loro futuro, congelati. L’attenzione si estende fino ai bambini e agli adolescenti vittime di abusi sessuali, utilizzati nelle guerre, sfruttati come schiavi per lavori pesanti: in definitiva, privati dei loro diritti e feriti nella loro dignità.
Il messaggio evangelico sui bambini – ci ricordano i Vescovi – non fu compreso immediatamente dai contemporanei di Gesù, immersi in una società nella quale i bambini non godevano di particolare considerazione. Tuttavia, anche oggi, in un momento storico in cui esistono diritti formalmente riconosciuti ai bambini, ai quali tutti aderiamo e che gli Stati assumono come parte delle loro Carte costituzionali, e in cui apparentemente vi sono tutela e protezione – talvolta persino eccessive, al punto da ostacolare una crescita equilibrata e matura – sembra che viviamo una sorta di schizofrenia. Spesso assistiamo infatti a vere e proprie atrocità restando quasi anestetizzati: al di là dell’emozione momentanea suscitata dalla notizia di una determinata situazione, raramente ci lasciamo muovere fino a impegnarci concretamente per sanare un diritto negato a quel bambino o per lottare affinché altri non subiscano la stessa sorte.
Le conseguenze della denatalità
I Vescovi ci invitano anche a interrogarci su quale mondo stiamo lasciando ai nostri bambini. Già Paolo VI, nella sua enciclica profetica e controcorrente Humanae Vitae, aveva messo in guardia dai mali sociali che sarebbero derivati da una limitazione esasperata delle nascite. Gli adulti di domani – che oggi sono bambini – dovranno affrontare la crisi economica e sociale inevitabilmente generata dall’attuale denatalità, oltre alle problematiche legate ai cambiamenti climatici e alle gravi conseguenze che ne derivano.
Il messaggio dei Vescovi afferma che: «Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e di donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – lasciando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi». Queste parole richiamano quelle di Madre Teresa di Calcutta quando ricevette il Premio Nobel per la Pace: «La più grande minaccia alla pace oggi è l’aborto, perché l’aborto è fare guerra al bambino, al bambino innocente che muore per mano della propria madre. Se accettiamo che una madre possa uccidere il proprio figlio, come potremo dire agli altri di non uccidersi?». L’aborto è senza dubbio uno dei crimini più gravi, ma le parole della Santa possono essere estese a tutte le atrocità che tanti bambini continuano a subire.
Le azioni della Comunità Papa Giovanni XXIII
Un aspetto fondamentale del carisma della Comunità Papa Giovanni XXIII è la rimozione delle cause che generano ingiustizie, perché – come diceva don Oreste – «non basta mettere la spalla sotto la croce del fratello, bisogna anche dire ai fabbricanti di croci di smettere di farle». Per questo, nelle nostre case famiglia, nelle diverse strutture di accoglienza, attraverso la presenza fraterna nelle zone di conflitto e negli organismi internazionali, così come nei vari ambiti in cui ci facciamo prossimi ai più bisognosi, cerchiamo di fare tutto il possibile, secondo le nostre capacità, per rispondere al grido del povero che ci interpella.
In particolare, l’ambito Maternità e Vita porta avanti diversi progetti per accompagnare donne che si trovano in situazioni di vulnerabilità, affinché possano vivere la maternità nel modo più sereno possibile. I nostri interventi prevedono un sostegno economico, ma non solo: si tratta di un accompagnamento integrale, volto a fornire gli strumenti necessari per costruire una vita autonoma.
Il progetto “Insieme per te”, realizzato insieme alla Fondazione Versace, il progetto “Emergenza maternità difficile”, nato grazie a donazioni , che consente di sostenere per dodici mesi il pagamento dell’affitto e di alcune utenze a madri in estrema difficoltà, e il Progetto Speranza, con il quale desideriamo continuare ad aiutare le madri che incontriamo e che necessitano di un sostegno per affrontare situazioni particolarmente complesse.
«Il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti», ci ricordano i Vescovi. Accogliamo queste parole come un invito a impegnarci nella quotidianità della nostra vita per proteggere e promuovere la vita dei più piccoli, ricordando le parole di Gesù: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (cfr. Mt 25,40).