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16 Marzo 2026
Ultima modifica: 16 Marzo 2026 ore 16:09

Rimini. S. Aquilina inaugura la nuova cappellina nel Parco della contemplazione

L'appuntamento mercoledì 18 marzo alle ore 18 con il vescovo Nicolò Anselmi in Via Valverde 10
Rimini. S. Aquilina inaugura la nuova cappellina nel Parco della contemplazione
Foto di Riccardo Ghinelli
Tra le particolarità del nuovo luogo di preghiera, un crocifisso "mutilato" la cui provenienza è ignota. Seguirà l'accensione della "fogheraccia" e poi un momento conviviale
Mercoledì 18 marzo alle 18 con la partecipazione del vescovo di Rimini Nicolò Anselmi verrà inaugurata la cappellina all’interno del Parco della Contemplazione nel pronto soccorso sociale di Sant’Aquilina, Via Valverde 10, Rimini.

Il parco della contemplazione

Dopo la morte di don Oreste Benzi, vennuta nel 2007, la Comunità Papa Giovanni XXIII aveva in progetto di erigere nel suo nome una casa famiglia sulla collinetta che sovrasta il pronto soccorso sociale di sant’Aquilina. Ma l’area rientra in una zona di protezione paesaggistica e quindi si è scelto di realizzare un “parco della contemplazione” nel pendio popolato di ulivi e percorso da una sinuosa stradina praticabile anche dalle carrozzine.
Il parco è intitolato alla contemplazione senza altre specificazione e quindi fruibile da chiunque, a prescindere dal credo religioso. Fa parte dell’attrezzatura una cappellina esternamente in pietra e internamente ricoperta di scandole di legno.
Il parco è stato interamente realizzato grazie al lavoro degli ospiti della struttura e al contributo concreto di alcuni benefattori.
Foto di Riccardo Ghinelli

Il crocifisso mutilato

Merita una citazione il crocifisso ligneo che si trova all’interno ed appare mutilato alle estremità. «Un giorno qualcuno ci ha portato un sacco di quelli per i rifiuti – ci racconta don Nevio Faitanini, responsabile della struttura –. Pensavamo ci fossero dei vestiti, l’abbiamo aperto e abbiamo visto il crocifisso. Quando l’abbiamo fatto restaurare ci hanno detto che forse proveniva da qualche chiesa abbandonata».
Tra le voci raccolte, c’è anche l’ipotesi che la scultura sia stata mutilata per essere meglio nascosta o trasportata. Ma si tratta ovviamente di congetture.
Il dato certo è che ora questo crocifisso scartato tornerà a svolgere la sua funzione in un luogo sacro, e la sua menomazione fisica può essere un elemento significativo per una comunità che fa dell’inclusione il proprio punto di forza.

Un complesso in sviluppo

Il Pronto soccorso sociale di Sant’Aquilina è sorto nel 1984 per iniziativa di don Nevio Faitanini con lo scopo di rispondere alle richieste di chi necessitava ospitalità per un tempo definito. Col tempo la struttura si è ampliata fino a comprendere un’azienda agricola, altre strutture abitative e laboratori orientati al reinserimento sociale.
Nel complesso di Santa Aquilina sono presenti anche gli uffici amministrativi della Comunità Papa Giovanni XXIII.


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