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4 Maggio 2022
Ultima modifica: 6 Maggio 2022 ore 09:36

Sandra's Diary: in inglese gli scritti della Beata Sandra Sabattini

Il Diario della Beata Sandra tradotto in inglese varca i confini della penisola italiana per arrivare ad un pubblico internazionale.
Sandra's Diary: in inglese gli scritti della Beata Sandra Sabattini
Il traduttore del Diario: «Sentivo che Sandra stava dicendo qualcosa che il mondo intero ha bisogno di sentire. Spero che diventi la santa patrona degli studenti di Medicina del mondo».
Da oggi in eBook, Sandra’s Diary, l’edizione in inglese del Il Diario di Sandra, con la vita, il miracolo di guarigione, la preghiera di intercessione. Fruibile da subito su BooksGoogle e tra qualche giorno anche sulle altre piattaforme di libri on line.
 
Il pensiero che la nuova Beata Sandra Sabattini ha lasciato impresso nei suoi scritti, varca la penisola italiana per arrivare ad un pubblico internazionale.
Lei, una volta diventata medico, sarebbe voluta andare in missione per aiutare i popoli impoveriti, invece ora in giro per il mondo ad aiutare l’umanità andrà il suo Diario. Parole di speranza, di forza, di tenacia potranno cambiare la vita di molti.

«Ora penso sia questo il fine da raggiungere per essere felici: amare il proprio prossimo, dare tutto di sé agli altri; a volte penso proprio che mi piacerebbe andare per un poco in Africa come missionaria» scriveva nel suo Diario a 14 anni.
 
Il Diario è il mondo interiore di una ragazza semplice che ha vissuto una vita straordinaria, di cui nel 2006 è iniziata la causa di canonizzazione che ha portato alla beatificazione a Rimini il 24 ottobre 2021.
Sandra, attraverso questo Diario, continua a trasmettere il fascino di una fede vissuta in pienezza, e dopo la sua beatificazione la sua fama ha iniziato a diffondersi per il mondo.

La versione in inglese de Il Diario di Sandra 

Il dott. Mark Agius, un medico maltese in pensione, luminare di psichiatria, è l’autore della traduzione in inglese del Diary. Per anni Agius ha lavorato e insegnato a molti studenti di Medicina presso la Medical School dell'Università di Cambridge e al Clare College Cambridge in Inghilterra. Anche Sandra studiava Medicina, all’Università di Bologna, quando è morta prematuramente a 22 anni. E quando Agius ha sentito parlare di Sandra, non ha potuto fare a meno di pensare che alcuni dei suoi studenti erano in fondo un po' come lei. Ma la vita di questa ragazza era sconosciuta sia nel Regno Unito che a Malta, non solo tra gli studenti di Medicina ma anche ad alcuni vescovi che ha interpellato. Per questo c’era bisogno di farla conoscere.  
La versione inglese del Diary è arricchita di note con spiegazioni sui luoghi frequentati da Sandra, il tipo di incontri ed esperienze spirituali e di condivisione con i poveri da lei vissuti nella Comunità Papa Giovanni XXIII di cui faceva parte, per rendere il tutto maggiormente comprensibile ad un pubblico non italiano.
Ora Sandra è finalmente pronta per viaggiare ed accompagnare altri giovani studenti come lei ad essere medici che guardano all’uomo nel suo insieme, grazie alla versione del suo Diario realizzata dal medico maltese.

L'intervista al dott. Mark Agius

Il dott. Agius sta per prendere un volo da Malta verso l’Inghilterra ma è ben felice di rispondere ad alcune nostre domande per l'uscita di questa prima edizione inglese. 
 
Dr. Agius, come ha conosciuto la figura di Sandra?
«Eravamo in prossimità della beatificazione di Sandra. Ero nel mio appartamento a Malta e stavo lavorando al computer quando ho ricevuto una notifica sull'imminente beatificazione di Sandra. Ero curioso, quindi ho letto l'articolo. È così che ho scoperto Sandra. Dopodiché ho contattato l’editore dando la mia disponibilità a tradurre il Diario perché non credo che il "mondo di lingua inglese" conosca Sandra.»

La simpatia di Sandra

Cosa l’ha colpita in particolare di questa ragazza?
«La sua simpatia. Non poteva non piacerti... con il suo bel sorriso. Ho sentito che lei mi ricordava fortemente molti degli studenti di Medicina che conoscevo. Sono stato felice di vedere che era possibile che una giovane donna oggi potesse sviluppare una relazione profonda con Dio ed essere allo stesso tempo una studentessa di Medicina. La sua semplicità e il suo profondo impegno nel comprendere il progetto di Dio su di lei, che le ha permesso di scegliere la Medicina per aiutare gli altri, l'hanno resa una persona molto attraente.»
 
Dopo aver letto il suo Diario, perché si è offerto di tradurlo in inglese?
«Mi è sembrato che Sandra fosse conosciuta davvero solo nella sua stessa comunità italiana. Mentre, se una persona viene dichiarata santa, deve avere un messaggio che sia rilevante in tutto il mondo. Volevo che Sandra fosse più conosciuta perché sentivo che stava dicendo qualcosa che il mondo intero ha bisogno di sentire. Da qui la necessità di tradurre il suo Diario in inglese e di presentarla al resto del mondo.»
 
Lei ha avuto a che fare con molti studenti di Medicina a Cambridge. In che modo la conoscenza della figura di Sandra, morta mentre frequentava il IV anno di università, potrà essere di riferimento ed aiuto per i giovani studenti?
«Una delle cose più importanti di Sandra, per me, era che mi ricordava tante giovani studentesse di Medicina che ho incontrato e alle quali ho insegnato. Ho scritto articoli in passato per descrivere le differenze tra il modo di pensare degli uomini e delle donne. Generalmente mentre i giovani uomini spesso (anche se non sempre) vedono nella carriera medica un lavoro buono e di successo, le giovani donne che scelgono di studiare Medicina vogliono farlo prima di tutto per aiutare le altre persone, vogliono essere premurose e dare la vita in tanti modi. La loro empatia con i pazienti, collegata al loro desiderio di fare del proprio meglio, può essere di per sé motivante, stimolante e curativa. Balint ha scritto che “La prima cosa che un medico prescrive a un paziente è se stesso”. Quando questo è collegato a una profonda fede e fiducia in Dio, il risultato può essere molto potente. Come nel caso di Sandra.»

La purezza di Sandra

Altre caratteristiche che possono stimolare i suoi studenti?
«La giovane età di Sandra la avvicina a molti degli studenti che ho conosciuto. A 22 anni si sta cambiando fisicamente da ragazza a donna, e si sta sperimentando la meraviglia di questo. Per le studentesse di Medicina, c'è una pressione in più, perché hanno bisogno di sapere tutto sul corpo - più delle ragazze normali - e ci sono enormi tentazioni di vedere i loro corpi come qualcosa da affrontare materialmente piuttosto che come qualcosa di bello, un dono di Dio. La purezza di Sandra le permette di avere una visione meravigliosa di se stessa e della sua capacità di dare la vita agli altri, il che è molto stimolante. La mia impressione sui miei migliori studenti è che anche loro si avvicinino alla vita allo stesso modo. Sandra può essere un'ispirazione, mostrando loro che non sono soli nella loro purezza di pensiero e nella loro volontà di aiutare gli altri.»
 
Si è fatto un’idea di come sarebbe stata Sandra tra i pazienti?
«Non so come Sandra si relazionasse con i pazienti. Sembra che Sandra, nonostante fosse al quarto anno, fosse ancora una studentessa preclinica; in altre parole, non aveva ancora iniziato a vedere i pazienti nei reparti ospedalieri. Cosa che uno studente del quarto anno a Malta o nel Regno Unito avrebbe iniziato a fare già durante il terzo anno. Pertanto, nel presentare Sandra agli studenti di Medicina inglesi, è necessario orientarli descrivendo il Corso di Medicina a Bologna, che è diverso dal loro. Nel vedere come Sandra si sarebbe relazionata empaticamente con i pazienti, dobbiamo far riferimento al suo lavoro con i tossicodipendenti. Possiamo vedere dal Diario il suo atteggiamento nei confronti dei "ragazzi" (così Sandra chiamava i giovani che stava aiutando nella comunità terapeutica). Sarebbe molto utile esaminare i ricordi di alcune di queste persone e se si sono sentite aiutate da lei.»

Sandra patrona degli studenti di Medicina

È vero che lei ha detto: «Spero che Sandra diventi un giorno la Santa patrona degli studenti di Medicina del mondo»? 
«Sì, è vero. I nostri studenti non hanno mai avuto un santo patrono. Ho cercato di spiegare come Sandra mi ricordi i miei studenti.
Dobbiamo ricordare che gli studenti di Medicina, qualunque sia la loro fede o anche se non ne hanno, desiderano davvero fare del bene agli altri. Sono un gruppo di persone molto intelligenti, con buone intenzioni. In futuro saranno all'avanguardia nel trattamento e nella cura degli altri e persino nella ricerca medica per trovare nuove cure per nuove malattie. Lavorano in un mondo pieno di dilemmi etici, pericoli e sotto un'enorme pressione psicologica. Sono costantemente sotto pressione per essere buoni "tecnici" e per non considerare necessariamente in profondità quella persona umana che è il loro paziente.»
 
Di cosa hanno bisogno?
«Hanno bisogno di ispirazione per continuare a fare del bene nel mondo. Sandra, con la sua semplicità, felicità, purezza di pensiero e generosità verso gli altri e grazie alla sua visione positiva della vita, nata dal suo rapporto con Gesù, è una di queste ispirazioni. Può mostrare loro che non sono soli e che anche loro possono dedicare la propria vita a fare del bene per gli altri.»
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Ha collaborato all’articolo Chiara Bonetto per la traduzione originale dall’inglese dell’intervista a Mark Agius.