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13 Luglio 2021
Ultima modifica: 19 Luglio 2021 ore 10:02

Una bicicletta cambierà il mondo

Wyson Lungu ha una missione: migliorare la vita di migliaia di persone grazie a una sella e due ruote.
Una bicicletta in una zona rurale africana spesso fa la differenza tra la sopravvivenza e la morte. Ecco perché Wyson Lungu sta cercando di migliorare il mondo proprio attraverso questo mezzo di trasporto.
In che modo un mezzo di trasporto nato due secoli fa può migliorare la vita a migliaia di persone? Lo spiega Wyson Lungu in un’intervista alla BBC raccontando un fatto che ha vissuto in prima persona qualche anno fa: «Lavoravo per un’azienda di telecomunicazioni e stavo attraversando Kaputa, una delle aree più remote nel nord dello Zambia: è una zona selvaggia, dove puoi incontrare anche elefanti e leoni. La strada era dissestata e improvvisamente tutti gli pneumatici della mia 4x4 si sono bucati. Non c’era campo: non potevo contattare nessuno. Erano le 6 di mattina, ero da solo, in mezzo al nulla. Ho aspettato per più di 8 ore e non passava nessuno. Poi ho visto arrivare una persona in bicicletta: stava trasportando un malato in clinica, a circa 30 km da lì. Mi ha promesso che dopo sarebbe venuto ad aiutarmi. E così è stato».
Quell’esperienza ha dato una svolta alla vita di Wyson: nel 2017 ha lasciato il suo precedente lavoro, un’impresa di telecomunicazioni, per fondare la Onyx Connect, un’azienda che ha come obiettivo quello di migliorare la mobilità delle famiglie a basso reddito dello Zambia. Come? Vendendo loro una bicicletta. Nelle zone rurali più remote, dove le strade sono impraticabili per vari mesi all’anno e le automobili sono una rarità, una bicicletta può davvero cambiare la vita.

Una bicicletta fa decollare gli affari

Anick Lubinda ha una piccola fattoria nel villaggio di Mukwalantila, in una zona rurale dello Zambia, dove alleva mucche da latte. «Da quando ho la bicicletta la mia vita si è semplificata molto!» dice Anick. Prima doveva camminare un’ora e mezza e percorrere 7 km, portando sulla testa un contenitore pesante con il latte, per riuscire a raggiungere il deposito dove vende il latte.
Adesso può caricare il contenitore sul portapacchi della bicicletta e ci impiega la metà del tempo per fare quel percorso.
«Di solito quando gli allevatori arrivano al punto di raccolta, il latte è già in parte inacidito e per 20 litri di latte riescono a guadagnare solo un dollaro» spiega Wyson. «Con la bicicletta invece riescono a consegnare il latte fresco, guadagnando 4 dollari anziché uno. Inoltre possono fare 3-4 consegne al giorno. Quello che guadagnano in più lo possono investire in altre attività commerciali oppure possono usare quei soldi per le cure mediche».

Una bicicletta può salvare la vita

«Nel 2019 c’è stata una bruttissima carestia e la bicicletta ci ha aiutato moltissimo» continua Anick Lubinda. «Dovevamo fare anche 30 km per andare a cercare del cibo: noi che avevamo la bicicletta siamo stati molto fortunati e la nostra famiglia non ha sofferto la fame come le altre famiglie che non avevano la bicicletta».
Avere una bicicletta non solo può migliorare la vita, ma può anche salvarla. L’83% della popolazione zambiana che vive in zone rurali dista più di 2 km da una strada decente. Questo significa che quando uno si ammala gravemente e deve essere portato in una clinica, a volte deve spostarsi di parecchi chilometri. Trasportare un malato a piedi diventa improponibile e anche quando ci si sposta usando un carro con i buoi è un problema: spesso i pazienti muoiono prima di arrivare in clinica.

In bici vanno a scuola più volentieri

Levy, insegnante in una scuola primaria a circa 50 km da Lusaka, dice: «Siamo in un territorio montagnoso e molti dei nostri ragazzi devono percorrere lunghe distanze per venire a scuola, anche 11 km a piedi. Questo fatto provoca un’alta percentuale di assenteismo. Da quando abbiamo dato loro la bicicletta, l’assenteismo è diventato un problema del passato. Chi arriva in bicicletta è meno stanco rispetto a prima, la mente è fresca, pronta per imparare».

Paese che vai, bicicletta che trovi

Le biciclette che la Onyx Connect vende devono avere alcune caratteristiche, perché devono viaggiare sulle strade dissestate delle zone rurali. «Le biciclette che usate in Europa o negli Stati Uniti qui non vanno bene – spiega Wyson. Abbiamo bisogno di biciclette robuste, che possano resistere anche nel tempo. Qui è normale che le persone carichino sulla bicicletta di tutto: ho visto gente portare un letto a castello, oppure un blocco motore per un camion da 6 cilindri».
 Le biciclette portate da Wyson nelle zone più sperdute hanno avuto così tanto successo che nel villaggio di Luyaba si sono radunate più di 600 donne che volevano comprarne una. Purtroppo quel giorno Wyson era riuscito a portarne solo 20. L’idea è di tornare lì con altre 300 biciclette. Eppure le biciclette non vengono regalate, ma vendute ad un prezzo ragionevole, a rate di 10 dollari mensili per un anno: «La bicicletta diventa proprietà della persona appena iniziano i pagamenti – spiega Wyson- e la gente fa di tutto per tener fede ai pagamenti perché capisce subito l’impatto positivo che la bicicletta può avere sulla sua vita».

Sognare in grande

Onyx Connect è una piccola azienda che fa affidamento anche sui donatori per riuscire ad avere abbastanza scorte e riuscire ad accontentare così tante persone. «Per aiutare e migliorare la vita delle donne, dei giovani e delle persone con disabilità, che sono emarginate e trascurate, abbiamo bisogno di qualsiasi forma di sostegno finanziario per acquistare e distribuire le biciclette. Una bicicletta può sbloccare un potenziale di reddito e avere un impatto a livelli mai visti prima nelle zone rurali dello Zambia».
È possibile fare una donazione per sostenere questo sogno di Wyson.
Finora sono state vendute poco più di 1000 biciclette, ma Wyson sogna di aumentare questo numero in modo significativo: «Una volta raggiunta la soglia delle 2000 biciclette, saremo in grado di diventare autosufficienti e potremmo avere dei guadagni che ci permetteranno di comprare più biciclette e di immetterle in circolo- spiega Wyson-. Questo favorirà anche il raggiungimento di alcuni degli Obiettivi di sviluppo sostenibili: sconfiggere la povertà e la fame, salute e benessere, parità di genere, lavoro dignitoso e crescita economica Andando avanti così pensiamo di riuscire a vendere un milione di biciclette entro il 2030: a quel punto saremo davvero in grado di trasformare un intero Paese, un intero continente, che è fondamentalmente il mio obiettivo».