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18 Giugno 2022
Ultima modifica: 20 Giugno 2022 ore 11:08

Una bomba ci salverà?

L'Italia sarà assente (ingiustificata) a Vienna
Una bomba ci salverà?
Il Bel Paese non parteciperà, neanche come Paese Osservatore (al contrario di Germania e Olanda) alla Conferenza di Vienna dei Paesi che hanno ratificato il "Trattato per l'abolizione delle armi nucleari". Le realtà cattoliche, firmatarie un anno fa dell'appello "Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari", insorgono.
Siamo alle porte della Nuclear Ban Week che si svolge dal 18 al 23 giugno a Vienna, dove Ministri, Parlamentari, società civile e giovani si riuniranno per la Prima Conferenza degli Stati Parti  del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) e altri numerosi eventi.

Il rischio della guerra nucleare è più vicino che mai. Le armi nucleari sono armi di distruzione di massa, eticamente inaccettabili anche nel semplice possesso, come ha più volte sottolineato papa Francesco: perché allora l’Italia non ratifica il Trattato che ne sancisce l’abolizione, già ratificato da 62 Paesi di ogni parte del mondo? La risoluzione approvata dalla commissione Esteri della Camera dei Deputati a maggio scorso che impegnava, il Governo “a valutare la partecipazione dell’Italia come «Paese osservatore», non ha avuto alcun seguito. Il Presidente Draghi ha già fatto sapere che il nostro Paese non sarà presente.

La notizia dell’assenza del nostro Paese delude profondamente la società civile quando anche la recente Assemblea Generale dei vescovi italiani aveva ripreso e rilanciato nel suo messaggio finale l’appello di oltre 40 associazioni e movimenti cattolici, - che vedeva tra i promotori firmatari anche la Comunità Papa Giovanni XXIII- e che chiedeva all’Italia di aderire al “Trattato per l’abolizione delle armi nucleari”, in coerenza con la campagna “Italia ripensaci”.

Boeing B-52 Stratofortress
A U.S. Air Force Boeing B-52H Stratofortress of the 2d Bomb Wing static display with weapons, at Barksdale Air Force Base, Louisiana (USA), in 2006.
Foto di U.S. Air Force photo by Tech. Sgt. Robert J. Horstman


Oggi un ultimo accorato appello del mondo cattolico chiede alla diplomazia italiana di compiere comunque un passo concreto per una qualsiasi forma di presenza del nostro Paese nella Conferenza.

Oltre 55 Comuni Italiani della rete “Mayors for Peace”, Sindaci per la Pace-presieduta dal Sindaco di Hiroshima- avevano proclamato il diritto delle città a vivere in un mondo libero da questa minaccia  sostenendo il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari e appellandosi ai nostri governi nazionali: qualsiasi uso di armi nucleari, intenzionale o accidentale, avrebbe conseguenze catastrofiche, vastissime e durature per gli esseri umani e per l’ambiente.

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Pur con la delusione dei costruttori di pace italiani, la società civile proveniente da tutto il mondo, sarà comunque presente a Vienna; ed questa occasione, anche la Comunità Papa Giovanni XXIII, con un’ampia coalizione interreligiosa di comunità basate sulla fede provenienti da tutto il mondo, parlerà con una voce sola per respingere la minaccia esistenziale per l'umanità rappresentata dalle armi nucleari consegnando la propria dichiarazione agli Stati presenti. Le tradizioni di fede chiamano a denunciare l’uso improprio delle risorse per le armi e a chiedere una maggiore cooperazione internazionale per porre fine alle armi nucleari, strumento di dominio e coercizione violenta, per sempre.

Frame con disegni di missili tratto da un filmato di youtg.net
L'8 marzo 2018 la webtv sarda pubblica i documenti che spiegano l'allestimento di un'area di test missilistico a Domusnovas in Sardegna.
Foto di youtg.net


In un mondo che spesso sembra desolante, comunità di fede di tutto il mondo celebreranno con un barlume di luce e speranza, riunite per unire voci e preghiere al di là delle singole tradizioni, l’impegno per il multilateralismo e la diplomazia.

Gli eventi stanno cambiando l'assetto geopolitico del mondo a un prezzo altissimo, genti nel mondo che si chiamavano fratelli sono nel dolore e nell’angoscia; il Governo italiano, paese solidale e di costruttori di pace, ha perso una grande occasione ma può ancora fare un gesto seppur minimo di partecipazione; non è una bomba che ci salverà!