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16 Maggio 2026

Un'informazione dal volto umano

17 maggio: Giornata delle Comunicazioni Sociali
Un'informazione dal volto umano
Foto di berkay08
Nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2026, "Custodire voci e volti umani", Papa Leone pone l'attenzione sui furti d'identità e manipolazione con l'IA ocalizzato sul corretto uso dell’intelligenza artificiale e sulla centralità della persona, il successore di Pietro ha scritto parole di grande interesse ed attualità.
Stiamo vivendo negli ultimi mesi eventi terribili: il mondo è dilaniato da guerre sconsiderate che rischiano di incendiarlo globalmente trascinandolo in un conflitto dagli esiti apocalittici. Di fronte a questo panorama profeticamente preannunciato da Papa Francesco 12 anni fa, quando aveva parlato per la prima volta della “Guerra mondiale a pezzi”, di fronte alla folle corsa agli armamenti che ha contagiato anche la nostra Europa e che è stata chiaramente condannata in diverse occasioni da Papa Leone XIV, verrebbe da chiedersi perché riflettere sulle principali sfide del mondo della comunicazione. Nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2026, “Custodire voci e volti umani”, focalizzato sul corretto uso dell’intelligenza artificiale e sulla centralità della persona, il successore di Pietro ha scritto parole di grande interesse ed attualità.

La grande sfida dell'IA, infatti, è il rischio della disumanizzazione, il rischio che persone o gruppi economici o politici si impossessino di ciò che più di ogni altra cosa definisce la nostra identità, sottraendocela. «Il volto e la voce – afferma Leone – sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro». Eppure proprio oggi, nell’ambiente digitale, quante volte proprio queste nostre caratteristiche distintive sono oggetto di veri e propri furti di identità, con l’unico fine di vendere qualche prodotto. C’è poi un altro aspetto davvero preoccupante, come Leone XIV ha scritto nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026: «Oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative; si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza». Le guerre oggi si vincono prima controllando l’informazione, manipolando le notizie, creando allarmismo spesso e volentieri poco fondato, così da giustificare l’enorme impiego di risorse finanziarie per il riarmo che toglie denaro da investire nelle politiche sociali, nella sanità, nella scuola. Ma i comunicatori che si riconoscono cristiani continuano a testimoniare speranza, sia che esercitino professionalmente il giornalismo, sia che usino le nuove tecnologie per annunciare il Vangelo, custodendo voci e volti umani senza mai demonizzare l’altro.

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