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15 Aprile 2022
Ultima modifica: 15 Aprile 2022 ore 10:21

Via Crucis 2022 al Colosseo. Tra le famiglie anche una casa famiglia

Tiziana Mariani e Giovanni Paolo Ramonda animeranno con la loro casa famiglia la VI stazione. Chi partecipa, dove trovare i testi delle meditazioni e come vedere la Via Crucis.
Via Crucis 2022 al Colosseo. Tra le famiglie anche una casa famiglia
Foto di Angelo Carconi
Torna stasera al Colosseo, dopo due anni di interruzione causa pandemia, la Via Crucis presieduta da Papa Francesco. Sarà animata da 14 famiglie con storie molto particolari.
Quattordici famiglie per altrettante stazioni della Via Crucis. È la novità che caratterizza quest’anno l'evento presieduto da Papa Francesco che si terrà a Roma stasera, Venerdì 15 aprile 2022,  a partire dalle ore 21,15 presso il Colosseo.
Scorrendo l’elenco delle famiglie a cui sono affidate le meditazioni sulle quattordici stazioni, si coglie l’intenzione di superare lo stereotipo della famiglia come istituzione ingessata, rigida, per rappresentarla in tutte le sue varie forme espressive, come realtà dinamica in grado di affrontare situazioni di vita molto differenti tra loro.
C’è la coppia giovane sposata da poco e la coppia di nonni, quella con genitori ormai anziani che non hanno avuto figli e quella che di figli ne ha avuti tanti, la famiglia che ha perso una figlia e quella che invece ha perso un genitore, la famiglia che ha un figlio con disabilità e quella con un genitore malato, una famiglia di migranti e un’altra che è partita per la missione, la famiglia che ha un figlio consacrato (anche questa una scelta non sempre facile da accettare per dei genitori) ed infine una stazione commentata insieme da due famiglie, una ucraina e l’altra russa, segno particolarmente importante per il momento che stiamo vivendo.
Un quadro variopinto che non nega le difficoltà del momento presente, ma lancia anche un forte messaggio di speranza a partire dalle parole contenute nella preghiera introduttiva della celebrazione: «Signore Gesù, tu che sei il Crocifisso Risorto, fa’ che non ci lasciamo rubare la speranza di una nuova umanità, dei cieli nuovi e della terra nuova, dove asciugherai ogni lacrima dai nostri occhi e non vi sarà più lamento, né affanno, perché le cose vecchie sono passate e saremo una grande famiglia nella tua casa di amore e di pace».

La casa famiglia di Tiziana e Paolo Ramonda animerà la VI stazione

Tra le famiglie invitate a portare la croce c’è anche una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, un bel segno di riconoscimento per questo modello di accoglienza intuito e promosso da don Oreste Benzi cinquant’anni fa (la prima casa famiglia nacque nel 1973 a Coriano di Rimini), capace di coniugare i rapporti affettivi e personalizzati che caratterizzano una famiglia, con la risposta a problematiche molto impegnative come la disabilità grave, la malattia mentale o situazioni di sfruttamento ed emarginazione.
A proporre la meditazione sulla VI stazione saranno Tiziana Mariani e Giovanni Paolo Ramonda che da 42 anni hanno scelto di accogliere non solo i loro figli naturali (dopo il matrimonio, avvenuto nel 1984, ne hanno avuti tre, ormai grandi, dai quali sono arrivati nove nipoti) ma anche altri figli “rigenerati nell’amore”, come viene espressa nell’associazione questa scelta di far posto nella propria famiglia a quanti ne sono privi. Una scelta che non è venuta meno neppure quando nel 2007, con la morte di don Benzi, Ramonda ha assunto la guida della Comunità Papa Giovanni XXIII, oggi diffusa in 42 Paesi del mondo.
«Fin da quando, ancora giovanissimi, abbiamo conosciuto don Oreste e la Comunità, siamo stati attratti dalla condivisione diretta di vita con gli ultimi, dal far famiglia con i poveri – spiega Paolo Ramonda –. Tutte le altre scelte per noi sono pro tempore e sono possibili solo se ci consentono di mantenere questa scelta della casa famiglia, che per noi è costitutiva e che cercheremo di portare avanti finché Dio ce ne concederà la forza».
Una casa famiglia impegnativa e tuttora ricca di vita, quella dei coniugi Ramonda, con sette figli “rigenerati nell’amore” che vivono con loro. Ma in questi oltre quarant’anni di vita assieme sono centinaia le persone che hanno trascorso con loro periodi più o meno lunghi nella grande casa di Sant’albano Stura, in provincia di Cuneo. Non solo persone in difficoltà – bambini e adulti con disabilità, ex detenuti, ex tossicodipendenti, vittime di tratta – ma anche giovani volontari che volevano sperimentare un modo diverso di vivere, magari per fare a loro volta scelte di accoglienza.  
«È bello che chiedano quest’anno alle famiglie di animare questa celebrazione – commenta Tiziana Mariani –. È un po’ riconoscere che anche le famiglie nella vita di tutti i giorni celebrano la loro piccola via crucis, affrontando tante difficoltà che si sono acuite negli ultimi due anni con la pandemia, la crisi economica che ne è derivata, e ora anche con tante famiglie in fuga a causa della guerra».
Significativo, poi, che sia stata inclusa anche una casa famiglia. «È un fatto che evidenzia un punto per noi molto importante: che la casa famiglia, prima che essere una esperienza assistenziale ed educativa in senso professionale, è una scelta di condividere la vita, come in una vera famiglia. Nasce anzitutto dal desiderio di non lasciare solo chi è privo di una famiglia, di accompagnarsi l’un l’altro nella vita come veri consorti.»
A Roma i Ramonda saranno presenti con cinque dei loro familiari attuali, acquisiti da piccoli e ormai grandi, e con tre nipotini.

Dove vedere la Via Crucis 2022 con Papa Francesco

 La Via Crucis torna quest’anno a svolgersi presso il Colosseo, dopo che gli ultimi due anni era stata celebrata in Piazza San Pietro a causa della pandemia.  
Inizierà alle ore 21,15 ma già dalle 21 è prevista la diretta televisiva su Rai 1 e su TV2000.
È possibile seguire l’evento anche in diretta streaming dalle 21 su Rai Play e su Vatican Media Live
Già disponibii nel sito del Vaticano i testi delle meditazioni, la preghiera inziale e quella conclusiva.