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29 Gennaio 2020

Emergenza siccità in Zambia: il riscatto dei disabili

Povertà ma anche discriminazione ed emarginazione nei confronti delle persone disabili a Ndola dove la Comunità Papa Giovanni XXIII è impegnata al loro fianco per contrastare le cause dell’isolamento e tutelare i loro diritti.
Difficile arrivare alla fine del mese nel paese dove mancanza di cibo e istruzione a causa di siccità, corruzione e disuguaglianze ostacolano da sempre lo sviluppo. Ma la popolazione vuole essere protagonista di una pagina nuova, soprattutto dai più esclusi.
Buone notizie per lo Zambia nel 2020. Il World food programme (Wfp), l’agenzia delle Nazioni Unite che interviene con aiuti alimentari nelle zone di crisi, pochi giorni fa ha reso noto che il governo italiano donerà allo Zambia 500.000 euro per fornire cibo a quanti soffrono le conseguenze della siccità.

Cascate Vittoria nel 1996
Cascate Vittoria nel 1996


A causa della prolungata assenza di piogge 2,3 milioni di persone vivono in una situazione di grave insicurezza alimentare e hanno urgenza di assistenza umanitaria. Con questi fondi il Wfp potrà acquistare 340 tonnellate di legumi per aiutare circa 99.000 persone per un mese.
Saranno a disposizione anche trasporto e consegna di farina di mais fornita dal governo. Questo avverrà in collaborazione con le ong partners che si occupano del monitoraggio delle distribuzioni alimentari.

Il governo zambiano come utilizzerà i fondi italiani?

Cascate Vittoria nel 2019
Cascate Vittoria nel 2019


Lo Zambia è in effetti uno dei paesi più poveri dell’Africa meriodionale e negli ultimi mesi del 2019 ha anche dovuto affrontare l’enorme siccità nota ai nostri media, in particolare per le famose Cascate Vittoria quasi completamente prosciugate. Ma a guardarci bene, se i dati ufficiali mostrano come la portata d'acqua sia ai livelli più bassi dal 1995 ad oggi, in contemporanea, altri esperti fluviali dello Zambesi sottolineano che gli episodi di siccità non sono una novità in queste aree e per comprendere realmente che si tratti di una nuova emergenza climatica occorre verificare cosa accade in un arco di dieci anni. Si tratta davvero di un allarmante shock climatico? Inoltre, gli aiuti alimentari del Wfp riguarderanno solo alcune province e molte ONG che si occupano da decenni della distribuzione alimentare ai più emarginati non potranno usufruirne. Come il governo utilizzerà questi fondi è dunque difficile capirlo. 

Allarme corruzione. Dove sono spariti i sei miliardi di dollari?

È piuttosto sulla disuguaglianza e la corruzione che bisogna correre ai ripari. Secondo l’Agenzia internazionale Zambia governance negli ultimi anni sono spariti 6 miliardi di dollari. In tasca a chi? E il debito estero ha continuato a salire: 10 miliardi di dollari alla fine del 2018.
Il Financial Intelligence Centre nel 2018 ha denunciato la perdita di 4,5 miliardi di Kwacha in un anno (circa 300milioni di euro) a causa di crimini finanziari da parte del governo. E nemmeno va dimenticato che se il tasso di crescita del paese era aumentato del 7,6% nel 2010, nel 2017 era di nuovo al 4% e la maggior parte della popolazione e le fasce più deboli (il 64,4% secondo i dati 2017 di World Bank) si sono ulteriormente impoverite.

La disuguaglianza nella distribuzione delle entrate è tra le più allarmanti dell’Africa meridionale. La popolazione ha già sperimentato sulla sua pelle le stagioni secche lunghe e strazianti e l’impoverimento galoppante. E anche se esiste una Legge anticorruzione e va migliorando lentamente la libertà di stampa e di espressione, da anni gli zambiani chiedono di essere protagonisti del proprio futuro e oltre al cibo, han bisogno di assistenza sanitaria per tutti e percorsi scolastici accessibili, per arrivare davvero a opportunità dignitose di lavoro e di mantenimento basilare per le famiglie.

A Ndola si ricomincia a sperare

Un’altra buona notizia arriva da Ndola, la terza città più grande dello Zambia. Negli anni ha tentato di diventare un centro industriale e commerciale, anche perché ricca di risorse minerarie. Ma la qualità di vita dei suoi 455mila abitanti e in particolare delle fasce più emarginate della società resta ancora drammatica. Basti pensare che il settore minerario rappresenta il 10% del PIL e circa la metà di tutti i ricavi delle esportazioni dallo Zambia. Ma anche qui la corruzione è un rischio enorme per le società straniere.
È proprio in questa area che è intervenuta la Chiesa del Sud della Corea che nella primavera 2020 darà alla luce un importante complesso che comprenderà un seminario, una università, un liceo, un ospedale e campi sportivi. Un seme di speranza secondo la Chiesa locale per la popolazione. Le diocesi “alleate” cercheranno così di aumentare le opportunità di accedere all’istruzione e all’assistenza sanitaria.

Il riscatto di Matzauso e Dabwa 

Ma a Ndola ci sono anche organizzazioni che continuano instancabili il loro impegno al fianco dei più esclusi, di chi a scuola e nel mondo del lavoro non potrebbero mai accedere. La Comunità Papa Giovanni XXIII  è impegnata da 33 anni nel contrastare le cause dell’isolamento e tutelare i diritti delle persone disabili, coinvolgendone oltre 100. «Chi è affetto da disabilità in Zambia - spiega Gloria Gozza, responsabile della Comunità - deve confrontarsi con una serie di barriere non solo architettoniche ma anche culturali e sociali, che si traducono spesso in pregiudizi, discriminazioni ed emarginazione, perpetuati talvolta dalle stesse famiglie. Molto spesso avviene, infatti, che ai disabili non vengano assicurati i servizi di cui hanno bisogno, né la tutela e la cura a cui avrebbero diritto».

Per dare un’istruzione e la possibilità di un futuro a bambini e giovani con disabilità, sono nate la scuola speciale Holy Family, la scuola professionale Ukubalula e l’azienda agricola Mary Christine. Queste sono le tre fasi del Progetto educativo “Tutasulwa che significa «nonostante la nostra disabilità possiamo essere parte attiva della famiglia, della comunità e della società».
Ne è un esempio lampante Matzauso, 23 anni, dalla nascita senza l’uso delle gambe. Nato in una famiglia di quattordici persone, ha trascorso gran parte della sua vita in casa. «Morta la sua mamma quando era piccolo – racconta Stefano Maradini referente dei progetti zambiani - negli anni la maggior parte dei suoi fratelli si è sposata ed è andata a vivere altrove. Così suo padre si è ritrovato da solo a dover sostenere cinque figli disoccupati, di cui tre disabili. Prima di iniziare la scuola professionale, produceva doormat, i tipici tappeti fatti infilando strisce di stoffa nei fori di vecchi sacchi usati per la farina. È stato suo fratello a introdurlo ai progetti della Comunità: prima ancora di Matzauso, Dabwa ha trovato al Mary Christine una realtà che lo ha accolto nonostante le sue difficoltà cognitive e gli ha dato un impiego.Grazie al protagonismo di Dabwa e Matzauso, che sono gli unici in casa a percepire uno stipendio, la loro famiglia riesce ad arrivare alla fine del mese».

Anche i disabili, protagonisti di Ndola

La Holy Family Special School conta attualmente 27 studenti tra i 7 ed i 15 anni divisi in quattro classi in base alle loro abilità e alle loro capacità di apprendimento. Le insegnanti della scuola sono specializzate nell’insegnamento a persone con difficoltà motorie e cognitive e sono pure coinvolte nelle visite alle famiglie dei bambini e dei ragazzi durante le quali ascoltano le loro problematiche e cercano insieme di trovare soluzioni.  
 
L’Ukubalula Training Centre forma 25 ragazzi tra i 16 ed i 25 anni insegnando le basi dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’economia, nella teoria e nella pratica, per facilitare l’accesso al mondo del lavoro. Alla fine del loro percorso formativo possono ottenere il certificato che conferma le loro competenze. Attraverso lezioni sulle “Life skills” si facilita anche l’integrazione dei ragazzi all’interno delle comunità di appartenenza, per renderli indipendenti e così ridare loro dignità.
I ragazzi che vi partecipano provengono da ben 9 compound di Ndola, tra i più poveri della città, e a chi è molto lontano la Comunità garantisce il trasporto gratuito. In più sono serviti 2 pasti al giorno, colazione e pranzo, e varie attività formative e ludiche.
«Il governo negli ultimi anni sta spingendo, almeno sulla carta, affinché le diverse istituzioni, imprese ed associazioni li integrino sempre più nelle proprie strutture. Per questo, ad esempio, la Holy Family Special School condivide gli spazi con il Luigi Drop in Centre, destinato ai bambini di strada e prima fase di Cicetekelo Youth Project. Ogni tre mesi inoltre, in occasione delle vacanze, gli studenti delle scuole vengono ospitati per tre settimane nel progetto Cicetekelo a Minsundu, in cui, attraverso giochi, sport e creatività si crea un importante momento di scambio, ricco di divertimento e nuovi stimoli per tutti».

E non mancano nemmeno le attività di sensibilizzazione come programmi radiofonici, incontri con istituzioni e comunità locali e in particolare la Giornata internazionale per le persone con disabilità. Nello scorso dicembre, anche gli studenti della Holy Family Special School e dell’Ukubalula con le loro magliette azzurre hanno colorato Ndola, partecipando alla marcia cittadina organizzata con la ZAPD (Zambia Agency for Persons with Disabilities). «Con questa iniziativa – raccontano i promotori – cerchiamo di abbattere il pregiudizio per cui chi è disabile è solo l’ennesima bocca da sfamare e, al contrario, dimostra che essere affetto da disabilità non vuol dire non essere capace di dare il proprio contributo. Il disabile, considerato pietra imprecisa e irregolare, quindi di scarto, si è trasformato, con sudore e dedizione, in una testata d’angolo».