24 Agosto 2019

È giusto fare l'elemosina?

Difendiamo i poveri, non difendiamoci da loro
Foto di Irma Testa
Fare l'elemosina per carità, o non farla per non alimentare gli sfruttatori? La povertà va combattuta con leggi giuste, e con una solidarietà vera
Si dice: «Lo sfruttamento del dolore è aberrante ed è tempo che si ponga fine a tale sopruso». È giusto. Ma non si elimina lo sfruttamento del dolore dicendo ai fedeli di non fare l'elemosina alle donne e ai bambini slavi e zingari che la chiedono. Limitandosi a questo ci si pone paradossalmente contro quei bambini e quelle donne, perché negando loro l'elemosina, essi diventeranno sempre più schiavi.
L'unica risposta valida per non alimentare i portatori di schiavitù è di denunciarli a viso aperto in tutta Italia, non quello di non fare la carità negandola alle vittime degli schiavisti, perché altrimenti questi infieriranno ancora maggiormente su queste vittime. Mettendosi contro gli schiavisti si corrono rischi, è vero, ma si fa opera di giustizia, mentre scacciando i deboli non si corre nessun pericolo, però loro soffrono.

Bisogna rischiare per difendere i deboli!

«Ma non abbiamo un governo? Non c'è la polizia? Perché i sacerdoti devono sostituirli?».
I piccoli, i deboli, hanno sempre bisogno di vedere nel prete, nel credente, non il volto del poliziotto, ma il volto di un padre, di un fratello. Chi paga il nostro benessere? Gli operai sottopagati e le fasce dei poveri di quei Paesi che languiscono nella fame! I loro bambini affamati, malnutriti, denutriti, pagano il nostro sfacciato benessere. I lavavetri, simbolo di tutti gli sfruttati, vengono a prendere le briciole che cadono dalla tavola del ricco epulone, simbolo di tutti noi che stiamo bene. Tutti i beni strappati ai Paesi poveri vanno a finire nel capace ventre delle nostre metropoli. È più che giusto che quei popoli vengano a prendere una piccolissima parte dei loro beni.
La povertà va combattuta con leggi giuste, educando alla cultura dell'accoglienza, con la solidarietà vera (casa, lavoro, servizi). Mentre si resta in attesa che le leggi vengano fatte e ancor più eseguite, un certo tipo di elemosina è ancora carità.

Un benessere costruito sullo sfruttamento

La Chiesa veda come può superare questa forma di carità sviluppando la condivisione, in modo che i fratelli schiavizzati trovino comunità pronte all’accoglienza. Gli italiani non solo godono di un benessere che non è soltanto loro, ma sfruttano i bambini e le bambine del terzo mondo con i viaggi del sesso e sfruttano le ragazze del terzo mondo schiavizzate dal racket della prostituzione. Ecco contro chi la Chiesa deve combattere. Le masse dei poveri si distaccano sempre più dalla Chiesa. Pensiamo a difendere i poveri e non a difenderci da loro e così essi si rifugeranno nella Chiesa che è Madre e si uniranno a Dio che è tutore degli orfani e difensore delle vedove.
Così la Chiesa continuerà l’opera di Gesù che è venuto per mandare liberi gli oppressi e spezzare le catene dei prigionieri, come già tanti sacerdoti stanno facendo.