Foto di Pungu x (generato con IA)
Vangelo della IV domenica del tempo ordinario - Anno A: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 1-12a)
Commento al Vangelo di domenica 1 febbraio 2026 (IV domenica del Tempo Ordinario - Anno A)
Quando il Signore ci dice: «Beati coloro che costruiscono la pace» (cfr. Mt 5), è perché lui è il Dio della pace e la relazione con lui ci immette in questa traiettoria di pace. Quando il Signore ci dice: «Beati i puri di cuore», è perché lui è pienezza di bene, di verità e di giustizia ed allora ecco che ci immette in sé. Quando lui ci dice: «Beati gli affamati e gli assetati di giustizia», addirittura il Signore arriva a dire che non esiste un rapporto con un altro fratello che non sia prima di tutto un rapporto con lui: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Avevo sete e mi avete dato da bere. Ero nudo e mi avete vestito» (cfr. Mt 25). Nessuna relazione con il proprio simile, con il proprio prossimo, può essere recepita come valida se non si coglie la relazione profonda con Colui che sta alla radice del nostro essere. Tutta la vita, in fondo, è una meraviglia perché è una progressiva rivelazione della presenza di Dio all’uomo e dell’uomo a Dio. Quando tu recepisci Dio per quello che egli è, allora tu senti che il tuo rapporto con lui è oltre, è prima di ogni situazione umana concreta. Beato te quando arrivi a capire che la pienezza della tua vita è in questa relazione profonda e la cerchi ovunque.
Il commento di don Oreste Benzi al Vangelo della domenica e alle Letture è tratto dal messalino Pane Quotidiano, abbònati qui
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