Vangelo della II domenica di Pasqua - Anno A: meditiamolo insieme grazie al commento di don Oreste Benzi
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Dal Vangelo di Giovanni (Gv 20, 19-31)
Commento al Vangelo di domenica 12 aprile 2026 (II domenica di Pasqua)
I discepoli stavano dentro casa con le porte sbarrate per paura dei Giudei. All’improvviso venne in mezzo a loro Gesù, si fermò, e disse: «Pace a voi», cioè «la pienezza dei beni dell’epoca del messia sia su di voi». I presenti erano molto emozionati. Gesù li aiuta perché si fidino, mostra loro le ferite alle mani e al petto. Poi dona loro due incarichi d’importanza decisiva per il cammino del nuovo popolo. Il primo incarico è quello di formare il popolo del nuovo patto tra Dio e gli uomini firmato da Gesù con il suo sangue. Il secondo incarico è di ricucire dentro questo nuovo popolo coloro che si distaccano con il peccato grande che produce la morte. È il compito di fare rifluire la vita in coloro che la spengono con il peccato mortale. È un incarico grande come il primo incarico, perché fare rifiorire la vita spenta è come darla la prima volta (Battesimo).
Senti il bisogno di confessarti perché siano tolte le cataratte dai tuoi occhi per vedere la luce di Dio? La confessione è necessaria non tanto per dire i peccati, ma perché c'è la grazia che accompagna e che apre alla contemplazione di Dio!
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