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7 Aprile 2021
Ultima modifica: 7 Aprile 2021 ore 09:21

8 aprile. La giornata dell'orgoglio romanò

L'8 aprile di cinquant'anni fa a Londra, dopo secoli di divisioni, per la prima volta i rappresentanti delle diverse comunità romanès si sono ritrovati insieme per un cammino comune.
Foto di Zolotareva Elina
La popolazione romanì, con i suoi gruppi e le sue differenti comunità, è la minoranza etnico-linguistica più discriminata d'Europa.
L'8 aprile è la Giornata Mondiale della popolazione romanì con i suoi gruppi e  le sue infinite comunità. 
Quest'anno cade il 50° anniversario del Primo Congresso Mondiale che si aprì a Londra l'8 aprile 1971. Un evento storico importante poiché, dopo secoli di divisioni e di infiniti esodi e peregrinazioni, i rappresentanti delle diverse comunità romanès si sono ritrovati per un cammino comune, per un'ideale unione e per un rafforzamento della propria secolare identità. 
Un incontro non solo politico ma soprattutto umano, identitario, linguistico. Un evento straordinario ed emozionante in cui si posero le basi per un attivismo a favore delle comunità ancora discriminate ed emarginate, per la valorizzazione culturale artistica e per il riconoscimento del Samudaripen, il genocidio durante la Seconda Guerra Mondiale perpetuato dai nazi-fascisti e rimosso dalla storia ufficiale. 
Cinquant'anni di rivendicazioni, di lotte, di conquiste sul piano sociale e dei diritti civili. Ancora è tanta la strada da percorrere poiché la discriminazione su base etnica è ancora dilagante in tutta Europa e la popolazione romanì, con i suoi gruppi e le sue differenti comunità,  rimane la minoranza etnico-linguistica più discriminata d'Europa.

8 aprile. Giornata mondiale della popolazione romanì 

L'8 aprile è diventato simbolo di libertà,  di unione, di consapevolezza e di ribellione contro le ingiustizie. È una delle date più importanti nel calendario della popolazione romanì con un significato profondo, legittimo e condiviso.

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Ogni anno (e sempre più), si organizzano eventi artistici e culturali in tutto il mondo come giornata dell'orgoglio romanò. Ogni anno la partecipazione delle comunità è maggiore a sottolineare l'esigenza di rivendicare una legittima identità senza barriere e senza offendere nessuno. Ricordo che la popolazione romanì è l'unico popolo al mondo che non ha mai dichiarato guerra a nessuno, che non ha mai attuato nessuna forma di terrorismo e che non si è mai dotata di un esercito poiché la cultura romanì è una cultura pacifista. Anche questo rende orgogliose le comunità romanès della loro appartenenza. 
Al contrario di ciò che si crede, la popolazione romanì, ha molto da insegnare. L'arte, le tradizioni,  la letteratura, la gastronomia, la lingua e la storia di questo popolo paradigmatico e transnazionale sono patrimonio dell'umanità tutta. L'8 aprile tutto questo rappresenta in un clima di festa e di coinvolgimento emotivo. Lunga vita alle comunità romanès! OPRE ROMA! (Evviva la popolazione romanì!