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2 Febbraio 2026
Ultima modifica: 2 Febbraio 2026 ore 20:11

Addio a Maria Rita Parsi: la voce dei bambini che fu grande alleata di don Oreste Benzi

È morta la nota psicoterapeuta e saggista, storica alleata della Comunità Papa Giovanni XXIII nelle battaglie per i minori e le vittime di tratta.
Addio a Maria Rita Parsi: la voce dei bambini che fu grande alleata di don Oreste Benzi
Foto di GIUSEPPE GIGLIA
Si è spenta all'età dii 78 anni uno dei volti noti della psicologia italiana. Una vita spesa a dare voce ai bambini e a difendere i più fragili. Dal lavoro nell'Osservatorio nazionale all'impegno nell'Onu, Maria Rita Parsi ha saputo trasformare la propria sensibilità in una missione instancabile, intrecciando il suo cammino con quello della Comunità di don Benzi con cui aveva un legame profondo.
Si è spenta improvvisamente, all'età di 78 anni, Maria Rita Parsi. Psicoterapeuta, saggista, docente e scrittrice, la Parsi ha dedicato ogni fibra del suo essere alla difesa dell’infanzia, intrecciando l’attività clinica con un instancabile impegno istituzionale.
Dalla fondazione della psicoanimazione attraverso la scuola SIPA, fino ai ruoli di primo piano nell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e nel Comitato Onu sui diritti del fanciullo, la sua è stata una vita spesa a dare voce a chi non ne ha.
Autrice di oltre cento volumi, ha guidato con passione la Fondazione Movimento Bambino Onlus, ricevendo nel 1986 il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Benzi e Parsi
Dream Festival 2004. Don Oreste Benzi insieme a Maria Rita Parsi.
Foto di Caterina Balocco

L’incontro di due carismi: la stima di don Oreste

Maria Rita Parsi
Il percorso di Maria Rita Parsi si è spesso intrecciato con quello della Comunità Papa Giovanni XXIII, un legame nato dalla stima profonda e reciproca con don Oreste Benzi. Un’amicizia nata "sul campo", durante conferenze e incontri in giro per l’Italia, che l’ha vista protagonista in tantissimi convegni per tutelare la fragilità dei minori e delle vittime di tratta.
Valter Martini, per lungo tempo responsabile del servizio affido della Papa Giovanni e membro presso l’Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, la ricorda con affetto:
«Ho incontrato alcune volte Rita Parsi perché come animatore del servizio affido della Comunità Papa Giovanni XXIII organizzavo negli anni 80/90 gli incontri annuali che si svolgevano a Rimini con le famiglie affidatarie e le Case famiglia per dare ad ogni bambino una famiglia. E don Oreste Benzi insisteva molto per invitare la professoressa perché aveva molta stima di lei. Si erano incontrati in qualche conferenza in giro per l’Italia ed era iniziato un riconoscimento reciproco. Lei stessa dichiarò successivamente alla morte di don Oreste, ad un convegno che presiedevo che “aveva un legame profondissimo con lui". Ci rimane questa grande attenzione che aveva di mettersi sempre e prima dalla parte dei bambini, dei piccoli e guardare i problemi da quel punto di vista».

La casa famiglia: «Il microcosmo che apre al mondo»

Proprio sulla visione rivoluzionaria di don Oreste riguardo all'accoglienza, Maria Rita Parsi in un’intervista che le avevo fatto, si espresse con parole cariche di ammirazione, sottolineando come la casa famiglia non fosse un luogo chiuso, ma un ponte verso la società:
«Personalmente trovo eccezionale l’idea di costituire delle case famiglia dove l’accoglienza è per tutti: per i propri figli e per altri bambini che magari avevano delle famiglie disconnesse, oppure bambini diversabili, anziani. È l’idea della famiglia comunità. La famiglia come la vede don Benzi è il mondo, ed è il microcosmo familiare che è interconnesso e speculare a quello sociale, non è un luogo chiuso. [...] Nelle case famiglia di Don Benzi, tutti si sentono accolti, tutti si sentono, allo stesso tempo, genitori e figli».

Non ha avuto figli propri, ma una grande forza generativa

In virtù di questo legame, Maria Rita non si è mai risparmiata, partecipando a numerosi appuntamenti della Comunità tra Padova, Rimini, Roma e Verona. Anche come giornalista di Sempre, ho avuto il privilegio di interpellarla più volte e di accompagnarla ad alcuni appuntamenti.
Ricordo con particolare emozione un viaggio in macchina fatto insieme. In quel momento di confidenza, Maria Rita mi aprì il suo cuore: mi raccontò della fine del suo matrimonio — vissuto senza rancore e mantenendo una grande stima per l’ex marito con cui collaborava — e mi disse che aveva cercato di diventare mamma, ma la vita le aveva riservato un cammino diverso.
Tuttavia quell’esperienza si è trasformata in una forza generativa immensa. Tutta quell'energia, quell'amore e quella combattività, Maria Rita l’ha riversata sui più indifesi.
Oggi perdiamo un’alleata preziosa, ma ci resta il suo esempio: che stare dalla parte dei piccoli significa anche avere il coraggio della verità, come lo aveva don Benzi, lottando con determinazione affinché nessun sopruso resti impunito e nessun bambino resti invisibile.