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30 Gennaio 2026

Francesco, la Rock Star di Dio: 800 anni dopo, il Poverello parla ancora al mondo

Nell'ottavo centenario della morte del Santo di Assisi, la Chiesa celebra un anno giubilare straordinario segnato da un evento mai accaduto prima: l'esposizione prolungata delle sue spoglie mortali.
Francesco, la Rock Star di Dio: 800 anni dopo, il Poverello parla ancora al mondo
Mentre Alessandro Barbero e Aldo Cazzullo ne rileggono la figura storica e culturale, Papa Leone XIV indica il Poverello come bussola per una "pace disarmata" in un'epoca di conflitti. Dal 22 febbraio, l'ostensione del corpo nella Basilica Inferiore di Assisi aprirà una stagione di fede e conversione nel segno dell'umiltà.

Cosa porta in una rigida sera d’inverno tremila persone a radunarsi in un palazzetto dello sport per ascoltare due scrittori a parlare di san Francesco? È vero che si tratta di due scrittori (Alessandro Barbero e Aldo Cazzullo) che ormai hanno la fama e la postura delle rock star, sempre presenti nei salotti televisivi e nei convegni a dire la propria opinione su tutto.

Però sorge il sospetto che la vera star della serata, il personaggio che ha spinto a sfidare il freddo e ad uscire, sia proprio lui, Francesco d’Assisi, un uomo morto ottocento anni fa, ma ancora molto vivo.

Cosa di Francesco attira le persone più di ogni altro santo? A san Francesco, provate a pensarci, non si chiedono grazie, non ha fama di taumaturgo. Quando si va in pellegrinaggio ad Assisi non si va per implorare una guarigione o un altro miracolo, ma per immergersi in un luogo che immediatamente richiama alla fede, proprio perché sono i luoghi di san Francesco, considerato da una certa tradizione come un alter Christus, un altro Cristo. Campioni di miracoli, grandi taumaturghi sono invece due figli spirituali di Francesco, sant’Antonio di Padova e san Padre Pio di Pietrelcina.

L’ottavo centenario e l’evento storico ad Assisi

Il 4 ottobre 1226 l’umile povero di Assisi andava incontro a Sorella Morte alla Porziuncola, che era il quartier generale suo e dei suoi compagni di avventura. La morte speciale di un uomo speciale: non a caso si parla di transito, a sottolineare il passaggio dall’umile terra mortale alla gloria eterna. È un anniversario che papa Leone XIV ha deciso di indicare a tutta la Chiesa come occasione di conversione, nel segno di colui che «ha scritto a caratteri incisivi la parola di salvezza di Cristo nei cuori degli uomini del suo tempo».

Il pontefice ha voluto che l’anniversario sia anche un anno giubilare: visitando una chiesa francescana si può ottenere l’indulgenza plenaria nelle stesse modalità del recente Anno Santo. Inoltre ad Assisi, dove tutto è cominciato ci sarà dal 22 febbraio al 22 marzo la prima esposizione prolungata, aperta al pubblico delle spoglie mortali del santo. I fedeli potranno accedere alla Basilica Inferiore e sostare in preghiera davanti al sarcofago posto ai piedi dell’altare. Un evento storico unico, non era mai accaduto.

IL dono della pace come "somma di tutti i beni"

Nel proprio Testamento, Francesco aveva dettato: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: “Il Signore ti dia pace”».
Nella lettera inviata ai Ministri della Famiglia Francescana (i vari ordini che si richiamano al messaggio del Poverello), papa Leone commenta: «Con queste parole essenziali, consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno». La figura di Francesco è talmente ricca e poliedrica che c’è solo l’imbarazzo di scegliere una sottolineatura. Il pontefice, visti i giorni che noi viviamo, ha scelto la pace.
«In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, egli continua a parlare. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace».

Francesco non è dunque assimilabile ad un generico pacifismo, così come non è un ecologista ante litteram. L’amore per le creature è una dimensione che sgorga dall’amore di Dio.   «La visione francescana della pace – osserva Leone XIV - non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato. Francesco, che chiama il sole «fratello» e la luna «sorella», che riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina, ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato. Tale intuizione risuona con particolare urgenza nel nostro tempo, quando la casa comune è minacciata e geme sotto lo sfruttamento. La pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il Creato sono dimensioni inseparabili di un’unica chiamata alla riconciliazione universale».

Il 2026 sarà dunque un anno di convegni e celebrazioni, di folle di pellegrini che si dirigeranno verso Assisi o gli altri luoghi francescani come Greccio, La Verna. Sarà anche l’occasione per molti di prendere in mano un libro per saperne di più di questo santo amato in tutto il mondo e molto caro agli italiani.

 

Le nuove letture di Barbero, Cazzullo e il classico di Chesterton

Si accennava prima ai recenti libri di Cazzullo e Barbero. Se il lavoro di Cazzullo (Francesco. Il primo italiano,  HarperCollins, 2025) ricostruisce la figura del santo per sottolineare quando abbia inciso sulla formazione  dell’identità italiana e sulla storia della cultura, Barbero (san Francesco, Laterza, 2025) fa un esame critico di tutte le fonti francescane dalla Vita di Tomaso da Celano fino alla Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio. Così Barbero ci fa notare che nel Testamento Francesco non indica nella povertà ma nella volontà di penitenza la prima rottura con il mondo. Dio lo l’ha indotto alla penitenza facendogli incontrare i lebbrosi. Dice il santo: «Il Signor stesso mi ha condotto in mezzo a loro e ho fatto misericordia con loro». Barbero fa notare che l’originale (feci misericordiam cum illis) è una citazione della parabola del buon samaritano. È solo un esempio delle perle che è possibile trovare nel volume.
Se invece il lettore vuole gustare un classico di valore, può orientarsi sul volume di Gilbert Keith Chesterton, San Francesco d’Assisi, che nell’edizione di Terra Santa del 2023, porta l’accattivante sottotitolo: Raccontato alle donne e agli uomini di poca fede che lo hanno in simpatia. La tesi del grande scrittore inglese è che si può capire san Francesco solo se lo si guarda come un grande innamorato di Dio.