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17 Ottobre 2026

Aggiungi un posto a tavola accende l'Arena: quando la leggerezza ci parla d'amore e accoglienza

La magia del celebre musical di Garinei e Giovannini ha conquistato l'anfiteatro veronese
Aggiungi un posto a tavola accende l'Arena: quando la leggerezza ci parla d'amore e accoglienza
Foto di Nicoletta Pasqualini
A una settimana dal trionfale debutto a Verona, il ricordo e le emozioni della serata che ha aperto la nuova tournée nazionale. Tra le celebri canzoni che hanno fatto cantare l'anfiteatro, la verve di un cast stellare e il messaggio sempre attuale di fraternità e solidarietà
Una serata esilarante e spensierata, capace di intrecciare con naturalezza contenuti di spessore e grande leggerezza: è quella che abbiamo vissuto insieme a migliaia di persone all’Arena di Verona per la prima assoluta (sabato 10 ottobre 2026)  dello storico musical Aggiungi un posto a tavola.
 
Un debutto straordinario che ha dato il via al nuovo tour nazionale e che celebra i 52 anni di uno show intramontabile, nato nel 1974 dal genio di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritto con Jaja Fiastri sulle musiche del Maestro Armando Trovajoli.
 
Le prime note di apertura con la famosa canzone – «Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu…» – hanno subito risvegliato gli animi. In un attimo l'Arena si è ritrovata a canticchiare a fior di labbra, esplodendo poi in un caloroso applauso.
 
Che gioia, che leggerezza! Ma, come sempre accade con le grandi storie, dietro l’allegria si nasconde una profondità che parla dritta alle corde più intime dell'anima.


L'Arca della speranza: tra ironia e grandi valori

Liberamente ispirata al romanzo After me the deluge di David Forrest, la storia ci porta in un tranquillo paesino di montagna. Don Silvestro, il parroco, riceve una telefonata decisamente "fuori dal comune": Dio in persona sceglie il giovane curato per costruire un'Arca e salvare il creato da un secondo diluvio universale.
 
Tra le resistenze e le fake news dell'irriverente e ateo Sindaco Crispino, i palpiti giovanili della frizzante Clementina, l'arrivo travolgente della redenta Consolazione e l’ingenuità del candido Toto, l'arca prende vita grazie all'unione dell'intero villaggio. Ma quando le istituzioni tentano di fermare il piano credendo il parroco “pazzo”, Don Silvestro sceglie con coraggio e lealtà di non abbandonare il proprio "gregge". Un gesto di puro altruismo e amore che commuove persino Dio: il diluvio cessa e la comunità si ritrova salvata, riabbracciandosi sotto il segno del perdono e dell'accoglienza.
 
Un racconto che fa affiorare la nostalgia, ma soprattutto infonde serenità affrontando valori sempre attuali: l'amicizia, la condivisione, la solidarietà, la pace, il perdono, l'amore e il valore profondo dell'inclusione. Significativa anche la cornice dell'evento, inserito nel Festival “Poeti Sociali”, nato sulla scia di Arena di Pace 2024 con Papa Francesco, per dare voce a chi costruisce fraternità e percorsi di pace.

I protagonisti e il cast

A dare nuova vita a questo capolavoro è un cast affiatato e di straordinario talento:

Giovanni Scifoni: un eclettico e simpaticissimo Don Silvestro, fresco del ruolo dello psichiatra nella 4ª stagione di DOC e del tour del suo spettacolo 'Fra, dedicato a San Francesco.
Lorella Cuccarini: special guest e veterana dei musical nei panni di Consolazione, la "Bocca di Rosa" del paese, che a fine serata ha salutato il pubblico visibilmente commossa: «Questa serata non la dimenticherò mai, in tutta la mia vita».
Marco Simeoli: nei panni del sindaco Crispino, ha curato la regia di questo allestimento prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni Cpt - Teatro Brancaccio. Dal palco ha ricordato: «Siamo qui in Arena per la prima volta nella storia di questo spettacolo. Non dimenticheremo questa serata, da qui ripartiamo per la nuova tournée in tutta Italia».
Sofia Panizzi: una Clementina frizzante che, con la sua esuberanza giovanile e gli ormoni a mille, ha messo in seria confusione il povero Don Silvestro.
Francesco Zaccaro: nei panni di Toto, il tonto del villaggio.
Francesca Nunzi: nel ruolo di Ortensia.
Enzo Garinei: fratello di Pietro, la cui voce interpreta "La Voce di Lassù".

Foto di aggiungi un posto a tavola

 
A fare da cornice, un corpo di ballo vivacissimo e colorato guidato dalle coreografie di Gino Landi riprese da Cristina Arrò e le scenografie girevoli del progetto originale di Giulio Coltellacci (adattate da Gabriele Moreschi), capaci di trasformare la scena in chiesa, piazza e nell'imponente Arca, sotto la direzione musicale di Maurizio Abeni.

Un messaggio che resta dentro

Tra il calore degli applausi finali e i ringraziamenti alle autorità, il produttore Alessandro Longobardi ha rivolto al pubblico un augurio profondo: «Vorrei che dopo questa serata rimanesse nei vostri cuori il senso profondo di questo spettacolo: l'importanza di vivere insieme nell'amore. Questi sono dei valori che devono rimanere dentro».
 
Lasciando l'Arena con il cuore leggero, il sorriso sulle labbra e quella canzone che continua a risuonare dentro di noi, abbiamo portato con noi la gioia di questa serata e il ricordo delle parole di Pietro Garinei, che ripeteva sempre: «Evviva evviva!»
 
 

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