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12 Ottobre 2021
Ultima modifica: 12 Ottobre 2021 ore 10:34

Amministratore di sostegno. Chi può farlo.

Agisce negli interessi del beneficiario
Amministratore di sostegno. Chi può farlo.
Foto di Foto di Tania Van den Berghen da Pixabay
Una figura di aiuto nel caso di conflitti familiari. Che cosa compete al Pubblico Ministero e che cosa ai parenti?

L’Amministratore di sostegno ha il compito di soddisfare i bisogni del beneficiario – cioè “La persona che, […] si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi”, si legge nell’articolo 404 del Codice Civile – nel pieno rispetto dei diritti della persona e della dignità umana, limitando l’esercizio della capacità di agire dell’amministrato nella misura dello stretto necessario.

L'Amministratore di sostegno tutela ii diritti del beneficiario

L’amministratore, quindi, deve svolgere il proprio compito in totale autonomia avendo quindi riguardo esclusivamente agli interessi del beneficiario ed assicurando l’assenza di qualsiasi interesse personale.
È evidente quindi, ai fini della scelta dell’Amministratore, che occorra far riferimento al clima ed al contesto familiare del beneficiario. È comprensibile che qualora sussistano gravi motivi (ad esempio: conflitti endofamiliari) il Giudice Tutelare, vista la sua ampia facoltà di scelta, valuterà di nominare un professionista esterno al nucleo familiare. È altresì intuibile che il conflitto in una relazione familiare, specie nei casi di necessità di amministrazione di patrimoni, può far sì che si inneschino meccanismi di sospetto sino a creare, all’interno del nucleo familiare stesso, un clima di tensione e di accesa conflittualità che va ad inficiare la stessa serenità del beneficiario.

Chi decide che serve l'Amministratore di sostegno?

È importante sottolineare che sussiste l’obbligo di esercitare l’azio­ne formale di promuovere la procedura per apertura dell’Amministrazione di Sostegno per il Pubblico Ministero e per i responsabili dei servizi sanitari e sociali, laddove gli altri soggetti legittimati (parenti, conviventi e l’interessato) ne hanno unicamente mera facoltà. Si garantisce, in tal modo, una tutela effettiva del soggetto debole, anche in quei casi in cui non vi siano i soggetti legittimati indicati dal Codice Civile. 

Chi può essere nominato Amministratore di Sostegno

L’aspetto fondamentale dell’Amministrazione di sostegno è costituito dall’offrire un opportuno e tempestivo sostegno, in considerazione di bisogni ed esigenze spe­cifiche del soggetto, al fine di tutelarne adeguatamente gli interessi, senza escluderne la piena capacità.
Ma chi può essere nominato amministratore di sostegno? L’art. 408 del Codice Civile, riporta un elenco: il coniuge non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio, il fratello, la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico, scrittura privata autenticata.