20 Novembre 2019

Ballerina, ultimo ciak!

Terminate le riprese del cortometraggio di Kristian Gianfreda ispirato alla storia vera di una delle tante ragazze vittime della schiavitù della prostituzione.
La lotta alla prostituzione è stata una delle grandi battaglie di Don Oreste Benzi che la Comunità Papa Giovanni XXIIII continua a portare avanti con lo stesso impegno. Prima nazionale di Ballerina a Rimini, febbraio 2020, per la Giornata internazionale per i diritti della donna.
Una ragazza viene rapinata e abbandonata in strada. È notte fonda, fa freddo, è sola. A vederla sembra quasi una bambina con addosso i vestiti della mamma, come fanno da piccole le bimbe per giocare davanti allo specchio: paillettes, calze a rete e scarpe col tacco. Ma non è affatto un gioco, purtroppo.
Nikoleta ha il viso tumefatto, le calze strappate e il trucco sfatto. Una donna così piccola e già così piena di ferite. Sale su un autobus: da qui inizia il viaggio che da Rimini la porterà a Cesena, tra gli sguardi torvi che incontrerà alla stazione degli autobus, fino alle colonie abbandonate di Cesenatico anche qui di notte, di fronte al mare.

Chi è Ballerina?

Agnese Claisse protagonista del film Ballerina


Nikoleta, è la protagonista di Ballerina, il cortometraggio drammatico dedicato alle donne vittime di prostituzione della casa di produzione riminese Coffee Time Film. 
Il Progetto è stato diretto dal regista Kristian Gianfreda insieme al co-sceneggiatore Filippo Brambilla, i quali hanno già lavorato insieme alla fortunatissima commedia Solo cose belle, che ha ricevuto riscontri internazionali.
In Ballerina l'attrice principale è Agnese Claisse, che per le riprese è arrivata a Rimini da Londra, dove vive. Agnese, figlia dell'attrice italiana Laura Morante e dell'attore francese George Claisse, incarna quello che il regista cercava per dare volto e voce al suo personaggio: occhi verdi e profondissimi da bimba un po' impaurita ma allo stesso tempo che esprimono una forza e un'intensità dirompenti: «Ho accettato la parte perché mi è piaciuta molto la sceneggiatura – dichiara l’attrice - da una parte estremamente concreta e che affronta temi reali e purtroppo ancora attuali di cui è importante parlare, dall’altra, lo fa in modo sognante, creativo, originale e artistico. Mi piace anche molto il modo di lavorare di Kristian, molto serio, rispettoso degli attori, incoraggiante, positivo che sa spronarti e spingerti oltre i limiti, senza mai schiacciarti o umiliarti e sa farlo con leggerezza e senso dell’umorismo. Questo ruolo è una sfida per me e questo mi piace, perché contiene in sé una panoplia di emozioni che devo riuscire ad esprimere, e perdere la concentrazione anche solo per un secondo può essere deleterio. È un ruolo forte e profondo, tragico e borderline che mi fa anche molta paura ma mi si addice alla perfezione. Hai presente le montagne russe? Quella sensazione di eccitazione e terrore che vanno a braccetto? L’idea è quella».

Cosa succede a Ballerina?

Troupe al lavoro sul set del film Ballerina


A bordo dell’autobus la protagonista racconterà tutta la sua vita attraverso gli incontri che farà. Si troverà così a fare i conti con la violenza, il pregiudizio, il sopruso e la vergogna. «Finché, arrivata a destinazione compirà il suo destino – spiega il regista Kristian Gianfreda –. Per tutti i venti minuti del cortometraggio, lo spettatore entrerà in contatto con la dimensione più vera della ragazza. Il corto è ispirato a una storia vera. Si fanno tanti discorsi sulle donne vittime di tratta, nei salotti politici fino ai bar di provincia, ma spesso si discostano dalla realtà. Quando vediamo per strada queste ragazzine che ci sorridono facciamo fatica a credere a quello che c’è dietro. Ballerina ha l’obiettivo di cambiare per un attimo il punto di vista di chi guarda e permettere allo spettatore di fare un viaggio mettendosi nei panni di queste ragazze».
In Italia, sottolinea la produzione coffee time film, secondo l’ultimo rapporto di Save the Children, le vittime di tratta accertate solo tra il 2015 e il 2016 sono state 1660, con un numero in crescita di minorenni coinvolti che arrivano da Nigeria, Romania, Bulgaria e Albania. Le reti criminali di questi paesi poi, gestiscono in Italia un circuito della prostituzione in continua crescita.

Il regista Gianfreda: «Abbiamo girato di notte nelle aree più degradate»

Il regista del film Ballerina Kristian Gianfreda


Le riprese di Ballerina si sono svolte prevalentemente a bordo di un autobus messo a disposizione dall'azienda di trasporto pubblico Start Romagna. «Abbiamo scelto aree più degradate come quella della stazione da cui di solito ci si tiene alla larga di notte - continua il regista riminese - a Cesenatico, le colonie abbandonate, a Rimini il lungomare nel tratto di viale Regina Margherita. La produzione è interamente emiliano-romagnola, ci siamo ispirati alla forte presenza nel territorio della Comunità Papa Giovanni XXIII per combattere la violenza di tratta».

Le riprese sono state dure e intense, tutte in notturna. La troupe di Ballerina ha girato in tutta la Romagna per cinque giorni anche fino alle 4 del mattino. Ma la fatica non si sente quando si sa che si sta facendo qualcosa di bello. E a ricordarlo ci sono anche quei piccoli miracoli che accadono sul set. Ad esempio, racconta il regista, «la notte in cui abbiamo girato alla stazione di Cesena, eravamo in esterno. Abbiamo realizzato un piano sequenza lungo e difficile, dopo 3 ore al freddo e 13 take è arrivata all’ultimo tentativo utile l’interpretazione perfetta di tutti, attori, comparse, operatori, macchinisti, fonici e registi. Non vedo l’ora che chi ha partecipato possa vedere questa scena». Tra l'altro, alla stazione di Cesena, quella notte, si sono presentate 120 persone per partecipare come comparse. Quando si dice "la magia del cinema", è proprio vero. Perché è una magia la connessione di anime e pensieri, quando tutti, piano piano, cominciano a vedere la stessa cosa che prima era stata solo pensata dal regista. Quando tanti occhi e tante mani lavorano per poter realizzare proprio quella storia, che non è più la tua ma è di tutti e, alla fine, quello che ti eri solo immaginato diventa vero e vivo.»
A fine riprese – conclude Gianfreda - «ci resta addosso l'emozione che abbiamo provato in questi giorni raccontando la storia di Nikoleta. Una storia che è diventata quella di tutti noi e ci conferma che questo progetto si doveva fare».

Un corto contro la violenza di genere 

Il cortometraggio Ballerina, patrocinato dai comuni di Cesena e Rimini, fa parte di una serie di azioni previste dal Progetto nazionale di prevenzione e contrasto alla violenza intitolato Nemmeno un fiore! Stop alla violenza finanziato dal Dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Comunità Papa Giovanni XXIII sta portando il progetto nelle scuole, per sensibilizzare gli studenti di Istituti superiori di Lombardia, Emilia-Romagna e Abruzzo e approfondire il fenomeno della violenza di genere, nei suoi molteplici contesti, compresa l'industria della prostituzione. In occasione della Giornata internazionale per i diritti della donna 2020, si terrà a Rimini il Convegno conclusivo del Progetto con prima visione del cortometraggio Ballerina.
 
Per sostenere i costi della post produzione è stata lanciata una campagna di crowdfunding in un giorno molto significativo per tutta la Comunità Papa Giovanni XXIII: il primo novembre. Nella notte tra l'1 e il 2 novembre del 2007 Don Oreste Benzi saliva al cielo. La lotta alla prostituzione è stata una delle sue grandi battaglie e la Comunità Papa Giovanni XXIII, da lui fondata 50 anni fa, la porta avanti ancora oggi con lo stesso impegno.
Il cortometraggio è ispirato proprio alla storia vera di una delle tante ragazze vittime della schiavitù della prostituzione. Con la semplicità di un bambino, Don Oreste realizzava cose ritenute irrealizzabili. Questo nuovo progetto è l’ennesima sfida portata avanti con lo stesso spirito.
Il crowdfunding servirà a finanziare il montaggio e la distribuzione del film. Con l’aiuto di tante persone – dice ancora il regista Gianfreda - possiamo fare qualcosa di bello, possiamo creare una storia per entrare nel cuore e nell’anima di una donna, possiamo usare il linguaggio del cinema per superare la paura ed infondere coraggio, possiamo usare le emozioni e la bellezza per regalare un po’ di giustizia. Se riusciremo a farlo sarà anche merito vostro!

Come aiutare Ballerina

Ballerina il primo ciak del film


Come fare allora? Andando sul sito www.produzionidalbasso.com, al progetto Ballerina – il viaggio di una donna, si può contribuire anche solo con 3 euro (è la donazione minima imposta dal portale) ma chi riuscirà a donare qualcosa in più riceverà dei benefit: con 20 euro sarà possibile vedere il proprio nome nei titoli di coda del film in quanto finanziatori del progetto mentre con 45 euro, oltre al nome nei credit finali, il donatore avrà diritto a un invito personale esclusivo alla prima nazionale del film che si svolgerà a Rimini a Febbraio 2020.