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25 Ottobre 2023
Ultima modifica: 25 Ottobre 2023 ore 07:30

Calcio-scommesse: uno scandalo che riguarda anche noi

Quando la passione diventa una pericolosa dipendenza
Calcio-scommesse: uno scandalo che riguarda anche noi
Foto di Stokkete
Il giro di scommesse che sta facendo tremare il mondo calcistico alza il velo su una piaga che contagia sempre più giovani e giovanissimi: ora anche dal proprio cellulare si possono fare puntate e diventa sempre più facile cadere nella trappola del gioco d'azzardo patologico. Cosa fare?

Per molto tempo abbiamo tracciato un confine divisorio. Una linea sottile tra noi, gli spettatori, e loro, i protagonisti delle nostre proiezioni e speranze, i giocatori, desiderando di vederli a volte vittoriosi, a volte sconfitti, su quel campo verde. 
Ma ben oltre al tifo sportivo e alla passione per il calcio, nel tempo si è andato a rafforzare un altro gioco, quello delle scommesse. E quella linea sottile è stata oltrepassata, mischiando i ruoli di spettatori e protagonisti in una commistione pericolosa che coinvolge famiglie, giovani talenti e giri di milioni di euro. E a cui si aggiunge la minaccia della criminalità organizzata. 

È ormai notizia condivisa quella dello scandalo delle scommesse nel mondo del calcio. Ad oggi ci sono 3 indagati dalla Procura di Torino, ma si parla di decine di possibili persone coinvolte in un giro di scommesse che sta facendo tremare il mondo calcistico. 
Le indagini sono ancora aperte ma martedì scorso è arrivata la prima squalifica: il 22enne Nicolò Fagioli, uno dei calciatori italiani più promettenti della sua generazione, dopo essersi autodenunciato per aver scommesso online su alcune partite di calcio, non potrà giocare per un’intera stagione e dovrà seguire dei programmi terapeutici per il recupero dalla dipendenza dal gioco d’azzardo

Al di là della singola notizia di cronaca e del futuro delle indagini, da questa storia emergono una serie di tratti che contraddistinguono il mondo delle scommesse e del gioco d’azzardo patologico degli ultimi tempi: molte delle “puntate” sono fatte online, direttamente dal proprio computer e telefonino, eseguibili facilmente a qualsiasi ora e da qualsiasi luogo; restano coinvolti sempre più giovani e giovanissimi, secondo alcuni dati addirittura il 29,2% degli studenti minorenni avrebbe provato a giocare d'azzardo almeno una volta; un giro così importante di denaro porta spesso al coinvolgimento della criminalità organizzata, chiamata dagli stessi giocatori indebitati per il gioco. In ultimo luogo -ma non per importanza- le scommesse sportive, così come il gioco d’azzardo, possono creare facilmente dipendenza e come tali vanno trattate. 

Gioco d'azzardo: educare e prevenire è possibile

È per questo che è fondamentale fare prevenzione e dare degli strumenti per gestire l’euforia del gioco: conoscere le dinamiche dietro a vincite e perdite, i meccanismi psicologici che si attivano, le probabilità numeriche, sono tutti aspetti fondamentali per poter trattare la questione prima che distrugga persone, carriere, famiglie intere. 

La Comunità Papa Giovanni XXIII da anni è impegnata in questa direzione con vari progetti in tutta Italia.
A Bologna, ad esempio, si inizia a fare prevenzione già dagli 8 anni, trattando soprattutto la dipendenza da videogiochi e dai social media. Il progetto “Gioco libero”, al suo terzo anno e svolto con il contributo e in collaborazione con Dipartimento Welfare e Promozione del benessere di comunità - Settore Salute, Benessere e Autonomia della Persona - U.I. Salute e Città Sana, cerca di valorizzare i giochi collaborativi tra bambini e lontani dagli schermi. 
A Rimini, la Comunità è l’associazione capofila della Rete GAP, un’unione di associazioni ed enti -tra cui il Serd della città- che organizza vari incontri ed attività di sensibilizzazione e contrasto al gioco d’azzardo. Tra queste, anche uno sportello gratuito di ascolto e assistenza legale per il sostegno nell’affrontare la ludopatia. 

Molte sono le risorse messe in campo per cercare di contrastare questa dipendenza e di supportare chi ne è rimasto coinvolto. 
Se pensi di avere un problema, contattaci: come è davanti ai nostri occhi, il fenomeno può interessare chiunque. E può essere affrontato, insieme.