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17 Ottobre 2020

Africa: il microcredito regala una capra

Fra le famiglie povere dei quartieri rurali partono i progetti di autoproduzione.
Foto di Daniele Bonvecchio
Prima la formazione, poi arrivano due caprette incinte. Sono nati tre capretti: due contribuiranno a far partire l'allevamento in un'altra famiglia, all'interno del progetto Rainbow.
Una donna, Masca Ipongwe, ha 56 anni e vive in Zambia con il marito, la figlia e 4 nipoti. La sua è una famiglia di contadini che guadagna 800 dollari l’anno.
 
A febbraio 2020, quando è stato avviato il programma di microcredito del Progetto Rainbow, Masca è stata ammessa alla formazione. Il progetto finora ha coinvolto 25 famiglie di Baluba e Maria Chimona, due quartieri rurali alla periferia della città di Ndola. Si rivolge a nuclei familiari poveri senza animali e con un po’ di terreno a disposizione, dando priorità a donne e anziani.
 
Per tre giorni è tornata a scuola. Ha seguito le lezioni di un funzionario del Ministero zambiano dell’Allevamento e della Pesca scoprendo tante cose sulle capre: che sono animali resistenti, che si riproducono facilmente, che la mortalità dei cuccioli è abbastanza bassa e che il loro prezzo è buono perché c’è richiesta sul mercato. Ha imparato come curare le malattie che possono colpirle, come e quando venderle per fare business e come costruire la capanna in bambù in cui farle dormire.
 
Dopo la teoria ha ricevuto due capre incinte. Si è presa ottima cura di loro, mettendo in pratica quanto appreso, e la gestazione è andata a buon fine. Dei tre capretti nati, Masca ha tenuto una femmina, restituendo al progetto un maschio e una femmina che saranno ora destinati a un’altra famiglia in difficoltà. 
 
Se tutto procede bene tra un paio d’anni potrà cominciare a vendere alcuni animali, aumentando di almeno un quarto il reddito familiare.
 
Sono bastati 90 euro per farle avviare un’attività economica che — secondo i promotori del progetto — è a misura d’uomo, rispetta le risorse naturali e fa vincere la solidarietà grazie al meccanismo della restituzione.

L’intervento è coordinato da Daniele Bonvecchio, ex Casco Bianco all'interno di un progetto di servizio civile e dottore in Scienze della Nutrizione Umana, impegnato come volontario in Zambia da marzo 2019: «Vorrei vedere queste famiglie dare una svolta alla propria vita — commenta Daniele — perchè tutte hanno voglia di fare. Spesso però non hanno il capitale iniziale per avviare una nuova attività. Il microcredito dà loro la possibilità di diversificare le proprie fonti di reddito, rendendole meno suscettibili a eventi improvvisi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Le famiglie iniziano a poter programmare il proprio futuro. Il mio sogno è che queste famiglie entrino a far parte della classe media, che riescano a mandare i figli a scuola potendo arrivare anche all’università».

Lo spirito del progetto

Questa iniziativa di microcredito si inserisce nelle azioni promosse dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per il Tempo del Creato, celebrazione di preghiera e azione che quest’anno ha avuto come tema il “Giubileo della terra”. «L’esperienza di Masca — commenta Edoardo Barbarossa dell’Associazione di Don Benzi — è un chiaro esempio in questo Giubileo della necessità a cui ci richiama il Papa: quella di contemplare, riposare nella Terra e chiedere un’equa redistribuzione dei suoi frutti a tutti gli uomini. Come diceva Don Oreste Benzi, l’attuale sistema economico è legato al massimo profitto e va sostituito con una società del gratuito. Serve una nuova economia di condivisione».

Come regalare una capra

Per aiutare altre famiglie come quella di Masca a riscattarsi dalla povertà, manda una mail a segreteria.condivisione@apg23.org. Con 90 euro donerai un mestiere: training, due capre incinte, medicine e 50 kg di crusca come supplemento alimentare per gli animali durante la stagione secca. Con 30 euro donerai una capra.

L’obiettivo è quello di includere entro un anno altre 25 famiglie in difficoltà.