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28 Gennaio 2026
Ultima modifica: 28 Gennaio 2026 ore 09:07

L'iniquità economica erode la democrazia

Lo studio Oxfam allarma sul legame tra politica e milionari
L'iniquità economica erode la democrazia
Foto di Prazis Images
Dalle ricerche svolte risulta che l'iniquità economica sia uno dei segnali d'allarme più infallibili in una democrazia che si sta erodendo. Il mondo si trova davanti al bivio tra democrazia e oligarchia, perché i super-ricchi rafforzano la loro influenza sulle scelte politiche e sui media con una stretta crescente.
Dalle elezioni di Donald Trump negli Stati Uniti, novembre 2024, i patrimoni dei miliardari statunitensi sono cresciuti in modo esponenziale, tre volte più velocemente rispetto agli ultimi 5 anni. Ma anche i miliardari nel resto del mondo hanno beneficiato delle scelte politiche su tassazioni e deregolamentazione dell’amministrazione Trump.

Quando il portafoglio diventa potere politico

Il Report Oxfam riferito all’anno 2025 non si limita a sottolineare l’iniquità economica che si amplia esponenzialmente in tutto il mondo, ma dimostra una preoccupante connessione tra politica ed economia: i super ricchi sono sempre più legati alla politica, perpetuando e rinforzando il sistema che supporta il loro interesse.
Le persone economicamente ricche stanno diventando politicamente ricche […] Quelli economicamente poveri stanno diventando politicamente poveri, le loro voci silenziate di fronte a un crescente autoritarismo e alla repressione della libertà e dei diritti tanto combattuti.

Dalle ricerche svolte, infatti, risulta che l’iniquità economica sia uno dei segnali d’allarme più infallibili in una democrazia che si sta erodendo. Il mondo si trova davanti al bivio tra democrazia e oligarchia, perché i super-ricchi rafforzano la loro influenza sulle scelte politiche in diversi modi e con una stretta crescente. Oxfam individua tre modalità principali: comprando i politici, investendo in élite politiche ed entrando direttamente nelle istituzioni. Ne risulta che i miliardari hanno quattromila volte più possibilità di ottenere cariche politiche rispetto alle persone di classe media.

La povertà e la fame sempre più accettate

Nel frattempo, metà della popolazione mondiale vive in povertà e una persona su 4 non riesce a permettersi pasti adeguati. È diventato ormai innegabile che la disuguaglianza economica eccessiva è direttamente proporzionale all’insicurezza alimentare e alla povertà diffusa. Ne dà l’esempio un grafico sviluppato con i dati di Forbes, dimostrando che la crescita della fortuna dei milionari ha un andamento tragicamente simile all’aumento dell’insicurezza alimentare, arrivando a 92 milioni di persone in Europa e Nord America, le regioni più ricche del mondo. Gli individui più colpiti dalla povertà e dall’insicurezza alimentare, a causa di emarginazione e disparità, sono donne, minoranze etniche e persone LGBTQI+.

Media e algoritmi: la fabbrica del consenso dei miliardari

Eppure, parte della popolazione continua a supportare i super ricchi e il sistema dell’arricchimento, ponendo fiducia nella mobilità sociale, un processo ormai quasi totalmente bloccato proprio dalle classi più agiate. È sempre Oxfam a dare spiegazione di questa dinamica: le persone miliardarie hanno le risorse per influenzare, o comprare direttamente, i media, incidendo nei messaggi che vengono veicolati al pubblico e che danno forma ai loro pensieri, spostando la frustrazione verso capri espiatori – solitamente le minoranze etniche e le persone immigrate.
Infatti, secondo i dati, i miliardari dominano i media e l’AI. «Più della metà delle più grandi compagnie di media globali ha proprietari miliardari e 9 dei 10 social media appartengono a sei miliardari», specifica il report, rendendo chiara la gravità dell’influenza che possono avere sul pubblico.

Dalla repressione alla redistribuzione

La povertà diventa colpa dell’individuo che non ci prova abbastanza, la criminalità diventa colpa delle minoranze etniche, la continua crescita dei costi diventa accettabile e normale, ma soprattutto le voci di chi si rivolta vengono emarginate dagli algoritmi o vengono represse nelle strade.
In tutto il mondo, i governi scelgono sempre più la repressione delle proteste rispetto alla ridistribuzione equa delle risorse, perpetuando un sistema erosivo. Ma possono ancora scegliere di seguire la strada opposta e, come consiglia Oxfam, supportare politiche che mirino a ridurre l’ineguaglianza, scegliere politiche fiscali che avvantaggino la popolazione più povera e tassino i super-ricchi, bannare le campagne politiche finanziate dai ricchi, rendere più trasparenti e indipendenti i media, proteggendo la libertà di espressione in ogni sua forma. Il report invita i governi a scegliere, a confermare, la democrazia e a bloccare la crescita dell’oligarchia.