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10 Agosto 2021
Ultima modifica: 11 Agosto 2021 ore 12:40

Centro per disabili chiuso? Andiamo a domicilio

Centri per disabili e restrizioni Covid
In Sardegna il principio di personalizzazione dei servizi assistenziali permette di riprogettare gli interventi al variare delle necessità del beneficiario o della situazione, come per il lockdown.
«Quando siamo stati costretti a tenere chiuso il centro diurno per disabili siamo comunque riusciti a fornire servizi assistenziali alle situazioni più critiche riprogettando il nostro lavoro in modalità domiciliare». A parlare è Antonello Spanu, responsabile della cooperativa sociale San Damiano di Sorso, in provincia di Sassari.
La Sardegna investe molto sull’handicap e segue il principio di personalizzazione e co-progettazione dei percorsi individuali dei soggetti svantaggiati.
I beneficiari dei servizi (i portatori di handicap e le loro famiglie) ricevono un finanziamento da utilizzare nella realizzazione del progetto per il soggetto svantaggiato. Questo può essere fatto autonomamente o in collaborazione con i servizi sociali e gli enti erogatori (per esempio le cooperative sociali). In questo modo i beneficiari e diventano parte attiva della progettazione del servizio.

Eravamo già preparati

«Noi avevamo iniziato tre anni fa a progettare queste attività domiciliari per mantenere un contatto diretto con le famiglie e il territorio. Grazie a questo principio di co-progettazione abbiamo potuto modificare i tipi di intervento a seconda delle sempre nuove necessità. Dal punto di vista del diritto delle persone con handicap e delle loro famiglie è un passo enorme».
E ha permesso alla cooperativa San Damiano, quando causa pandemia il centro diurno è rimasto chiuso, a reagire in modo strutturato e non improvvisato, riorganizzando i progetti di intervento in modalità domiciliare.
«Addirittura in alcuni casi – conclude Spanu – ci siamo accorti che le attività, come per esempio il potenziamento delle attività autonome legate alle faccende domestiche, erano ancora più efficaci se fatte a casa per cui abbiamo continuato a portarle avanti in famiglia anche una volta che il centro ha riaperto. La parte difficile sta nella sostenibilità economica. Ma vedendo quanto questa risposta rinforza il legame con le famiglie, con il territorio e come è coerente con la convenzione dei diritti delle persone con disabilità e la dignità della persona... beh questa è sicuramente la direzione verso cui andare».
 

La scheda

La Cooperativa San Damiano di Sorso – del consorzio Condividere Comunità Papa Giovanni XXIII - nasce nel 1999. L’attività principale è svolta all’interno del Centro diurno Il Girasole, ma vengono svolte anche molte attività domiciliari.
Si aggiunge una cooperativa agricola all’interno della quale sono stati attivati percorsi di messa alla prova e tirocini di inserimento lavorativo del Progetto INCLUDIS, di cui la cooperativa è ente promotore.
C’è in cantiere l’apertura di un secondo centro per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. La realtà conta 16 dipendenti tra cooperativa e azienda agricola.