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31 Maggio 2021
Ultima modifica: 31 Maggio 2021 ore 08:40

La città del futuro è libera dal fumo

È possibile un futuro smoke-free?
Foto di Free Photos
Giornata mondiale per la lotta al fumo. In diverse parti del mondo si sta introducendo il divieto di fumare nei luoghi pubblici. In Italia la città capofila è Milano.
Nuove politiche urbane stanne trasformando le città. Nel post-pandemia vedremo infatti più città smoke-free, ovvero libere da fumo nei luoghi pubblici. Un modo per migliorare la qualità dell’aria ma anche la salute delle persone. 
In Italia, il comune di grandi dimensioni che più recentemente ha introdotto il divieto di fumo nei luoghi pubblici è Milano: il 19 gennaio scorso, il consiglio comunale ha approvato il “Regolamento sulla qualità dell’aria” che prevede di vietare le sigarette alle fermate di mezzi pubblici, in parchi e stadi, e a una distanza inferiore a 10 metri da un’altra persona. 

Una legge uguale per tutti

In molti hanno criticato la misura come un attacco alle libertà personali. In realtà quasi tutti i Paesi del mondo stanno discutendo regolamenti simili in modo da eliminare il fumo nei luoghi pubblici entro il 2025. 
Inoltre, c’è un disegno di legge per vietare in tutta Italia il fumo negli spazi pubblici. Nella mozione si chiede al governo e al Parlamento di estendere «il divieto di fumo ai luoghi esterni, dove si ritrovano anche bambini e donne in stato di gravidanza, quali giardini pubblici, luoghi di spettacolo all'aperto, spiagge attrezzate, stadi, campi sportivi, ristoranti all'aperto, al fine di evitare alla popolazione i gravi danni cagionati dal fumo passivo».

Fumo responsabile del 25% dei casi di cancro

Dalla possibilità di fumare negli aerei, nei cinema, al divieto di fumare in spazi chiusi. La lotta contro il fumo di sigaretta ha una storia lunga: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il tabacco uccide più di 8 milioni di persone e rappresenta il 25% di tutte le morti per cancro; la tossicità del fumo è un problema anche per coloro che respirano il fumo passivo.
Nel 2004, oltre 160 Paesi nel mondo hanno firmato la Convenzione dell’Oms sul controllo del tabacco (Fctc), accettando di rispettare gli obblighi volti a raggiungere la riduzione del fumo in luoghi pubblici del 30% entro il 2025. Come ha raccontato Wired, Svezia e Nuova Zelanda sono i paesi che più di altri hanno condotto la battaglia contro il fumo negli spazi urbani e non, cercando di diventare le prime nazioni completamente smoke free entro il 2025.

Littering: quei mozziconi abbandonati

Foto di Jasmin_Sessler
Obiettivo raggiunto da singole città: ad esempio, Melbourne, in Australia, che nel 2000 è diventata la prima città libera dal fumo. New York, Città del Messico, Istanbul, Manchester, sono città che hanno introdotto misure più restrittive. In Spagna e in Italia (anche se non dappertutto) è stato introdotto il divieto di fumare in spiaggia, nel tentativo di contrastare un’altra consuetudine estremamente pericolosa: l’abbandono dei mozziconi. Il rifiuto più disperso nell'ambiente è, infatti, la sigaretta: ogni giorno nel mondo sono dispersi 10 miliardi di mozziconi che vengono buttati a terra, inquinando il terreno e le acque.
Negli ultimi anni, riporta ancora Wired, i comuni hanno adottato misure per la raccolta di questi mozziconi abbandonati e lanciato campagne di sensibilizzazione contro il littering, ovvero l’abbandono di piccoli oggetti, e distribuendo posaceneri tascabili. Tornando a Milano: ogni anno, il capoluogo lombardo produce 80 tonnellate di mozziconi di sigaretta (1 milione di mozziconi al giorno) che impiegano oltre due anni per decomporsi naturalmente. 

Milano ma anche Verona

Per fortuna l’esempio del capoluogo lombardo è stato seguito da altre città italiane: a Verona, per esempio, il sindaco ha disposto il divieto di fumare alle fermate degli autobus e davanti a tutte le scuole di ogni grado, e più in generale su tutto il territorio comunale “laddove ci siano altre persone entro i tre metri di distanza”, scrive il decreto (che è rimasto fino al 6 aprile 2021).