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21 Febbraio 2026

Clima, l'allarme dei Paesi Nordici: «Il collasso della corrente AMOC è un rischio reale

Il rapporto del Consiglio Nordico avverte: il motore termico dell'Atlantico sta rallentando. Conseguenze imprevedibili per l'Europa
Clima, l'allarme dei Paesi Nordici: «Il collasso della corrente AMOC è un rischio reale
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Pubblicato il documento "A Nordic Perspective on AMOC Tipping": il sistema di correnti che garantisce il clima mite europeo rischia di superare una soglia critica. Gli scienziati chiedono politiche di decarbonizzazione urgenti e sistemi di allerta precoce per evitare scenari climatici estremi.
Uno dei grandi “motori” del clima globale potrebbe indebolirsi molto più di quanto si pensasse, con conseguenze difficili da prevedere ma potenzialmente profonde per l’Europa e non solo. È questo il messaggio che emerge da A Nordic Perspective on AMOC Tipping, il rapporto pubblicato il 5 febbraio 2026 dal Consiglio nordico, che fa il punto sullo stato delle conoscenze scientifiche riguardo alla possibile destabilizzazione dell’AMOC e sulle misure necessarie per prepararsi a questo scenario.

L’AMOC, acronimo di Atlantic Meridional Overturning Circulation, è la Circolazione Meridionale Atlantica, un vasto sistema di correnti oceaniche che trasporta acqua calda verso il Nord Atlantico e acqua più fredda verso sud. Questo meccanismo contribuisce in modo determinante al clima relativamente mite dell’Europa settentrionale e dei Paesi nordici. Tuttavia, il riscaldamento globale sta già rallentando questa circolazione e, sebbene gli scienziati ritengano improbabile un arresto completo nel breve periodo, la possibilità che il sistema superi una soglia critica non può essere esclusa.
Se ciò accadesse, il clima dell’Europa settentrionale potrebbe raffreddarsi anche mentre il resto del pianeta continuerebbe a riscaldarsi, con ripercussioni sulla produzione agricola, sui sistemi energetici e sulle condizioni di vita di intere comunità.

Il paradosso: freddo estremo in un mondo più caldo

«L’AMOC è una componente fondamentale del sistema climatico per la regione nordica. Sebbene il suo futuro resti incerto, la possibilità di un rapido indebolimento o di un collasso è un rischio che dobbiamo prendere seriamente», ha spiegato Aleksi Nummelin, professore di ricerca presso l’Istituto meteorologico finlandese, che ha coordinato il lavoro. Il rapporto, ha aggiunto, riunisce le conoscenze scientifiche disponibili e individua alcune azioni concrete per rafforzare mitigazione, monitoraggio e preparazione.

Il documento insiste in particolare sulla necessità di politiche climatiche più incisive. L’incertezza sulle tempistiche e sulla soglia critica dell’AMOC impone, secondo gli autori, un approccio precauzionale: ogni ulteriore aumento della temperatura globale, così come il prolungarsi del superamento della soglia di 1,5 gradi, aumenta il rischio di destabilizzazione. Ridurre rapidamente le emissioni e accelerare la decarbonizzazione resta quindi la prima linea di difesa.

Cosa dobbiamo fare subito?

Accanto alla mitigazione, un ruolo cruciale è attribuito al monitoraggio. Gli esperti sottolineano la necessità di finanziamenti stabili e di lungo periodo per mantenere operativi i sistemi di osservazione oceanica e per sviluppare un sistema di allerta precoce in grado di integrare dati satellitari, misurazioni dirette e simulazioni climatiche. Strumenti di questo tipo, se integrati nei processi decisionali, potrebbero consentire una risposta più rapida ai segnali di cambiamento. In questa prospettiva, il nuovo EU Ocean Act viene indicato come un’opportunità per coordinare gli sforzi a livello europeo.

Il rapporto invita anche a ripensare le strategie di adattamento. Un eventuale collasso dell’AMOC potrebbe produrre effetti estremi nei Paesi nordici, in parte diversi e persino opposti rispetto a quelli comunemente associati al riscaldamento globale. Per questo, le politiche di adattamento dovrebbero essere flessibili e capaci di funzionare in scenari climatici divergenti, tenendo conto anche della possibilità di cambiamenti rapidi e non lineari. Il rischio di collasso, sottolineano gli autori, va trattato come una minaccia concreta, da affrontare con strumenti di gestione del rischio integrati a tutti i livelli di governo.

Il ruolo del Consiglio nordico e la cooperazione scientifica

Il rapporto nasce dal workshop Nordic Tipping Week, organizzato nell’ottobre 2025 a Helsinki e Rovaniemi, che ha riunito studiosi provenienti da discipline diverse, dagli oceanografi fisici agli scienziati sociali. Alla redazione hanno contribuito ricercatori di numerosi istituti nordici e internazionali, con il coordinamento dell’Istituto meteorologico finlandese.

A promuovere l’iniziativa è stato il Consiglio nordico, l’organismo di cooperazione parlamentare che riunisce Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, insieme ai territori autonomi di Groenlandia, Isole Faroe e Åland. Proprio ai governi e alle istituzioni di questi Paesi, già nel 2024, un gruppo di scienziati del clima aveva indirizzato una lettera aperta per segnalare che il rischio di un collasso dell’AMOC poteva essere stato sottovalutato.

Oggi, alla luce delle nuove analisi, il messaggio che arriva dalla comunità scientifica è chiaro: anche quando le probabilità restano incerte, le conseguenze potenziali sono tali da rendere indispensabile agire in anticipo. Nel caso dell’AMOC, aspettare di avere certezze potrebbe significare arrivare troppo tardi.
 
 

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