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30 Giugno 2026
Ultima modifica: 30 Giugno 2026 ore 09:42

Estate, tempo propizio per lo Spirito

È ora disponibile il numero di Pane Quotidiano per luglio e agosto, con i commenti di don Oreste Benzi alle letture della Messa.
Estate, tempo propizio per lo Spirito
Foto di Chiara Bonetto
L'introduzione di Pane Quotidiano di luglio-agosto è scritta da monsignor Salera, vescovo di Ivrea, che sottolinea come la parabola della perla preziosa inviti a cercare il vero valore della vita, a lasciare gli attaccamenti e a riscoprire, nel silenzio dell'estate, la presenza vivificante dello Spirito.
Vorrei iniziare da una storia che prendo in prestito da un autore a me molto caro, conosciuto ai tempi dell’Università a Roma: «La storia riguarda un ragazzino di circa 10 anni che cresceva in un orfanotrofio. Una notte si sveglia nel grande dormitorio al buio e si rende conto che l'alba è ancora lontana. È estate e c'è un lago nella proprietà dell'istituto. Egli avverte un grande desiderio di vedere l'alba sulle rive del lago, ma il regolamento è rigido: per nessuna ragione i bambini si possono alzare prima del suono della campana, ed è proibito uscire dal dormitorio prima del tempo stabilito. Il bambino decide di rischiare. Subito si veste e va fuori furtivamente, tenendo le scarpe in mano per non svegliare gli altri. C'è un lungo corridoio da attraversare, dalle cui pareti pendono da un lato ritratti dei precedenti direttori dell'istituto e, dall'altro, immagini di santi. Il bambino percorre di corsa il lungo corridoio, a testa bassa: non vuole incrociare il suo sguardo con le occhiate di disapprovazione lanciate da quelle figure appese alle pareti. Giunge al lago, e attende l'alba nell'oscurità; ed ecco che inizia lo spettacolo del giorno: i colori mutano dall'arancio al rosso brillante del sole. Egli vede riflesso il tutto nell'acqua del lago, quasi assorbito dalla pura bellezza di quest'ultimo. Poi, improvvisamente, si rende conto del tempo trascorso: ormai saranno tutti alzati e lo staranno cercando. Saranno certamente guai, per lui. Si rialza per tornare indietro e saluta il lago dicendo: “Ora devo andare. Ti ringrazio. Non mi importa se sarò punito, perché adesso so una cosa, che il Dio del lago è più grande del Dio dell'orfanotrofio”». (M.P. Gallagher, Dov’è il tuo Dio, Citta Nuova Editrice, 1993)
Gallagher la raccontò nel suo libro riferendosi ad un suo colloquio con uno studente universitario: dialogavano a partire dalla difficoltà di quest’ultimo a credere in Dio. Il racconto ha – a mio avviso – una potenza evocativa molto forte: l’espressione con cui si chiude suscita nel lettore un profondo desiderio del “Dio del lago”, quasi da non poter più fare a meno di un Dio così.

Le parabole: un modo per suscitare il desiderio per Dio

Anche il Signore Gesù ha raccontato storie (le parabole), ha utilizzato massime e proverbi, ha annunciato la presenza del Regno di Dio attraverso immagini tratte da scene di vita quotidiana; alcuni di questi racconti li incontreremo nelle prossime domeniche quando ascolteremo il “terzo discorso” di Gesù inserito nel Vangelo di Matteo: il discorso per parabole. Attraverso immagini e simboli saremo invitati a desiderare anche noi l’avvento del Regno di Dio, vorremo farne parte, non vorremmo lasciarci sfuggire l’occasione.
Fra queste parabole, vorrei qui considerare quella della “perla preziosa”, brevissima – due versetti (Mt 13,45-46) – ma intensa come la finale del racconto di Gallagher: il mercante va in cerca di perle preziose, trovatane una di grande valore, vende tutti i suoi averi e la compra. Fra i ricordi più vividi della giovinezza ve ne è uno che questa parabola evoca immediatamente: d’estate, quando i ritmi si rallentano, domande di senso ricorrevano più che in ogni altro periodo dell’anno nel mio cuore, mi chiedevo quale fosse il mio posto su questa Terra, cosa potesse rendere la mia vita piena, percepivo più vivida l’insoddisfazione per ciò che ero senza “la perla”. 

L'estate è un tempo propizio per lo Spirito

L’estate è un tempo propizio per tornare alla ricerca dell’unica perla e per disporci a vendere tutti i nostri averi, a prendere le distanze da tutti i nostri infruttuosi attaccamenti. L’estate è un tempo propizio per riuscire ad ascoltare quei “gemiti inesprimibili” dello Spirito di cui ci parlerà la Lettera ai Romani, anch’essa compagna di strada per questi mesi. Siamo piuttosto abituati ad immaginarci la vita divina come fuori di noi. In questo tempo estivo, proprio grazie alla maieutica di una Parola che continua a raggiungere le profondità più recondite del nostro cuore, potremo tornare ad accorgerci che essa – la vita divina – anela a guidare i nostri passi dal di dentro e non ci ha mai abbandonato perché corrisponde alla verità che è in noi, chiede solo di essere nutrita e la si nutre lasciando (gli averi/gli attaccamenti) e comprando (la perla/lo Spirito Santo).
Se venisse meno la speranza di vivere questa vita piena, ci verrà in aiuto la memoria della Pasqua significata dalla Trasfigurazione, della solennità dell'Assunta, della memoria di Maria Regina e dei Santi Apostoli Giacomo e Bartolomeo: la meta è stata raggiunta da altri prima di noi, non possiamo fermarci qui.

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