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13 Ottobre 2023
Ultima modifica: 13 Ottobre 2023 ore 13:38

Israele, cosa accade in Cisgiordania: situazione critica

Attacco dei coloni nel villaggio dei volontari di Operazione Colomba. La testimonianza: tensione crescente in Cisgiordania.
Israele, cosa accade in Cisgiordania: situazione critica
Foto di Archivio Operazione Colomba
La situazione in Cisgiordania è sempre più tesa. Gli insediamenti israeliani continuano a espandersi. I volontari dell'Operazione Colomba sono presenti sul campo con iniziative di interposizione nonviolenta.
«Siamo in un coprifuoco di fatto, non si può entrare né uscire dai villaggi, a fatica si può uscire di casa per fare qualche metro per andare nelle abitazioni vicine». Sono le parole dei volontari dell'Operazione Colomba presenti nell'estremo sud della Cisgiordania, nel villaggio di At-Tuwani, che sorge vicino ad una colonia israeliana.

Il 12 ottobre, coloni armati hanno fatto irruzione nel villaggio dove vivono i volontari di Operazione Colomba, sparando contro animali e persone anche ad altezza d'uomo. Con il volto coperto e armati di mitragliatori i coloni hanno colpito per rappresaglia le abitazioni del villaggio. Uno dei leader locali è stato aggredito, sebbene non in modo grave.

Gli insediamenti israeliani e la minaccia costante

Gli insediamenti israeliani sono in continua espansione e annettono a sé le terre dei vicini villaggi palestinesi che sono così costretti a vivere sotto la costante minaccia di violenze alle persone e alle proprietà. I pastori delle colline a sud di Hebron hanno però scelto di lottare con metodi nonviolenti per tutelare la propria vita e i propri diritti, riunendosi nel Comitato Popolare delle Colline a sud di Hebron. Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Papa Giovanni XXIII è da vent'anni al loro fianco. L'intento è quello di interrompere la spirale di violenza del conflitto e sostenere tutte le azioni nonviolente portate avanti da organizzazioni sia palestinesi che israeliane a favore della pace e della riconciliazione.

Rischio di perdere gli sforzi fatti

Ma adesso tutti gli sforzi fatti in questi anni rischiano di andare perduti. «Il clima è tesissimo - raccontano i volontari -. Da sabato sono iniziate ronde di coloni e soldati israeliani intorno al villaggio in cui viviamo ed in quelli vicini. I soldati hanno i nervi a fior di pelle». La Cisgiordania è governata dall'Autorità Nazionale Palestinese mentre la Striscia di Gaza è governata da Hamas, una divisione che ebbe luogo dopo una guerra civile fra le due fazioni. Tuttavia i palestinesi sono certi che «dopo l'assedio alla Striscia di Gaza, - riferiscono i volontari - la vendetta si estenderà anche a tutta la Cisgiordania».

La conta dei morti cresce

Man mano che passano le ore la conta dei morti cresce su entrambi i fronti, delineando quanto accaduto come il più grave atto di guerra per numero di vittime negli ultimi cinquant'anni. «Le notizie che arrivano dalla Striscia di Gaza riferiscono di aver subito dieci ore di bombardamenti. Molte famiglie palestinesi vorrebbero andare in un posto sicuro ma non sanno dove andare perché la Striscia è chiusa. Parliamo di uno dei luoghi con la più alta densità di popolazione al mondo ed è un fazzoletto di terra grande come un comune di provincia. Sappiamo che molti si sono rifugiati nelle scuole delle Nazioni Unite che sono già stracolme. E adesso manca anche l'energia elettrica per cui sarà impossibile comunicare nei prossimi giorni».